Alla fine (perchè siamo alla fine) lo so che vi mancheranno i miei titoli stupidi e non è detto che non ve li ritroverete, prima o poi, su queste pagine. Comunque, come dicevo, siamo arrivati alla fine, rispondo alle ultime domande che mi avete fatto e, per quanto alcuni anonimi senza palle abbiano scritto che sono tutte cazzate demmerda, sono soddisfatto di questa intervista e spero che, adesso, sappiate un po' più di me.
Femmina Gaudente chiede:
come ti piace la Iolanda? Implume? Hairy? O Orzigolata?
Beh, quello, come il taglio di capelli, dipende dalla testa su cui viene fatto, no? Quindi varia, almeno per me. Grazie per i complimenti al blog.
Patalice chiede:
domani è un altro giorno, o oggi è già domani?
Assolutamente, per me, domani è un altro giorno, un tutto da fare (cit. Stadio), anche se, magari, poi la giornata la ripeto tutta uguale a quelle precedente è comunque un foglio bianco da scrivere.
Charlie68g chiede:
Se dovessero darti un dono, ma a scelta tra solo due.
Ovvero giocare bene a calcio oppure suonare bene il blues; tu quale dono sceglieresti
A questa rispondo davvero facile: sceglierei di suonare bene il blues, per due motivi, il primo è che a calcio, pur quadagnando tantissimo, ci giochi per un numero limitato di anni mentre il blues lo suoni tutta la vita, direi che lo vivi, addirittura e poi perché tra fare una meravigliosa rabona in campo e delle svisate che fanno emozionare, alla chitarra, io preferisco queste ultime.
fatacarabina, in un altro post chiede:
Se tu non fossi tu, come sei oggi, come ti vorresti? ;)
Mi vorrei in tanti modi, a dire la verità; c'è la parte di me, quella più antica, si vorrebbe scienziato, come sognavo; quella un po' più moderna si vorrebbe sempre professionista ma non dove lo fa. La verità, però, è che mi vorrei almeno doppio.
Eccoci arrivati alla fine, grazie a tutti voi delle domande, dal prossimo post (credo) si torna alla normalità dei racconti e dei post delle mille vite non vissute.




