25 gennaio 2014

Intermezzo



La casa, il concetto di casa, il posto a cui siamo legati, è fatto di pareti ma anche di persone, di panorami ma anche di ricordi...

23 gennaio 2014

21 gennaio 2014

La saggezza

Tempo fa gli ho dedicato un post ma è su twitter che Andrea regala perle di saggezza, questa non potevo non riportarla:


Solo per ricordarvi che scambiare i compromessi con la sottomissione è il modo migliore per rimanere soli e pieni di complessi.
@Andrea_IlBanale

20 gennaio 2014

Blue monday

Pare che, secondo uno studio, oggi sia il giorno più triste dell'anno. Cioè? Che significa, che oggi le persone che mi mancano mi mancheranno ancora di più? Che una presenza obliqua farà più male constatando che non è una presenza frontale? La malinconia dei ricordi sarà più acuta? Oggi si piangerà, in media, di più? Si guarderà ancora più spesso il display del cellulare attendendo un segno che non arriva? Domani lo si guarderà meno? E ieri quante volte? Ce lo ricordiamo per poter affermare con certezza che oggi lo si è guardato di più? Si sfoglieranno tutti gli album di foto, reali e virtuali, soffermandosi su quello che non c'è più con ancora maggiore insistenza? Domani gli album verranno lasciati sugli scaffali a prendere polvere o nelle loro cartelle dentro gli hard disk? Oggi si comporranno più spesso numeri di telefono senza far partire le chiamate? Domani le chiamate non partiranno ancora ma saranno meno? Oggi si troverà sempre occupato? Online ma non per noi? Si starà più tempo seduti a contemplare il mare mosso? Ci si alzerà il bavero del cappotto e lo si stringerà con più insistenza? Si ripenserà con maggior enfasi a luoghi pieni di significato? Si rileggeranno lettere chiuse nei cassetti? Mail nei recessi di un cloud? In cosa sarà il giorno più triste dell'anno? Si mangerà più cioccolata per compensare? Si penserà ancora di più che piove da troppo? Ci si sentirà ancora più soli? Un'estremizzazione della solitudine? ci si incolperà di tutto con maggiore frequenza? Ci si maledirà con maggior vèrve? Con più fantasia? Dove sarà maggiore la tristezza? Durante tutta la giornata? Ci sarà una punta all'imbrunire? Si sa che l'imbrunire è triste se c'è gente che, dentro, ci va a cercare l'alba. Si lavorerà di più oggi? Con ancor meno soddisfazione? Non si riuscirà, ancor meno degli altri giorni ad ottenere un risultato? No, spiegatemi, alla fine, se oggi è il giorno più triste tutti gli altri lo saranno meno e quindi, da domani, è tutta in discesa.; ma questo dovrebbe rendermi meno triste già da oggi perché so per certo che domani sarà meglio. Quindi dovrei essere meno triste dei giorni in cui non so quando la tristezza diminuirà ma questo non lo renderebbe il giorno più triste dell'anno e quindi che significa?

19 gennaio 2014

18 gennaio 2014

Perchè mi piace Capossela

Capita, a volte, quando scrivo un commento, o rispondo ad un commento che mi è stato scritto, che mi vengano in mente tante parole, troppe, per una semplice risposta, per un semplice commento, praticamente mi viene fuori un mezzo post ed allora, alla fine, meglio farne un post, no? Questa volta mi è capitato con il commento che mi ha lasciato Mareva nello scorso post; leggendolo mi sono chiesto: "Ma perché mi piace Vinicio Capossela?". Lei dice che le sta antipatico a pelle, a pensarci, mica ha torto, non sembra il massimo della simpatia (che poi, ormai, quello che viene identificato come "il massimo" a me fa solo venire il vomito) eppure a me non sta antipatico. Ma perché mi piace Capossela? Beh, prima di tutto, mi piace da molto prima che diventasse "di moda"; ricordo che facevo colazione, una mattina, e guardavo Videomusic, non si chiamava ancora MTV e, soprattutto, trasmetteva video musicali e non ancora pseudoprogrammi con sedicenni gravide. Facevo colazione ed ho cominciato a sentire un attacco musicale jazzato, era "All'una e trentacinque circa", il primo singolo del primo cd di un giovane (oh, allora era giovane) musicista italiano: Vinicio Capossela. Comprai il cd e mi piacque tantissimo, l'ho ascoltato fino quasi a consumarlo; da allora ho continuato a seguirlo anche se, confesso, l'ultimo che ho comprato è il doppio "Marinai, profeti e balene" e non l'ho nemmeno ascoltato, ma mica è colpa sua eh, è colpa mia; la vita, a volte, prende un giro che mica te lo aspetti. Ma può bastare questo a spiegare perché mi piace Capossela? Potrebbe pure ma, in realtà, ci sono altri motivi; un altro dei motivi è che è stato uno di quei musicisti che ho incontrato di persona, anche più di una volta. Ricordo che un pomeriggio abbiamo bevuto insieme del vino portato da noi; ricordo che avevo i capelli lunghi, all'epoca (ora, su 'sta cosa dei capelli, potreste fare finta di non aver letto) ed il pizzetto e lui, che allora di capelli ne aveva, disse che ero il suo sosia giovane (sì, era forte, il vino); diciamo che è anche un po' affetto, no? E quindi, sono questi i motivi per cui mi piace Capossela? Sì, sono anche questi ma, alla fine, il motivo principale è uno: le parole. Ci sono autori che, quando li ascoltiamo, ci piacciono, le loro parole ci arrivano, ci fanno pensare e poi ci sono autori che è come se le loro parole le avessimo già dentro e loro ci aiutino solo a riscoprirle, ed è una epifania ogni volta. Magari a voi le parole di Capossela non fanno questo effetto, ci saranno sicuramente altri autori che ve lo fanno ma, ecco, questo è il motivo per cui mi piace Capossela, è come se mi facesse riscoprire sensazioni che già so; questo, a volte, fa male ma è il male che fa la vita ed è della stessa natura del bene.

15 gennaio 2014

La faccia della terra

Il teatro all'improvviso si fa silente, lui, circonfuso di luce, parla; racconta di un libro, di una Nazione, di emarginati. Poi tocca le corde della chitarra e quelle vibrano, nel silenzio, e la vibrazione si allunga, lievemente distorta ed arriva dentro, senza quasi passare per le orecchie. Arrivano le parole, rauche, graffiate e quella vibrazione, dentro, si trasforma in una mano che ti stringe lo stomaco, come la sensazione che ti dà, a volte, un amore, un'attesa, una paura. Il teatro è pieno, pieno di occhi, pieno di orecchie ma è anche vuoto; il palco una macchia scura dentro una bolla nera e ti pare di vedere una nebbia che non esiste e da quella nebbia spuntare ombre, persone, gente. Sono loro, gli emarginati, li vedi: il devoto, il reverendo, la maestra, il folle solo, l'uomo lontano, la donna libera, il telegrafista innamorato e la moglie fedifrega, la donna gravida, tutti. Li vedi, gli emarginati, e capisci che non sono così diversi da te, che brulicano di vita sghemba come te, come tutti, che sono umani, come umano sei tu. Li vedi nella loro preghiera santa e laica cercare su questa terra, ciechi, soli. Li vedi anche se non ci sono perchè le parole si fanno corpo, la musica si fa scenario e senti sempre quello stringersi nella pancia, non ti guardi nemmeno intorno, sai che non sei solo lì, che il teatro è vuoto ma tu vedi solo loro che graffiano la terra per trovare qualcosa, per trovare una risposta.

Era il 9 febbraio 2009, era il Teatro Smeraldo di Milano, ero un altro io, ero lo stesso io.

...salvami da me stesso, lasciami andare, sulla nera nera terra a cercare.

11 gennaio 2014

Quindici anni



La verità, Dio, è che ti dovevi chiamare altri, non lui. Se vuoi te lo faccio io un bel elenco di teste di cazzo, almeno ti fai un po' perdonare.

05 gennaio 2014

Costruire



Lo sterrato del bordo strada ti impolvera le scarpe mentre, con i pugni infilati nelle tasche del giubotto corto, te ne torni verso casa. E' un primo pomeriggio, assolato, tiepidamente caldo di primavera appena a gli inizi; fuori, dentro credo faccia molto freddo. Cammini senza voltarti per non lasciar sfuggire nemmeno una goccia di dolore, per trattenere tutta la rabbia. Cammini senza voltarti, con la testa altra e i muscoli rigidi, il culo dritto e le spalle ferme; senza regalarti nemmeno una sosta, nemmeno un'esitazione, sempre un passo, saldo, davanti all'altro. Il beneficio del dubbio non fa parte di quel selciato, di quella polvere, di quelle spalle, consapevole che, tanto, verrà concesso sempre alle persone sbagliate, sempre nel momento meno adatto. Cammini senza voltarti e non vedi quell'auto che ha atteso un tempo infinito, ferma allo stop, prima di ripartire; il tempo infinito di veder sparire quelle spalle dietro una curva.

02 gennaio 2014

2013

1) Ascanio Celestini – Pro Patria
2) Corrado Guzzanti – Parola di Corrado
3) Roberto Costantini – Tu sei il male (ebook)
4) Marco Marsullo – Atletico Minaccia Football Club
5) Stefano Benni – Di tutte le ricchezze
6) Mario Desiati – Foto di classe – U uagnon se n'asciot
7) Lorenzo Licalzi – Un lungo fortissimo abbraccio (ebook)
8) Donato Carrisi – La donna dei fiori di carta (ebook)
9) Carlo Lucarelli – Il sogno di volare
10) Camilla Lackberg – La principessa di ghiaccio (ebook)
11) Gaia Coltorti – Le affinità alchemiche (ebook)
12) Fabio Mazzoni – La voce del muto
13) Piergiorgio Paterlini – Fisica quantistica della vita quotidiana
14) Katy Reichs – Duecentosei ossa (ebook)
15) Fabio Mazzoni – Quaranta chilometri ed altri racconti
16) Bruno Arpaia e Pietro Greco – La cultura si mangia!
17) Diego De Silva – Mia suocera beve
18) Jo Nesbo – Il cacciatore di teste
19) Daisy Hay – Più conosco gli uomini, più amo il mio gatto

Eccolo qui, il solito riepilogo dei libri letti nell'anno passato con cui apro il nuovo anno, ancora meno dell'anno scorso, già record negativo, eppure speravo di leggerne molto di più, quest'anno, ero anche partito bene, poi mi son perso. Mi capita spesso, ultimamente, di perdermi e di sperare una cosa che non si materializza ma, mettetevi l'anima in pace, non smetto di sperarla. Anche quest'anno un sacco di ottimi libri; Benni, che ve lo dico a fà? Sono troppo di parte (Non è vero,  Nasten'ka?), Licalzi, il sempre ottimo Carrisi, il divertente Marsullo, l'amico Fabio Mazzoni. Uno su tutti, però, vince De Silva, il suo "Mia suocera beve" è un libro bellissimo, divertente e pieno di periodi che fanno pensare che, naturalmente, mi sono scordato di segnare mentre leggevo, lascio a voi la scoperta delle sue perle. Il più brutto invece, quello di Gaia Coltorti, scusate se ve lo dico: una porcata immane, l'ho scaricato in regalo da ibs e sarebbero stati da denuncia, una storia bruttissima, niente altro da aggiungere.
E' cominciato il nuovo anno, avete visto? Speravo di fare record di post ed invece mi sono fermato a 99, nemmeno cento son riuscito a scriverne però, ammettetelo, ho chiuso con il botto eh? Non mi illudo assolutamente che il 2014 mi renda una persona diversa, non illudetevi nemmeno voi.

Aggiornamento: Scusate, ormai invecchio e se non aggiorno subito il file delle letture via via che leggo qualcosa può sempre sfuggire. Mi era sfuggito il libro di Nesbo, non male ma niente di esaltante.