Volevo scrivere un post di politica, magari partire dalle elezioni amministrative che si svolgeranno nel mio ameno paesello e raccontare di coalizioni quantomeno assurde, di soggetti incomprensibili, quando va bene, impresentabili, in tutti gli altri casi. Magari avrei pure potuto piazzare qualche "santino" con queste facce assurde, divertenti, spaventose. Poi sarei passato alla politica nazionale e a tutto quello che, ormai da anni, ci sta girando intorno. Poi ho pensato che sono strano io, sì, perchè, sinceramente, a me non spaventano quelli che arrivano, a me spaventano quelli che ci stanno, soprattutto quelli che ci stanno da generazioni, proprio gli italiani. Sono strano io perchè a me sentire "Sono oltre Hitler" mi fa venire solo il vomito, solo rabbia, solo paura e se penso a chi ha votato il soggetto, beh, veramente mi si apre un buco nero nell'anima e ci caccio dentro tutte le parole che è meglio non dire. Sono strano io perché ho studiato tanto, studio ogni giorno, eppure devono essere dei perfetti incompetenti che, dai giornali, dai bar, dalla viva voce del popolo, mi devono spiegare la MIA materia. Sono strano io perchè sono un commercialista che sa bene che pericolosità c'è nella piaga dell'evasione, DA CHIUNQUE SIA FATTA, anche dal più piccolo dei soggetti. Sono strano io perché mi piace si mantengano le promesse e si scontino le pene, tutte; strano perchè non urlo al complotto, non guardo le scie chimiche, non penso di avere un chip sotto pelle. Sono strano io perché mi viene sempre da pensare quando gli scampati eravamo noi e ci trattavano di merda e ci incazzavamo ed adesso per gli altri non vale. Sono strano io perché non sono per la lotta, per la violenza, perchè penso che portino sempre dal lato sbagliato della ragione. Sono strano io perché non sono fatto per l'iperliberismo e nemmeno per il suo contrario. Ho constatato di essere così strano, troppo strano per scrivere di politica; e poi sono troppo impegnato a ritrovare tutti i numeri della rubrica, che ho perso.
Visualizzazione post con etichetta c'è gente geniale in giro. Mostra tutti i post
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20 maggio 2014
14 aprile 2014
28 febbraio 2014
Ma che blog c'hai?
In sette anni e mezzo di (dis)onorata carriera la domanda che mi hanno fatto più spesso, dopo "ma è il tuo l'occhio?", è "ma che blog c'hai?" intendendo, credo, il genere di blog. Confesso che, sempre nei sette anni e mezzo di (dis)onorata carriera me lo sono chiesto anche io, anche un po' con invidia nei confronti di quelli che diventavano blogstar che avevano un blog tematico. Essì, perchè, alla fin fine, come è catalogabile il mio blog? Ok, fuori chi ha urlato "CAZZATE", sù, nome e cognome! In che categoria, dicevo, può essere inserito il mio blog? Non è assolutamento un food-blog, certo, parlo spesso di cibo ma intendendo quello che, costantemente, ingurgito, non posto mica ricette, mai fatto; non è un blog professionale, anche perchè professionale preferisco esserlo sul lavoro e non nel blog. Che cos'è allora? Ogni tanto posto foto ma non è un foto-blog; alle volte parlo di attualità, ma non è un blog di informazione; scrivo recensioni di libri ma non è un blog letterario; men che meno (certo che, in diecirighedieci, ho già usato "fin fine" e "men che meno", mi alliscio le sopracciglia con indice e mignolo della mano destra), men che meno, dicevo, lo rendono tale i racconti che scrivo, non sono nemmeno tutti dello stesso genere, ho scritto praticamente di tutto; direttamente, ogni tanto, parlo di me ma non si può definire un diario, quelli che mi conoscono mi hanno conosciuto attraverso altre modalità, coadiuvati dai miei post; metto video musicali ma non è un canale tematico di youtube e nemmeno un blog musicale. Niente, io la risposta non sono riuscito a darmela, su che tipo di blog c'ho, diciamo che è un poutpourrì (e questa va, di diritto, insieme a "fin fine" e "men che meno"). Alla fine non so nemmeno che tipo di blogger sono; non sono uno di quelli che si (auto)definiscono scrittori e parlano sempre e costantemente di loro, dei loro scritti, dei loro sogni, dei loro consigli; non sono di quelli che sparano merda su qualsiasi cosa si muova perché sanno che è il modo migliore per ottenere consensi e nemmeno sono uno di quei blogger che, con una superiorità da ossigeno rarefatto, fa tanto il sarcazzo, nel senso di "sar'cazzo chi t'ha detto che fai ride". Non sono nemmeno un fashion blogger, di solito mi vesto lanciandomi nell'armadio e vedendo cosa mi rimane addosso. Non sono un poeta anche se ho scritto, rare volte, poesie. Insomma, a me 'sta cosa di non sapere che blog c'ho, che blogger sono mi lascia interdetto; si vede che devo continuare ad esserlo, magari alla fine lo scoprirò per davvero.
04 novembre 2013
Che Dio ti benedica
"Fighj mì, mi faresti aprire per favore? Tengo il peis mecher non ci posso passare, in mezzo". La signora potrebbe tranquillamente essere mia nonna, considerando che, come età, potrei essere padre, è bella che anziana. Niente, non c'è barba che tenga, né sguardo cattivo da rabbia che continua ad accumularsi dentro e che non riesco a far esplodere, né fila in banca appena sostenuta: mi guardano e mi chiedono un favore, sanno che non glielo negherò. Anche su gli autobus, sfuggo gli sguardi, altrimenti mi fregherebbero ed i questuanti li passo veloci e dico dei "NO!", fermi, decisi, inutili. "Va bene signora, adesso entro e le faccio aprire", "che Dio ti benedica, figlio mio", ancora? Vabbè che "nipote mio" suonerebbe peggio ma, poi, "che Dio mi benedica?" e lo facesse porca miseria ma mica solo Lui, io due o tre nomi che dovrebbero benedirmi ce li ho, belli, sicuri, piantati in testa. No, non mi ha preso nel giorno giusto la signora, né nella settimana giusta, forse nemmeno nel mese giusto; direi che nemmeno l'anno è quello azzeccato. Fosse stato, che so, cinque anni fa, magari a maggio, tipo di venerdì; ecco, forse sarebbe stato meglio. Che benedizione potrebbe darmi Dio? Mica mi manca niente, almeno così dicono quelli che mi conoscono; oddìo, quelli che davvero mi conoscono lo sanno che cosa mi manca, lo sanno bene; e potrebbe mai, Dio, benedirmi di una cosa che, a quanto pare, a quanto dicono i suoi scriba, non apprezza un gran che? Io non credo proprio. Benedica chi sta male senza conoscere un ministro, chi non lavora e continua a cercare. Benedica chi cerca e non chi se l'è cercata, chiunque sia. Benedica i buoni, non le merde come, invece, a quanto pare, fa; denotando quantomeno un umorismo sottile, direi inglese. La gente mi guarda rientrare e sorride, sorrido anche io, alla fine non avrei mai fatto nulla di diverso, nemmeno quando stramaledicevo anche a voce e non solo dentro, come faccio ora. In banca mi conoscono talmente bene che chiamo tutti per nome "Giampà potresti aprire alla signora? Grazie". In fondo lei che colpa c'ha? Mica è colpa sua se mi girano i coglioni. Lei c'ha solo la faccia di una, poverina, che si trova davanti una cosa che non capisce e vuole solo una mano. "Che Dio ti benedica!", e due. Magari ti ascolta signò, magari chiude pure un occhio, che tanto lo chiude pure spesso, e mi benedice un po' e magari mi addrizza il cervello, o magari mi ascolta un attimo, o parla a qualcun altro e gli spiega due o tre cose sull'illinearità della vita. Ecco signò, io ti ringrazio, ché una benedizione dal Gran Capo mica te la danno tutti i giorni, no; a me, al massimo, mi stramaledicono o, peggio, mi ignorano con una facilità che fa male. Ti ringrazio signora che potresti essere mia nonna, alla fine la benedizione di Dio mi starebbe proprio bene ma 'sta carta me la gioco come voglio, non è che poi se la tira indietro perchè non la uso per cose serie eh?! Siam chiari! Sorrido alla signora, in fondo voleva solo una gentilezza e non m'è costato niente farla, nonostante, forse, essere una merda sarebbe meglio.
12 marzo 2013
Seriamente
Ma che problemi hanno quelli che soffiano e fanno "Meeeeeeooooow" ai gatti che incrociano per strada e poi ne ridono con gli amici?
24 dicembre 2012
Gli auguri di quest'anno
Ho riso come uno scemo per tutto il video, fantastico! Chi ha detto che anche da serio sono scemo?! Eh?! CHI?? Hey, ma qualcuno senza braccio alzato non c'è? Mi conoscete tutti così bene?? Cazz, avrei dovuto lasciare un alone di mistero su di me ed invece...
Vi auguro un po' tutto quello che desiderate. Che poi, ci avete pensato? Se io auguro a due persone che si avveri quello che desiderano e poi le due cose sono in conflitto, come si fa? Io, per esempio, vi sto augurando tutto quello che desiderate ma, sicuramente, tra voi alcuni si augureranno il bene di altri, e metti che io, invece, a certe persone auguri una bella diarrea potentissima per le notti del 24, 25 e 26? No, perchè, pensateci, potrebbe anche essere, no? Cioè, voi magari siete affezionati a qualcuno che a me sfracella le palle; non sapete che, bene o male siamo tutti collegati? C'è chi dice che la teoria dei sei gradi di separazione ormai sia superata, grazie alla rete e ai social network i gradi sono meno e quindi potrebbe pure essere che l'entità testadicazzica lo sia per me e non per voi ed io vi auguro con il cuore che si avverino i vostri desideri e tra i vostri desideri, mettiamo, ci sta il bene dei sunnominati? Come la risolviamo? Vabbè, la risolviamo che, volendovi tanto bene, io vi auguro davvero, per questo Natale, tutto quello che desiderate, ma tutto tutto (a parte il mio male eh, che questo diventa un altro discorso lungo che, metti che, sì, mi leggete, ma vi sto sul cazzo pure io?(Oh, può succedere, no?(Oddìo, ancora la sindrome da parentesi))). Insomma, questo Natale siate felici, qualsiasi cosa vi scateni la felicità.
V'abbracci'attuttieh!!
Ah, sì, il video è opera di questo genio
21 novembre 2012
Trooooppo coglione
(avere) Ideali alti non significano (essere) gente elevata.
(spero, con questo post, di terminare la Trilogia della rabbia di Baol e tornare a scrivere qualche racconto.
(spero, con questo post, di terminare la Trilogia della rabbia di Baol e tornare a scrivere qualche racconto.
16 novembre 2012
Le pezze al culo
Seduto guardo la storia, a volte, o almeno credo sia quella, quell'insieme di immagini che mi passano davanti, spesso troppo veloci e non trovo la ragione da nessuna parte ma proprio da nessuna, eppure la cerco con la lente di ingrandimento, tanto per essere sicuro. Ascolto attentamente e non trovo ragione nell'astio, mi dispiace, non trovo ragione nel livore e se c'è uno che ne capisce di livore, quello sono io e mi fate ridere, imbambolati alle parole di un nuovo messia, chiunque sia, che ci illude che farà questo e quello, ma crescete! Cresciamo, per una volta almeno, anche una sola sarebbe già una conquista. Preferisco la musica, quella dove non capisco le parole, non mi va proprio di capire, lo capite? Proprio perché pensate di aver capito, tutto, preferisco non capire e starmene qui ad orecchie spiegate alle note. Preferisco un porno, guardate, alle cazzate, a tutte le cazzate, quelle scritte, quelle parlate; quelle gridate e sussurrate, meglio degli ansimi assestati bene. Preferisco un panino da McDonald credetemi, ché meglio scempiarmi il fegato dei coglioni ché all'estremo non c'è ragione e non lo capiamo proprio, non lo vogliamo capire. Come palloncini attaccati al rubinetto, ci gonfiamo, tutti incazzati, alla fin fine, con le palle vorticose, gelosi di quello che pensiamo, orgogliosi di quello che ci fanno pensare gli altri. Preferisco cambiare canale, guardami il Boss delle torte, le cucine da incubo i masterchef di tutto il mondo perché mi sono rotto e non c'ho il millechiodi, l'ho finito all'ultima lettura, fracassato in anima e corpo e rimontato. Seduto mi metto a ridere ché non c'è rigo che leggo in giro che non mi vuole dire che sbaglio, che ne sa più di me, che c'hanno ragione loro; sono seduto, dalla parte del torto, naturalmente, causa posti occupati dall'altra parte.
10 ottobre 2012
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