E' così facile, adesso, convincersi di una fantomatica "supremazia" culturale del mondo occidentale, dimenticandosi tutte le guerre che ha scatenato e che scatena ancora adesso questa supremazia. E' così facile, adesso, dirsi tutti Charlie quando da noi la satira l'abbiamo calpestata fino a farla sparire. E' così facile, adesso, dirsi tutti civili quando fino a ieri abbiamo chiamato "merda" quello che aggiungeva fin anche una virgola al nostro pensiero. E' così facile, adesso, parlare dimenticandosi della regola che dice che il silenzio è d'oro ed invece unire le proprie voci (compresa la mia) al coro di parole che da ieri non fanno che riempire l'etere. E' così facile, adesso, ergersi a paladini di non si sa quale causa, giustificando tutto quello che facciamo noi, a prescindere. E' così facile, adesso, gridare ad una vendetta e non accorgersi che la cosa più spaventosa di questo atto è che fa uscire l'animale che è in tutti noi (in alcuni più, in altri meno). E' così facile ed invece l'unica cosa che dovrebbe essere così facile è innamorarsi.
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08 gennaio 2015
It's so easy...
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17 ottobre 2012
Non vorrei mai diventare...
...uno di quelli che, mentre guida, discute con il passeggero e muove le mani come se cacciasse le mosche, con un occhio alla strada ed un occhio all'interlocutore come se fosse un camaleonte con la vista stereoscopica. Uno di quelli che procede lento ed ogni tanto indica in direzione di qualcosa con il dito indice rigido come uno stecco oppure, peggio, fa ondeggiare in su e in giù la mano destra tenendo fisso il polso e mettendo attaccati il polpastrello del pollice con quello dell'indice, che prima usava per indicare, e le altre tre dita aperte. Uno di quelli che cerca l'approvazione della persona seduta accanto che annuisce ma dentro è preoccupata del buon esito del percorso come se si aspettasse, da un momento all'altro, lo spuntare di un qualche animale ignaro, dal ciglio della strada e, per questo, tiene, rigido, il braccio destro sullo sportello. Uno di quelli che, approfittando del semaforo rosso, aumenta l'energia della perorazione della causa sconosciuta, spesso anche a se stesso, unendo le mani in una giaculatoria poco religiosa e guarda, senza guardare, davanti a se, fino a quando uno squillo di trombe alle sue spalle non lo avvisa che il semaforo gli sta chiedendo, per favore, di ripartire. Uno di quelli che tira fuori dal cilindro gli argomenti più disparati fino al parcheggio o, alternativamente, allo sfinimento del passeggero che tenta di lanciarsi fuori dall'auto in corsa. No. Mai.
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