07 settembre 2007
Proprio come l'Agenzia delle Entrate
02 settembre 2007
Ed è già passato un anno...
Ne approfitto per darvi un aggiornamento sul "grande" concorso fotografico: pappagorgia irsuta; nonostante il boicottaggio di alcuni blogger, ci sono state tre adesioni: pOpale, m@rcello;) e ritana; questi bravissimi, gentilissimi e bellissimi blogger hanno mandato la loro libera interpretazione di pappagorgia irsuta ed adesso (una volta che avrò capito come postare le foto) verranno votati da voi, miei cari lettori, e la foto che prenderà più voti vincerà un mio post totalmente dedicato ed ispirato dall'autore della foto vincitrice.
Aggiornamento:
Ho deciso di accettare per il concorso anche la foto mandatami (via link) da Francesco Cilione quindi le foto adesso sono quattro...sempre che non ne si aggiunga qualche altra prima che le posti :D
30 agosto 2007
Cambiamenti
- L’ospite della sette stanotte ha dato un po’ di problemi.
Era Jinx, non lo aveva sentito entrare, non se ne accorgeva mai, era convinto che più che arrivare Jinx apparisse e questo lo inquietava; da quando lui era lì ci aveva parlato qualche volta, era nativo di Tallinn ma i suoi genitori erano inglesi ed infatti il suo inglese era perfetto, non aveva nessuna inflessione estone. Aveva preso il diploma e poi aveva subito iniziato a lavorare lì, ormai lo faceva da quasi vent’anni; faceva i turni di notte perché soffriva di insonnia, almeno così diceva, anche se pensava non dormisse mai in realtà. Gli fece un sorriso e gli rispose:
- Da come me lo hai detto Jinx, sembrava che fossimo in un ospedale e non nel migliore albergo di tutta l’Estonia.
- Non capisco.
- Quando hai detto “l’ospite della sette stanotte ha dato problemi” mi sono immaginato un tizio con una flebo attaccata al braccio che si lamentava per una terapia che non funzionava. Stavo per consigliarti di dargli un sedativo.
- A volte sarebbe la cosa migliore…
La sua risposta non lo meravigliò più di tanto, sapeva che Jinx era fatto così ed in fondo, a volte, anche lui pensava quelle cose; spesso gli ospiti avevano un concetto tutto personale di ospitalità che travalicava sia il rispetto per il lavoro degli altri che la decenza stessa.
- Deve averti indisposto molto Jinx, che cosa desiderava?
- Mi ha chiamato quasi ogni ora stanotte perché non gli andava bene la temperatura della stanza: o era troppo alta oppure troppo bassa, avrò regolato il termostato almeno otto volte e poi mi ha detto che sarebbe venuto a lamentarsi con lei per la mia incompetenza.
- Quindi stamattina dovrò aspettarmi la visita di questo signore, non credo che uscirà di qui molto soddisfatto, conosco la tua professionalità e non sarà certo lui a convincermi del contrario.
- La ringrazio.
Jinx uscì silenziosamente come era entrato, non avrebbe mai creduto alla sua incompetenza, Jinx era quel albergo e senza di lui non sarebbe quello che è: uno degli alberghi più eleganti del mondo. Pensava queste cose guardando la foto aerea di Tallinn che aveva di fronte e si ricordò della prima volta che era stato lì qualche anno prima per uno stage di quattro mesi in una struttura alberghiera, da settembre a dicembre. Ripensò al suo arrivo all’aeroporto di Tallinn, lui, italiano del sud abituato al caldo, nella fredda e nordica Estonia; era stanco, spaventato e distrutto dal Jet-lag, con la fidanzata e gli amici lasciati a migliaia di chilometri e si ricordò della prima cosa che gli era venuta in mente allora: “Beh Tallinn, mi vedi in questi quattro mesi e poi non mi vedi più”, a ripensarci rise, rise di gusto e sonoramente perché quella città, in quei quattro mesi, lo aveva affascinato, nonostante il freddo glaciale e la lingua incomprensibile; lo aveva affascinato con le sue contraddizioni di città antica e, al tempo stesso, giovane e tecnologica. Per questo motivo, una volta tornato a casa, quando, a carriera avviata, gli chiesero quale albergo volesse dirigere, tra le tante possibilità, senza pensarci su troppo, scelse Tallinn.
28 agosto 2007
Lavoratori di tutto il mondo, ridete
Moni Ovadia
Ed. Einaudi
Tempo fa, quando in televisione trasmettevano anche spettacoli teatrali e non solo spettacoli pietosi, mi capitò di beccarne uno di Moni Ovadia, per la precisione “Oylem Goylem”; naturalmente era sabato notte perché comunque non veniva mica trasmesso in prima serata il teatro. Divagazioni a parte, sapevo chi fosse Moni Ovadia ma non lo avevo mai visto; insomma quest’uomo con barba bianca e capelli lunghi bianchi, con in testa il tipico copricapo ebreo, raccontava storielle sugli ebrei intervallandole con canzoni in yiddish; mi colpì molto e mi divertì molto proprio per la capacità che aveva di ridere di se stesso e soprattutto per la capacità di raccontare. Per questo motivo ho comprato questo libro con molta curiosità: perché “racconta” storielle umoristiche nate sotto il comunismo e ne spiega anche l’ambito in cui sono nate, senza voler fare però un libro anticomunista, come se ne vedono tanti in giro ultimamente, ma raccontando la storia attraverso l’umorismo. Il libro è stato letto tra un bagno e l’altro durante la mia vacanza ed è stata una lettura molto piacevole, anche se non si può sicuramente considerare un “libro da ombrellone”, soprattutto nell’ottima appendice storica in cui racconta la storia della Russia dalla fine dello zarismo sino a Putin.
27 agosto 2007
Sono tornaaaatoooo....
03 agosto 2007
Chiuso per ferie
31 luglio 2007
Meme….raviglie dell’epoca moderna
1^ meraviglia
La stampa. Sì, ringrazio Gutenberg perché adoro aprire un libro nuovo e sentirne l’odore ed il ruvido della carta e poi immergermi nella lettura…tutto questo senza dover spendere un patrimonio per un libro ricopiato a mano.
2^ meraviglia
La pizza….ma anche il cioccolato…e la pasta, ed i formaggi e i salumi, ma pure le caramelle e le focacce…aspetta, sì, giusto, i panzerotti, come ho fatto a scordarli? E vabbè ed allora però ci dobbiamo mettere anche la carne con tutti i suoi tagli ed il pesce crudo! Sì, giusto, gli scampi ed i gamberetti crudi con olio e limone. Devo trovare una cosa che racchiuda tutto perché mi piace tutto il cibo ed allora come seconda meraviglia scelgo: le mangiate in buona compagnia!
3^ meraviglia
La comicità, l’arte di far ridere; non so quanto si possa considerare una cosa moderna ma non mi interessa perché, come diceva Charlie Chaplin, “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso”.
4^ meraviglia
Il bacio. Lo so, lo ha già scritto Angie ma non mi interessa. Cyrano, prima dei baci perugina, diceva che “il bacio è l’apostrofo rosa tra le parole t’amo”, ma, anche senza scomodare Rostand, il bacio è una specie di porta per un posto migliore.
5^ meraviglia
Il blog. Non potevo non dirlo; troppo entusiasta di un modo di avvicinarsi a gli altri, di scoprire altri mondi, di aver modo di farmi conoscere, per non mettere i blog ed i relativi blogger tra le meraviglie dell’epoca moderna.
6^ meraviglia
Il messenger. Come per il blog, stessa cosa, non posso non mettere tra le meraviglie anche questo metodo per rimanere in contatto con gente lontana. Sarà per la mia indole curiosa ma sono convinto che ogni vita sia una storia da raccontare ed è un peccato non conoscerla.
7^ meraviglia
Fabrizio De Andrè. Perché era troppo per noi e Dio lo ha voluto indietro come suo poeta privato.
Sicuramente rileggendo questo post anche solo tra dieci minuti mi verrano in mente altre meraviglie da scrivere ma ora vanno bene queste e non preoccupatevi, non lo passo a nessuno, se vi va, lo fate.
27 luglio 2007
Un po’ di chiarezza
25 luglio 2007
Meme….glio che cambiamo discorso va…
1. Vacanze al mare o in montagna
Visto il periodo e le temperature sicuramente si parla di vacanze estive e quelle per me sono assolutamente vacanze al mare; sarà anche perché vista la zona in cui vivo mi è più facile trovare una spiaggia che una montagna?
2. Cosa apprezzate di più delle vacanze
Chiamatelo “dolce far niente” oppure “fancazzismo”, comunque quello che apprezzo delle vacanze è la possibilità di svuotare il cervello da tutto il grigio che gli si accumula dentro.
3. Se ci andate, dove andate quest'anno, e in che periodo
Ci vado, ci vado, come al solito ad agosto sarò sulle bianche spiagge del salento a crogiolarmi al sole prima di immergermi nelle acque cristalline…sperando di non beccare una medusa.
4. Quale vacanza sognate
Il mio sogno è sempre stato quello di visitare l’Irlanda e guardare il cielo azzurro contrastare con il verde.
Un meme molto spicciolo ma adesso viene il punto migliore: le nomination :)
Primo fra tutti il caro M&M
Poi naturalmente non può mancare il buon Porzione
Potrei mai dimenticarmi di Tazzozza? Lo faccio solo per fargli scrivere qualcosa sul blog
Ultima ma non ultima…Amaracchia
A voi la palla ;)
20 luglio 2007
Ricordando...
18 luglio 2007
Rompo gli indugi
Ps
Che dite? Verrò nominato segretario? :P
14 luglio 2007
Bruci la città
Mario: Hey, si può sapere cosa vai cantando?!
A.: La nuova canzone di Irene Grandi.
M.: E chi gliel’ha scritta? George Bush?
A.: No, Bianconi, quello dei Baustelle, non si sente la sua mano?
M.: Mah, a me, più che a Bianconi, mi fa pensare ai bianchini che si sarà bevuto prima di scriverla.
A.: E’ una canzone bellissima.
M.: De gustibus…una canzone che inneggia allo sterminio di massa.
A.: Guarda che è una canzone d’amore.
M.: Azz! Pensa se la scriveva incazzato…
A.: Ma che ne capisci?! Questo è romanticismo contemporaneo, è roba moderna.
M.: Moderna dici? Mi ricorda un certo Cecco Angiolieri che ha scritto una cosa simile qualche anno fa.
A.: Sì, vabbè, la conosco pure io “Si fossi foco”, ma questa è diversa, ora te la faccio sentire.
M.: Perché? Hai pure comprato il singolo? Ma i soldi li butti davvero dalla finestra!!
A.: Guarda, per prima cosa è addirittura il CD completo e originale e poi non dovresti parlare di spreco di soldi, tu che hai comprato da un venditore porta a porta “La vita dei criceti”: un’enciclopedia in sette “comodi” volumi! E per giunta sei allergico ai criceti quindi non ne avremo mai uno!
M.: Bisogna conoscere il proprio nemico e poi, potrebbe sempre tornare utile.
A.: Sì, se arriva una glaciazione potremmo bruciare quelli in attesa dei soccorsi, ah no, scusa, è carta plastificata, fa puzza. Ascoltati la canzone, vah.
Bruci la città
e crolli il grattacielo
rimani tu da solo
nudo sul mio letto
M.: Arriva l’apocalisse e questa pensa al sesso?! Una ninfomane!
A.: Ha parlato “mister castità”…
M.: Perché? Credi che se ci fosse la città in fiamme io penserei al sesso?
A.: Devo risponderti?
M.: Preferisco rimanere nell’ignoranza…
Muoia sotto un tram
più o meno tutto il mondo
esplodano le stelle
esploda tutto questo
M.: Beh, questo lo penso anch’io quando sono imbottigliato nel traffico.
A.: Cioè tutti i giorni.
M.: Sì, ogni mattina c’è sempre la mammina che vuole parcheggiare il suo SUV grande quanto un carrarmato nel posto appena lasciato da una Smart; quando poi i due neuroni che ha nel cervello, finita la partita a scopa, ricominciano a funzionare, si accorge che non ci va e la lascia in doppia fila perché, nel frattempo, i neuroni hanno iniziato una partita di briscola.
A.: Sei sempre il solito esagerato.
M.: Vabbè, ma è una imbecille!
A.: E pure maleducato.
M.: Ma scusa, tu come la chiami una che si compra un fuoristrada che consuma quanto una portaerei ed inquina quanto una fonderia, in questa città dove non c’è uno sterrato nemmeno nei giardini pubblici?
A.: In effetti…
M.: Comunque la canzone è carina ma, sinceramente, il ritornello non l’ho capito.
A.: Cosa?
M.: Il ritornello. Quando dice: “E tutti quei ragazzi come te non hanno niente”, che fa, li va a scegliere sotto i ponti?
A.: Noooo, con quelle parole vuole sottolineare il vuoto esistenziale in sui si vengono a trovare i giovani d’oggi.
M.: Tutto questo in due parole?! Miii, quando si dice “il dono della sintesi”, ma tu sei sicurasicurasicura?
A.: Penso…
M.: E poi quando dice.: “come te io vorrei darmi da fare forse essere migliore”, è, per caso, un’autocritica sulle sue capacità amatorie? Me la facevo più peperina la Grandi, oppure il lui in questione è veramente uno stallone.
A.: Allora devo vedere se la contatto e mi faccio dare il suo numero.
M.: Simpatica…
Anche questa volta, a gentile richiesta (sempre del mio ego), si rivedono due personaggi già visti qui e qui.
11 luglio 2007
Attenti al gorilla
Sandrone Dazieri
Ed. Mondadori
30 giugno 2007
Ultime notizie
Ma passiamo alle altre notizie. Tre guarigioni sospette nel grande ospedale di Poggio Ciccione, un uomo e due donne, ricoverati con una forte infezione accompagnata da febbre alta, dopo che gli è stato somministrato un medicinale, si sono sentiti subito molto meglio tanto che gli stessi oggi sono stati dimessi. Una commissione di inchiesta formata da luminari è stata subito costituita, si spera possa fare luce al più presto su questi drammatici avvenimenti e scoprire, se si tratta di errore umano, chi lo ha commesso o se era destino che i tre dovessero guarire.
Esteri. Oggi in Texas è stata compiuta la ventiduemillesima esecuzione capitale dall’inizio dell’anno, il metodo è quello della “visione letale” con il quale il condannato viene costretto a guardare, senza soluzione di continuità, puntate di reality e di programmi di approfondimento politico fino a che la morte non sopraggiunga. Inutili le proteste fatte da centinaia di attivisti per i diritti civili che si battono da anni perché venga eliminata la pena di morte, soprattutto quando ottenuta con un metodo tanto crudele. A trovare la morte il detenuto Colin MacCullon, condannato per evasione fiscale; ricordiamo che questo reato è punito con la pena capitale solo da un paio di anni. Alla notizia il nostro ministro delle finanze Bedrosian Baol ha così commentato: “Questi americani continuano ad essere troppo permissivi con chi evade le tasse”.Questa edizione del notiziario si conclude qui, vi ringraziamo per l’attenzione e buona serata.
Naturalmente mi sono inventato tutto….se i padroni dei link non sono d’accordo li cancello :)
23 giugno 2007
Edizione straordinaria
17 giugno 2007
Luna
Anja, Babelez, Baol, Jane, Johnson, M&M
14 giugno 2007
Gomorra
Roberto Saviano
Ed. Mondadori
05 giugno 2007
Karmacoma
30 maggio 2007
Ci scusiamo per l'interruzione
22 maggio 2007
Finalmente!!!
1) Fabrizio De Andrè – Don Raffaè
2) Dire Straits – Walk of life
3) Marvin Gaye – I heard if through the grapevine
4) Vinicio Capossela – All’una e trentacinque circa
5) Pink Floyd – Money
6) Tanita Tikaram – Twist in my sobriety
7) Sting – Fragile
Like tears from a star like tears from a star
On and on the rain will say
How fragile we are how fragile we are
8) Francesco Guccini – Piazza Alimonda
Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.
Per quanti giorni l’odio colpirà ancora a mani piene.
Genova risponde al porto con l’urlo alto delle sirene.
Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,
come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare
una vita troncata, tutta una vita da immaginare.
Mi ricorda una birra, mi ricorda una pubblicità rifatta da degli amici e mi ricorda le risate che mi sono fatto quando l’ho vista.
Per me è molto importante.
12 maggio 2007
I "pane & merda"
LA STORIA DEI “PANE & MERDA”
Il chioschetto dei panini motorizzato nasce anni addietro dall’intuizione del signor Pasquale Abbaticchio che, trovandosi a corto di spiccioli per parcheggiare, vendette per mille e cinquecento lire il tramezzino che aveva con se per pranzo ad un passante, riscaldandoglielo sulle bocchette dell’aria calda dell’auto. Il signor Abbaticchio subito si accorse delle potenzialità della sua intuizione e corse, in un barlume di lungimiranza, a licenziarsi dal posto di amministratore delegato di una piccola società di nuova costituzione che, secondo lui, non aveva molte speranze; il fondatore, un certo B. Gates, se ne rattristò ma accettò le dimissioni. Da quel giorno l’Abbaticchio si dedicò anima e corpo a quella che, secondo lui, sarebbe stata la più grande rivoluzione nel mondo della ristorazione dopo l’invenzione della nutella bianca. Iniziò a vendere a gli operai di un cantiere navale porzioni di pasta al forno seduto nel retro della sua station wagon, tenendo bottiglie di birra al fresco in una grossa vasca di plastica blu con ghiaccio. Sfortunatamente la continua posizione seduta provocò al signor Abbaticchio una fastidiosa periartrite al ginocchio sinistro che lo costrinse a zoppicare fino alla fine dei suoi giorni. Ormai però la rivoluzione era partita e la vera innovazione avvenne proprio grazie ad uno dei sui primi clienti, il signor Simeone Rotunno il quale si era accorto che il camper di Barbie della figlia si poteva aprire su un lato per permettere il posizionamento delle bambole, come constatò anche la moglie guardandolo avvicinarsi al camper di famiglia con una sega circolare. Grazie alla felice intuizione del signor Rotunno si ebbe il primo vero modello di ristocamper della storia, e lui guadagnò un sacco di soldi che gli servirono per pagare gli alimenti alla moglie. Il ristocamper inventato dal Rotunno è arrivato quasi del tutto immutato fino ad i giorni nostri nei suoi elementi base.
GLI ELEMENTI BASE DEI “PANE & MERDA”
Cosa caratterizza questi posti di ristoro simpaticamente chiamati “pane & merda”? Si possono individuare una serie di elementi base che accomunano tutti i chioschetti su ruote d’Italia: si trovano spesso nei grossi parcheggi dei punti di ritrovo, qualsiasi tipo di ritrovo, che siano palazzetti dello sport oppure zone ad alto tasso di prostituzione, posti in cui la gente di solito si ritrova affamata insomma. Si riconoscono subito, come un faro nella notte, grazie alle luci al neon, all’odore di frittura ed alle facce dei clienti che, sulle prime, potrebbe far credere di essere capitati in mezzo all’ora d’aria di una prigione o ad una convention di Forza Italia ma poi, al primo rutto di birra si capisce di essere nel posto giusto. Il numero di addetti al servizio di solito è ridotto ad una sola persona, anche se in determinati casi di posti con alta affluenza gli addetti potrebbero anche essere due o addirittura tre; quando gli si va a chiedere un panino ti guardano con l’affabilità di un rinoceronte africano ed hanno un’espressione tra lo “scazzato” ed il “ma stasera non potevi mangiare a casa?!”. Altra caratteristica dei chioschetti è l’insegna che sottolinea o la specialità del posto o il nome del padrone o, in alcuni casi, entrambe; si hanno quindi insegne come: “Al porchettone”, “Porchetta House”, “Il paninaro”, “Robe fritte” oppure “Da Gigetto”, “Da Polduccio” oppure ancora “Michele il porchettaro”, “Benito il re della patatina”. C’è stato anche il caso di “Marisa la regina del wurstel” ma si è scoperto successivamente che non vendeva da mangiare. Qualunque sia la specialità comunque ci sarà ad accogliervi, sul bancone, una sfinge di porchetta che ogni porchettaro mentirà spudoratamente dicendovi che è di Ariccia ma che Ariccia l’ha vista solo in cartolina mentre la cucinavano. Per quanto questi ameni punti di ristoro sembrino posti sempre uguali nel tempo molte sono state, negli anni, le invenzioni che ne hanno caratterizzato la vita.
LE INVENZIONI FONDAMENTALI DEI “PANE & MERDA”
Si può sicuramente affermare, senza tema di smentita, che tra le molte invenzioni della storia dell’ingegno chioschettistico un posto di rilievo è occupato da tre idee geniali. La prima è sicuramente quella delle forchettine di plastica colorate; furono inventate da un cliente stufo di ustionarsi i polpastrelli con le patatine fritte, all’inizio il colore scelto per le stesse era il giallo, ci si accorse che non era quello giusto quando un cliente morì soffocato ingoiandone una. La seconda è l’uso delle patatine fritte come aggiunta a qualsiasi panino, dal hot dog a quello con la porchetta; tale invenzione si deve ad un chioschettaro che non sapeva come smaltire una partita di patate fritte surgelate scaduta. La terza e più importante di tutte, e qui devo ringraziare espressamente Porzione per averlo sottolineato prima di tutti, è l’invenzione della “checciones”. La “checciones” è la salsa condimento definitiva, in tutti i sensi, composta mischiando ketchup e maionese; l’invenzione, come tutte le grandi invenzioni della storia, si deve ad un caso: tempo addietro il figlio del noto porchettaro Cicciuzzo U Zuzzus doveva ricaricare i dispenser di salse del padre e chiese: “Pà, devo ricaricare la maionese, qual è il contenitore?” ed il padre rispose: “Uno è giallo e l’altro è rosso solo un imbecille si può sbagliare”, e fu così che nacque la “checciones”.
Dopo questo lungo excursus nella ristorazione di strada mi auguro di aver reso il giusto omaggio a queste persone che tanto fanno per noi e per l’industria farmaceutica mondiale.
Naturalmente nomi, fatti e invenzioni sono puramente inventati...come tutti i riferimenti..ehm :)
03 maggio 2007
Una confusione di voci
28 aprile 2007
A pelo d'acqua
Rocco Campagna
Ed. Adda
Avete mai giocato a Tetris? Per quei due o tre aborigeni del Borneo che non lo conoscono, Tetris è un gioco per computer, inventato tanti anni fa, in cui dei blocchi di forma diversa cadono dall’alto e lo scopo del gioco è cercare di farli incastrare alla perfezione; ecco, un romanzo giallo è come una partita a Tetris: ci sono diversi personaggi e diverse trame che, alla fine, devono incastrarsi e dare un disegno unitario. In questo libro ci sono personaggi e storie che nelle circa centonovanta pagine di cui è composto partono da posti e momenti diversi e si ritrovano alla fine, senza buchi e senza incertezze attraverso una prosa semplice e piacevole che lascia immaginare bene ciò che descrive. Quando si parla di un libro giallo si deve cercare di non lasciar capire nulla della trama altrimenti addio sorpresa, per questo, dei tanti periodi interessanti ne riporto solo uno che non rivela niente ma che ha me ha colpito molto:
“Il sole impoverito dallo scirocco toglieva spessore alle cose e la luce si appoggiava debole ai muri delle abitazioni schiacciate in pochi metri quadri. Una donna era seduta sull’uscio facendo un lavoro a maglia, mentre due bambine sfrecciandole davanti correvano a nascondersi sotto la cappella di una Madonna”
Il libro è l’opera prima di un giovane autore, per questo, ancora di più vi consiglio di leggerlo.
25 aprile 2007
What's Going On
Scritta ascoltando What's Going On di Marvin Gaye
23 aprile 2007
Che Beppe Viola mi perdoni da lassù
Quelli che…eh ma senza furti sai quanti altri.
Quelli che…è un campionato falsato.
Quelli che…questo è per Facchetti che ci sarebbe dovuto essere.
Quelli che…questo è per Moratti che è un signore.
Quelli che…Moratti parla troppo.
Quelli che…Mancini è antipatico.
Quelli che…si fa festa fino a notte fonda.
Quelli che…si festeggia sobriamente.
Quelli che…l’anno prossima ci saremo anche noi e non c’è storia.
Quelli che…siamo nella Storia.
Quelli che…tanto noi vinciamo la Champion.
Quelli che…eh ma quella sconfitta di mercoledì.
Quelli che…I CAMPIONI DELL’ITALIA SIAMO NOI!!!
Quelli che…noi juventini siam parte lesa.
Quelli che…il fine giustifica i mezzi.
Quelli che…non vincete mai!
Quelli che...tanti record mai nessuno.
Quelli che…una telefonata e via.
Quelli che…l’ombra del 5 maggio?
Quelli che…e il contratto?
Quelli che…Adriano va in discoteca.
Quelli che…Materazzi è un macellaio.
Quelli che…Figo è un vecchietto.
Quelli che…troppi stranieri.
Quelli che…eh ma l’uscita dalla Champion.
Quelli che…hanno un sorriso beato sulla faccia.
Quelli che…CHI NON SALTA NERAZZURRO E’!
Quelli che…CHI NON SALTA ROSSONERO E’!!
Quelli che…ma noi abbiamo Ronaldo.
Quelli che…è meglio Trezeguet.
Quelli che…avete vinto grazie ad ex juventini.
Quelli che…Materazzi pallone d’oro, altro che Cannavaro.
Quelli che…se la stanno godendo come me.
18 aprile 2007
E sono 31!
08 aprile 2007
La mamma è sempre la mamma...
Anna: Caro, a Pasqua siamo a pranzo da mia madre.
Mario: Nooooo! Ti ricordo che la tortura è proibita! Mi appello alla Convenzione di Ginevra! E poi la Passione è il venerdì, non la domenica di Pasqua.
A.: Non dire scemenze; guarda che mamma è una cuoca mancata.
M.: E’ proprio vero che non esistono più i cecchini di una volta.
A.: Quanto sei stupido! Negli anni ’70 i piatti di mia madre erano molto apprezzati.
M.: Poi cosa è successo? Hanno bloccato il programma militare di sviluppo di armi batteriologiche?
A.: Ah ah ah….molto divertente guarda, come una colica alle tre di notte.
M.: Senti, c’è un tizio che ha un blog in cui racconta della pessima cucina della mamma.
A.:E allora?
M.: Niente, mi chiedevo se per caso avessi un fratello di cui ignori l’esistenza. L’altro giorno ha postato la foto della pasta al forno carbonizzata tipica della mamma e mi ha ricordato molto la parmigiana di melanzane che fa tua madre.
A.: Ma se è buonissima!
M.: Seeee, per te che sei abituata da anni di convivenza.
A.: Sei veramente cattivo, mia madre cucina apposta per te.
M.: Ho sempre sospettato che mi odiasse. E sai già con cosa ci avvelenerà a Pasqua?
A.: Ha detto che vuole fare le crespelle ricotta e spinaci, quelle con la besciamella.
M.: Alè! Sento già il fegato che guaisce di gioia. L’ultima volta che le ha fatte mi sono accorto in tempo che stava per fuggire.
A.: Ma se a te la besciamella piace?!
M.: Certo, ma tua madre fa un uso della besciamella che farebbe impallidire Anna Moroni.
A.: Saranno buone le polpette che fa tua madre!
M.: Non ti permettere di parlare male delle stupefacenti polpette di mia madre!
A.: Ecco, hai usato l’aggettivo giusto: “stupefacenti”, l’ultima volta che le ho mangiate ho avuto le allucinazioni, ma che razza di olio usa? Il Valvoline SynPower?
M.: Scema, è una antica tradizione di famiglia.
A.: Mi pareva che l’olio fosse vecchio di secoli, ve lo tramandate da generazioni.
M.: No, solo che mia madre prima frigge le patate, poi i carciofi in pastella e poi le polpette.
A.: E poi l’olio lo vende all’ENI per farci degli esperimenti.
M.: Sei solo invidiosa perché tua madre non cucina così.
A.: E meno male, altrimenti saremmo stati denunciati per tentato genocidio.
M.: Solo perché la Del Ponte non ha ancora assaggiato il tiramisù fatto da tua madre: è l’unico in cui i savoiardi tentano di fuggire dalla pirofila….Dove vai?
A.: Telefono a mia madre per dirgli che ti piacerebbe facesse il tiramisù per Pasqua.
M.: Ma porc….
06 aprile 2007
Errata corrige
04 aprile 2007
Agghiacciante...
22 marzo 2007
La storia della “gelataia”
- L’avvocato non ci vorrà mica far credere che l’aggressione verbale subita dalla signorina Biggebreast sia stata causata dal caldo spero?! -
- Se mi lasciate finire l’esposizione vedrete come, pur non essendo la causa, l’elevata temperatura sia elemento fondamentale per capire i fatti. Verso le 14:10 i miei clienti, una volta finito il primo turno di servizio alla mensa, sono usciti per cercare un pò di refrigerio e riposo seduti all’ombra sui gradini antistanti la mensa. Come sappiamo dal racconto diretto della signorina Biggebreast la stessa lavora come sportellista nella banca di Bolzano che si trova sulla stessa piazza della mensa della Caritas; nella pausa pranzo, quel giorno, invece di andare, come al solito, con i colleghi nel ristorante accanto alla banca ha preferito fare due passi ed andare a mangiare semplicemente un gelato perché, leggo le testuali parole della deposizione della signorina Biggebreast: “il troppo caldo mi aveva tolto appetito e desideravo solo qualcosa di fresco”, ed infatti si reca alla gelateria “Weierstrass” ed acquista un mottarello artigianale che si accomoda a mangiare proprio sulla panchina all’ombra che si trova di fronte alla mensa. La scena non passa certo inosservata a gli occhi dei miei due clienti, non per la motivazione che tutti credono ma semplicemente per fame; vorrei far presente alla giuria come i miei clienti, per quanto avessero servito in una mensa, fossero praticamente a digiuno, potete immaginare come ai loro occhi di uomini affamati, stanchi e stroncati dal caldo, quel gelato fosse una tentazione ed era l’unica cosa a cui fossero interessati in quel momento, come hanno continuato a ripetere sin da quando sono stati fermati. La stessa scena però era stata osservata, dall’interno della mensa, da uno dei senza fissa dimora che aveva appena usufruito del pranzo gratuito; il soggetto in questione si chiama Rey Vittony, è uno spiantato della zona che approfitta giornalmente della bontà di persone come i miei clienti. Anche lui aveva assistito alla scena, dicevo, ed è lui che, con la pancia piena, ha pensato fosse divertente apostrofare quella bella ragazza seduta sulla panchina dicendole, e qui, la giuria e soprattutto la signorina Biggebreast mi perdonino se ripeto quella frase offensiva: “Ah bella! Ti piace il gelato ricoperto di cioccolata eh?!” aggiungendo, come se la frase già non bastasse, una sguaiatissima risata. Sentendosi apostrofare in quel modo naturalmente la ragazza ha alzato gli occhi inorridita e spaventata e i primi volti che ha incontrato sono stati quelli dei miei due clienti ed ha subito creduto fossero stati loro, mettendosi ad urlare. Signori della giuria, lo sguardo che la signorina Biggebreast ha incrociato nei miei clienti non era di concupiscenza ma semplicemente di fame, la concupiscenza era tutta nel Vittony che osservava divertito nascosto nell’ombra della mensa. -
- Mi oppongo! Signor Giudice, l’avvocato vuole chiaramente discolpare i suoi clienti addossando la colpa ad un povero senzatetto che non sappiamo nemmeno se fosse davvero lì quel giorno! -
- Signor Giudice, se mi lasciate il tempo vedrete come ho la possibilità di provare non solo la presenza del Vittony quel giorno alla mensa ma anche la sua colpevolezza. -
- Respinta! Avvocato vada avanti ma la avverto di non abusare della mia pazienza e di quella della giuria. -
- Grazie signor Giudice. Il Pubblico Ministero mi chiede come possa provare la presenta del Vittony alla mensa, è semplice, ho la testimonianza di tutti i presenti di quel giorno oltre che del direttore della mensa stessa che affermano che il Vittony quel giorno era lì per il primo turno e che andò via verso le 14:30 molto divertito. -
- Questo non ne prova la colpevolezza avvocato. -
- Un attimo e ci arrivo. Poco più avanti lo stesso Vittony è stato fermato per aver infastidito una ragazza che, guarda caso, mangiava un mottarello ed è stato fermato proprio per averle detto la stessa identica frase che si accusa abbiano detto i miei clienti. Per provarlo ho chiamato a testimoniare proprio la signorina che ha subito l’aggressione verbale, la signorina Roundeasse, e vorrei che fosse accettata fra i testimoni a discarico. -
- Lei che ne pensa Pubblico Ministero? -
- Per quanto avrei gradito essere avvisato prima di questa cosa io non ho pregiudiziali a che venga accettata la testimonianza della signorina Roundeasse; vorrei però porre all’attenzione vostra e della giuria quello che ho appena saputo da uno dei miei collaboratori sul signor Vittony, lo stesso è consanguineo del signor Hubreto! -
- Mi oppongo! Signor Giudice, questa è un'altra storia! -
16 marzo 2007
L’elenco telefonico di Atlantide
Tullio Avoledo
Ed. Einaudi
Perché si sceglie un libro? Cosa ci fa prendere proprio quello e non un altro dallo scaffale? C’è chi in libreria ci va già con le idee chiare, chi invece ci va per lasciarsi trasportare. Io non ho un metodo preciso; un libro lo scelgo perché me lo hanno consigliato, perché ne ho letto una buona recensione oppure perché mi piace il titolo; ecco, questo libro l’ho scelto per quel motivo, il titolo mi ha colpito subito, poi ho letto la quarta di copertina e mi sono detto “perché no?”…ed ho fatto bene! Se non avessi seguito il mio istinto mi sarei perso un gran bel libro, con un protagonista che non è un eroe ma, anzi, è una specie di italiano-tipo. Non cito nessuna frase del libro, non perché non ce ne siano da ricordare, quanto perché è la storia in sé ad essere interessante, è un libro che si fa leggere molto volentieri.
10 marzo 2007
Chain...
SONO: Uno che tiene tantissimo all’amicizia.
TENDENZIALMENTE SEMBRO: Un gran rompipalle.
FREQUENTO: Le persone che mi fanno stare bene.
EVITO: Di rischiare troppo.AMO: Leggere, scrivere e sognare.
ODIO: Gli ipocriti ed i presuntuosi.
ADORO: La pizza!
DETESTO: Le cime di rapa.
RICORDO: Tutto, soprattutto le brutte figure.
RIMUOVO: Ci provo ma non ci riesco.
RESTO INDIFFERENTE: Di fronte a poche cose e solo se mi sento “scollegato”.
MI COLPISCE: Uno sguardo sincero.
MI INNERVOSISCE: Sentirmi un pesce fuor d’acqua.
MI RILASSA: Un bagno caldo.
CHIEDO: Un po’ di tranquillità.
OFFRO: Tutto quello che posso dare.
SE MI DANNO 10: Ho una scarica di esaltazione che, ahimè, il mio cervello esaurisce molto in fretta.
SE DO 10: E’ perché è meritato.
IMPAZZISCO: Per un risultato ottenuto.
MI DEPRIMO: Pensando a quello che sarei potuto diventare.
MI VESTO: Dipende da come mi sento.
MI SPOGLIO: Con calma.
MI ELETTRIZZA: Una novità.
MI DEMORALIZZA: Pensare a come stiamo messi.
MI PIACEREBBE: Fossimo messi meglio.
27 febbraio 2007
Ma ditemi voi se si può....
17 febbraio 2007
Pausa
Sentitamente sue
Le cellule nervose
Ps
Le sinapsi la salutano tanto.
Distinti saluti
Bedrosian Baol
Ps
08 febbraio 2007
Ragionevoli dubbi
Gianrico Carofiglio
Ed. Sellerio
27 gennaio 2007
‘Sta vita e na catena…
Coscienza di Baol: Bedrosian, guarda che Viola e Johnson ti hanno inguaiato con la catena delle 5 cose che non hai mai detto di te.
Baol: Lo so, lo so, sono giorni che devo farlo ma non mi viene in mente niente…
C.d.B.: Potresti iniziare dicendo che sei ipocondriaco.
B.: Cioè tu vuoi che mi sputtani del tutto vero?
C.d.B.: Maddai che è una cosa simpatica.
B.: Seee…vabbè…..se è tanto simpatica dì 5 cose segrete tue.
C.d.B.: Guarda che io sono la tua coscienza, quindi 5 segreti miei, sono 5 segreti tuoi, ma di quelli pesanti. Vuoi sul serio che parli, oppure le decidi tu le 5 cose da dire?
B.: Bastarda….vabbè, allora lo dico: sono ipocondriaco, non di quelli che ogni malattia è la sua, ma un po’ più subdolo.
C.d.B.: Che razza di ipocondriaco saresti scusa? L’ipocondriaco è proprio chi crede di essere sempre malato!
B.: Massì, massì, è così; solo che io, finchè mi sento bene, non mi spavento di niente, sono una roccia, starnutisco ma tanto so che è un semplice sbalzo termico e cose così.
C.d.B.: E dove sarebbe l’ipocondria?
B.: Quando comincio a non sentirmi in forma, inizio ad avere dei doloretti, allora divento di un pessimismo ancestrale, mi immagino malattie tremende, casi più unici che rari e cose così. In questi casi, mi viene il muso, mi agito, mi cago sotto insomma.
C.d.B: Tutto qui? Non mi sembra mica una cosa da tenere così segreta.
B.: Aspetta che c’è il pezzo forte; per rincarare, sono un fan di ER e del Dott. House, non mi perdo una puntata!
C.d.B.: Cioè sei un ipocondriaco e guardi dei telefilm di medici?
B.: Sì.
C.d.B.: Devo chiedere al Gran Capo se mi manda a fare la coscienza del sindaco…
B.: Ma se quello fa un sacco di stronzate?!
C.d.B: Sì, ma non la usa mai…Vabbè, questa è la prima, la seconda?
B.: Pensavo di fare come Daniela e scrivere qualcosa di schifoso.
C.d.B.: Tipo?
B.: Bhè, lei ha parlato della sua ciste, potrei farlo anche io.
C.d.B.: Vorrei solo ricordarti che la sua era in faccia la tua era sacro-coccigea, so che per te sono parti uguali ma forse esagereresti un po’.
B.: Se gli fa schifo fa audience! Dico che mi hanno tolto senza anestesia una ciste sacro-coccigea che si era infettata e non mi permetteva di camminare.
C.d.B.: Bleah! Ma che schifo!
B.: Che dici, sottolineo che per il dolore ho urlato come un vitello?
C.d.B.: Se il tuo scopo è l’audience il dolore qui da noi ha sempre successo. Siamo alla terza.
B.: Qui inizio a vacillare, non so cos’altro dire.
C.d.B.: Potresti raccontare del canalone…
B.: No dai!
C.d.B.: Massì, che vuoi che sia, eri ancora piccolo, certe stupidaggini si fanno a quell’età.
B.: Ma la mia è stata grossa: non solo sono andato volontariamente con la bici sul bordo del canalone di scolo dell’acqua piovana, tra l’altro senza protezione, ma in più per mostrare che sapevo andare lungo il bordo, manco fossi Indiana Jones, ci sono scivolato dentro.
C.d.B: Caduto.
B.: No, prego, scivolato, caduto in verticale insomma, tanto che ho avuto il tempo di appendermi al bordo come un salame stringendo la bici tra le gambe perché se cadevo sulla bici mi facevo dei bei danni.
C.d.B.: Ne sei uscito indenne insomma.
B.: Indenne un corno! Avevo tutte e due le braccia graffiate a sangue, mi sono dovuto fare l’antitetano.
C.d.B.: E nessuno ti aiutava…
B.: Grazie, l’unico amico che c’era era troppo impegnato a ridere per aiutarmi.
C.d.B.: E questa è la terza. La quarta?
B.: La quarta….Ah, sì: non riesco a dormire se non chiudo la porta dello sgabuzzino che c’è nella mia stanza.
C.d.B: A trent’anni hai ancora paura dell’uomo nero….vergognati!
B.: A parte che è una cosa che mi porto avanti dall’infanzia, se non fossi la MIA coscienza ti augurerei di incontrarlo sul serio l’uomo nero…
C.d.B.: Ehm…..vabbè, vai con la quinta.
B.: La quinta è un ricordo; quando ero piccolo dormivo con un pupazzo di pezza che adoravo, si chiamava Pucci, era un cane rosa con le orecchie bianche, gli erano rimasti solo gli occhi e il naso, la bocca si era scollata, ma a me piaceva tanto.
C.d.B.: Ma quanto sei teeeeeneeeerooo….
B.: Poco a prendere per il culo, tu comunque fai parte di me! E, per la cronaca, il pupazzo ce l’ho ancora.
C.d.B.: Vabbè, hai visto? Hai finito, mica è stato difficile.
B.: Finito?! Ora ce la parte migliore, gli altri 5 a cui passo la catena.
C.d.B.: Ma se tu non credi a ‘ste cose!?
B.: Mica lo faccio per scaramanzia, lo faccio perché sono bastardo.
C.d.B.: Vabbè, a chi la passi la catena?
B.: Allora: M&M.
C.d.B.: Appena tornato da Praga si trova la catena, carino.
B.: Sì, sì, poi Paparazza che visto che vuole il link vediamo se se lo guadagna.
C.d.B.: Altri tre.
B.: Ortica, Carmen e Apepam.
C.d.B.: Ora non devi che postare.
B.: Grazie per l’aiuto.
C.d.B.: Sempre a disposizione.
12 gennaio 2007
Uomini-libro
Questo post di Bra mi ha fatto pensare molto; in un ipotetico futuro alla Bradbury in cui i libri fossero messi all’indice e ci fosse un gruppo di resistenti pronti a farsi uomini-libro, cioè a memorizzare per i posteri un libro in particolare, io, visto che farei sicuramente parte dei resistenti, quale libro sarei? Bhè, visto il nome del blog la risposta avrebbe dovuto essere facile: “Baol” di Stefano Benni oppure uno qualsiasi dei suoi stupendi libri, poi però il mio cervello mi ha ricordato tanti altri libri che ho amato; potrei essere “Cyrano” di Rostand, ma in quale traduzione? Quella più moderna del ’76 di Cuomo, in prosa, oppure quella più vecchia, la prima di Mario Giobbe del ’24, rimata in alessandrini? Oppure potrei essere “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez…quanto ho amato quel libro! Mi sono immaginato per le vie di Macondo, ancora adesso è il libro di cui ricordo abbastanza bene l’incipit: “Anche a distanza di anni, davanti al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si ricordò del giorno in cui suo padre lo portò a conoscere il ghiaccio” (più o meno); poi però ho pensato, se devo ricordare questo libro perché non “La casa degli spiriti” della Allende? Oppure “Se questo è un uomo” di Levi, ma di Levi anche “Il sistema periodico”, la bellissima raccolta di racconti. E Calvino allora? Potrei ricordare qualcosa di Calvino, potrei essere “Il castello dei destini incrociati” oppure “Le città invisibile”, il primo per l’idea geniale e la perfezione di incastri il secondo per il potere evocativo. Quale? Quale libro sarei? Mi sono ricordato di Paul Auster e della sua “Trilogia di New York” o “Mr Vertigo” oppure uno degli sfortunatamente pochi libri di Jean Claude Izzo, magari mi metto d’accordo con altri due e ci ricordiamo tutta la trilogia di Marsiglia. Mi accorgo che sarebbe un compito improbo scegliere un libro da tramandare a memoria ai posteri, non avrei la forza di abbandonare gli altri all’oblio quindi, cerchiamo di non arrivare ad una in-civiltà che li mette al bando, mi si complicherebbe troppo la vita!
03 gennaio 2007
Sombras
“Sombras”
Viola Simonetti
pp. 86
Ed. il Filo
Mi piace quando mi raccontano una storia, sto ad ascoltare con molta attenzione, soprattutto se chi me la racconta è bravo a raccontarla. Quando poi ti raccontano una vita, un periodo di vita che, breve o lungo che sia, si porta dentro tante storie, tante altre vite, allora, mi viene naturale, ripenso anche alla mia.
Tutto qua Clara… sembrerebbe abbastanza facile a dirsi, tutt’e due sappiamo che nella realtà non è poi così semplice gettare cia le maschere ed essere davvero ciò che siamo. Ma è questo alla fine di tutto che ci salverà. Amarci, Clara, semplicemente amarci.
31 dicembre 2006
La catena dei libri...
Visto che avevo sotto mano l'ultimo libro che ho letto e di cui volevo scrivere quello che ne pensavo, il giochino lo faccio con quello:
Il libro è "La vampa d'agosto" di Andrea Camilleri edito da Sellerio...andiamo a pagina 123...ecco, poi contiamo le prime 5 frasi...uno...due...tre...quattro...e cinque, e poi riportiamo le successive 3...non penso si capirà molto...vabbè:
"Nonsi. Spitaleri l'ha ordinato e me l'hanno purtato duminica matino alle sett'arbe". Era la migliore risposta che il commissario potiva aviri. "A quale ditta s'è rivolto?"
Le 3 frasi sono riportate, ora bisogna inguaiare qualche blogger...ma chi? Ecco!
Luna
Porzione
Apepam
Per la cronaca, al solito, il libro non è affatto male, il personaggio muta con il mutare dei suoi anni e si preoccupa per questo ma, naturalmente, il libro va oltre l'intreccio giallo, come al solito Camilleri fa dire tante cose interessanti al suo commissario preferito.
28 dicembre 2006
Johnson ti hanno fregato l'idea!!!
Hanno fregato l'idea che Johnson aveva lanciato tra i commenti al mio post sui babbi natale!
Voglio i diritti d'autore per me ma, soprattutto, per lui!!!
24 dicembre 2006
Buon Natale!
L'unica cosa che posso fare, oltre che dirvi di leggere il suo post, è di augurarvi delle feste magnifiche, un Natale strepitoso e, per regalo, tutto ciò che desiderate di più!
17 dicembre 2006
Babbi natale
Anna: Arriva Natale!
Mario: Bello, mi piace l’aria natalizia, gli addobbi, le lucine…
A.: Anche a me, infatti….guarda cosa ho comprato?
M.: Ecchecos’è?!
A.: Come cos’è?! E’ l’addobbo del momento! Il babbo natale che sale le scale da appendere sul balcone…
M.: Come scusa?
A.: Massì! Non li hai visti? Ci sono su tutti i balconi; il nostro è deluxe, con la scala con le lucine intermittenti.
M.: Che culo! Non ci facciamo mancare proprio niente. E delle renne vestite da Matrix da mettere agli angoli del balcone non ce n’erano?
A.: Come sei simpatico! Ma non avevi detto che ti piacevano gli addobbi e le lucine?
M.: Certo! Ma quelle classiche: l’albero di natale con le luci intermittenti e le palline colorate, il tubo da arrotolare alla ringhiera con le luci che si inseguono, cose così, non un inquietante pupazzo vestito di rosso che cerca di entrare in casa!
A.: Ma se ce l’hanno tutti!
M.: Infatti più che a Natale sembra di stare in un film horror: “L’invasione dei babbi natale assassini”; ho visto un balcone in cui è quasi arrivato alla finestra…i bambini in quella casa saranno felicissimi, gli manca un coltello tra i denti.
A.: Non dire cretinate e vallo ad appendere.
…
Driiiin Driiiiin
A.: Pronto? Salve signora Marchetti mi dica…Ha visto il nostro babbo natale? Bello vero? Come? No, non la sto prendendo in giro, ci mancherebbe. I suoi figli stanno piangendo? E perché? Se l’ho visto? Certo, l’ho comprato io… Impiccato? Mannò, sale le scale…le lucine intermittenti… Va bene, va bene, non si arrabbi, vado a vedere cosa è successo.
…
A.: Mario! Ma sei impazzito?!
M.: Perché?
A.: Come perché? Invece di appendere il babbo natale con tutta la scala lo hai appeso all’albero di limoni?!
M.: E vabbè, volevo fare una cosa un po’ diversa…
A.: Appendendolo per il collo con un nodo scorsoio?!
M.: Era meglio se facevo finta che cadeva e lo appendevo per i piedi?
A.: Ma quanto sei stupido, ci sono i figli della Marchetti che piangono da mezz’ora, pensano che babbo natale si sia ucciso perché loro sono stati cattivi.
M.: Bhè….come ipotesi io non la scarterei, l’altro giorno hanno attaccato due barattoli di pelati alla coda del gatto della Bissoni.
A.: Tu non le hai mai fatte ‘ste cose da bambino vero? Tu eri un Santo.
M.: Può darsi, ma io usavo barattoli vuoti non due scatole da chilo di pelati, il gatto ormai ha una coda di due metri e mezzo!
A.: Ora vai a staccare quel povero pupazzo e lo appendi per bene e poi ti vai a scusare con la signora Marchetti e con i figli.
M.: Va beeeneee…..
Naturalmente è tutto inventato, i nomi le situazioni etc. etc. Però ringrazio tazzozza per lo spunto.
09 dicembre 2006
Luisona day
07 dicembre 2006
La multa…
Vigile X: Fiiiiiiii…….
Baol: Scusi signor vigile, la sposto subito.
V.: Mi dispiace ma ho già scritto, lei è parcheggiato in divieto di sosta.
B.: Capisco ma…
V.: Niente ma, non lo ha visto il Passo Carrabile?
B.: Certo che l’ho visto ma, vede, è casa mia!
V.: Mi dispiace ma le regole sono uguali per tutti, un Passo Carrabile è un Passo Carrabile.
Secondo Movimento
Baol: Ciao Y!
Mister Y: Ciao Baol, come va?
B.: Abbastanza bene e a te?
Y.: Tutto ok grazie. Sai, l’altro giorno ho parcheggiato per 5 minuti davanti casa tua e quando ritorno mi ritrovo una multa.
B.: Mi dispiace, non è colpa mia; guarda, anche a me…
Y.: Ma non preoccuparti, ho telefonato subito ad un mio amico vigile, per fortuna quello che mi aveva fatto la multa non aveva ancora consegnato il blocchetto e così sono riuscito a farmela togliere.
B.: Ma, scusa, una volta scritta non si può fare più niente?
Y.: Ma no! Una volta consegnato il blocchetto al capo dei vigili, allora sì che non è possibile.
Terzo Movimento
Baol: Ma guarda tu se uno può campare così, sono venti minuti che devo uscire l’auto e questa macchina parcheggiata davanti non trova padrone…Signor vigile!
Vigile X: Dica.
B.: Guardi, sono venti minuti che aspetto che tolgano questa macchina per poter uscire, vado anche un po’ di fretta.
V.: Aspetti un attimo…
B.: Perché fino adesso che ho fatto? Giocato a briscola da solo.
V.: Non faccia lo spiritoso.
B.: Ma, scusi, non gliela fa la multa?
V.: Solo un attimo…
Signorina C.: Scusate, scusate, scusate…ho parcheggiato la macchina solo per cinque minuti.
B.: Cinque minuti?! Ma se io sono qui fuori da almeno venti minuti!
V.: Vabbè, tutto si è risolto comunque, adesso potrà uscire la macchina. Arrivederla signorina, e mi saluti suo fratello, l’assessore….
Alle volte si va oltre il “due pesi, due misure”….diventano tre….
