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06 febbraio 2015

Fenomenologia del “tandacàzz”

Già in diverse occasioni mi sono sentito in dovere di catechizzarvi sulla utilità del dialetto rutiglianese nella vita di tutti giorni anche perché, sapete bene, questo blog nasce e si sviluppa con un intento fortemente sociale, poi la vita lo porta a sbandare sulle cazzate. Quest’oggi vorrei puntare la vostra attenzione sull’utilizzo del tandacàzz; tale termine, la cui etimologia è “tanto di questo cazzo”, viene utilizzato per rimarcare quanto poco ci interessi quanto appena sentito; è, in pratica, la rappresentazione terminologica della già esplicata “misura del cazzo che me ne frega”. Certo, alcuni puristi storceranno il naso e punteranno sull’utilizzo di quello che viene considerato più comprensibile dai più, e cioè lo sticazzi nell’accezione romana (es. “Oggi devo andare a Fregene”, “E sticazzi?”). Dall’esempio visto potete capire quanto sia poco potente dovendo usare la “E” e la forma interrogativa, molto più potente ne risulta l’effetto con il tandacàzz (es. “Oggi devo andare a Bisceglie”, “Tandacàzz!”), in questo caso la forma è affermativa e la parola utilizzata una sola, di sicuro maggiore impatto. Altra problematica nascente dall’utilizzo dello sticazzi è che, molto spesso, viene utilizzato in forma positiva, come apprezzamento molto sentito (es. “Oggi ti porto a mangiare la pajata”, “Sticazzi! Bona!”); tale accezione positiva con il tandacàzz non esiste, utilizzando, nel dialetto rutiglianese il più sfumato stùcazz, di cui andremo a parlare in una specifica lezione. Appare dunque chiaro come non ci sia paragone tra il più potente tandacàzz ed il meno incisivo sticazzi, il primo risulta il più adatto in tutte le situazioni in cui si voglia far capire, al nostro interlocutore, che la sua favella ci sta quantomeno annoiando e che se non smette immediatamente ci vedremo costretti a sparecchiargli la faccia con una testata sul setto nasale; immaginate quale effetto meravigliosamente devastante potrebbe avere su vostra suocera che dopo avervi detto, per almeno mezzora, quanto vi consideri inutile, si sente dire in pieno viso, da voi seduti comodi con la faccia quasi annoiata: “Sì? Tandacàzz!”. Anche il vostro datore di lavoro, sentendosi rispondere “Tandacàzz” alle sue rimostranze sull’efficacia dei vostri sforzi lavorativi, sentirà vacillare il terreno della sicurezza sotto i suoi piedi. Ordunque non fate l’errore di dimostrare il cazzo che ve ne frega con un timido sticazzi, siate padroni del vostro destino, osate, usate il tandacàzz.

05 agosto 2011

Dialetto per principianti - lezione 4

Vista l'aria di vacanze non vi voglio tediare (ma? Ma? Vi annoiate con le mie lezioni di dialetto?! Studiate che vi interrogo!) con una lunga lezione ma mi limiterò ad analizzare un singolo modo di dire che può venire utile in molte occasioni:

p'ghjall m'bacc'o'nas

La traduzione letterale sarebbe "prenderlo sulla faccia e (nello specifico) sul naso" ma il significato è "Oibò (bello Oibò eh?), oibò, mi aspettavo che la cosa andasse in tutt'altra maniera, positiva, ed invece, oibò (repetita juvant), è andata nella maniera peggiore". Tale affermazione può essere usata sia riferito a se stessi, in maniera riflessiva e autocritica: u so p'ghjaat m'bacc'o'nas. Ad esempio:

Mi sovviene adesso alla mente che avevi un colloquio di lavoro, orsù (è bello quasi quanto oibò, dite la verità) dimmi, com'è andata? - koum è sciout u kolloqu'j pu fateik?
Guarda, mi sono presentato molto preparato e vestito in maniera acconcia ma mi hanno detto che la posizione non era più disponibile, ed infatti ho scoperto che era stata assegnata al figlio del maresciallo dei carabinieri della locale stazione che non ha nemmeno la terza media. - U sò pìghjaat m'bacc'o'nas.

Ma la forma riflessiva è utilizzabile non solo su istanza di parte, come risposta ad una domanda, ma anche come affermazione solitaria nel caso in cui la situazione necessiti di tale affermazione; ad esempio, giorni addietro avete visto un capo di vestiario che vi interessa molto e che è anche scontato, in un negozio del centro; non vi siete fermati subito ma avete detto a voi stessi che quanto prima sareste dovuti tornare per comprarlo; prendete la decisione in un assolato pomeriggio di canicola estiva e fate una decina di chilometri fino ad arrivare di fronte al negozio che reca il cartello "chiuso per ferie"; in tal caso la suddetta affermazione sorge spontanea alle vostre labbra con un Mooo, u sò p'ghjaat m'bacc'o'nas! a cui aggiungerete stramuort vari come riempitivo.

Naturalmente la nostra amabile esclamazione può essere utilizzata anche per rivolgersi a terzi provocando un subitaneo senso di spiazzamento in chi la riceve; esempio:

Mi scusi, buon uomo, stavo già parcheggiando io lì - Auè, u mè! M stæv a mett jì dè
Mi dispiace non l'avevo vista ma ormai ho parcheggiato - E ji t so fr'k't, mo ce uè?!
Vediamo cosa ne pensa quel vigile che sta arrivando - Schæm, v'deim c deisc u guard'j mo, a veit?
Guardi che qui è divieto di sosta, non può parcheggiare - A mak'n dò na pout stè, te fè a condravvenzioun
Ecco, le sta bene! - Pighjl m'bacc'o'nas!

Vedete dunque quanti utilizzi ha? Sbalordite i vostri vicini di ombrellone facendovi ascoltare mentre, leggendo delle ultime peripezie giuridiche del Premier, esclamate Pighjl m'bacc'o'nas!; al massimo, se preferite dare più enfasi, dite Pighjl n'goul! Tanto siamo tutti maggiorenni.

Nella vita, in fondo, prima o poi capita a tutti di p'ghjall m'bacc o nas...

11 ottobre 2010

Dialetto per principianti - lezione 3

Sono tornate!!! Ebbene sì, dopo quasi tre anni di silenzio sono tornate le mie lezioni di rutiglianese, il nuovo esperanto del blog; tornate...una è tornata, ora vediamo se seguiranno anche le altre. Ricapitolando, per seguire un po' meglio vi consiglio di rivedere la lezione 1 dove sono stati affrontati i pronomi soggetto - pronoum soggiett e il verbo essere - verb iess; e la lezione 2 dove vi ho spiegato gli articoli ed il verbo avere - verb avè.

Perché imparare il rutiglianese? Ma che domande fate?! Volete mettere l'influenza che avrete sui vostri amici dicendo "rutt p' rutt, r'mbim'l tutt!" invece del classico "Abbiam fatto trenta, facciamo trentuno"? La poesia che spargere quando vi chiederanno: "Cosa si mangia?" e voi, invece di rispondere: "Ho fatto un piatto tipico delle Puglie, teglia di cozze e zucchine condite con sugo e formaggio", risponderete un esplosivo "Kozz, k'k'zell e iouv k' souk e f'r'magg"? Seguite le mie lezioni e tutto questo rientrerà nel vostro patrimonio culturale, se amate le lingue non potete non parlare il rutiglianese che, comunque, vi permetterà di muovervi agevolmente anche nel quadrilatero del lampascione: Binetto-Bitritto-Bitetto-Toritto.

Iniziamo la lezione di oggi con i nomi dei parenti

i parenti - a famigh'j
il padre = u attaan
tuo padre = d'attand
mio padre = attan'm
la madre = a ma'mm
tua madre = ma'm't
Vi prego di prestare molta attenzio all'uso di ma'm't poiché lo stesso viene anche usato, enfatizzandolo molto, come risposta ad un offesa o come offesa diretta ad esempio:
U se ka si propr'j nu kigh'joun? - Ma sai che sei davvero uno stupido? (lett. coglione)
Ma'm't! - A chi diamine hai dato dello stupido?! A me?! Ma lo sai che tua madre si preoccupa di soddisfare genti per pochi spiccioli? (Sì, noi rutiglianesi abbiamo il dono della sintesi),
oppure: Si viene sorpassati in malomodo da un'auto mettendo anche a rischio la nostra incolumità, si abbassa il finestrino e si urla MA'M'T!!!
mia madre = mammà

Prima di continuare con gli altri parenti necessita fare una precisazione su i nomi dei genitori; in rutiglianese, per enfatizzare il ruolo di capo della famiglia svolto da entrambi, al posto di attan'm e mammà si utilizzano u boss e a boss.

il fratello = u frat
tuo fratello = fratt
mio fratello = frat'm

la sorella = a sour
tua sorella = sor't (vale, per la sorella, quanto detto sull'uso della mamma nelle offese)
mia sorella = sor'm

per il nonno e la nonna non c'è differenza di genere se non nel generico dove cambia, naturalmente, l'articolo:
il nonno = u nonn
la nonna = a nonn
tuo nonno/tua nonna = non't
mio nonno/mia nonna = non'm o nono'nn

stessa cosa per lo zio e la zia:
lo zio = u z'j'n
la zia = a z'j'n
tuo zio/tua zia = zian't
mio zio/mia zia = zian'm

stessa cosa per il cugino e la cugina:
il cugino = u k'ggein
la cugina = a k'ggein
tuo cugino/tua cugina = k'ggin't
mio cugino/mia cugina = k'ggin'm
il procugino (cugino di secondo grado) = u strak'ggein

la nuora = a nour
tua nuora = nor't
mia nuora = nor'm

il genero = u scier'n
tuo genero = scenn'rut't
mio genero = scenn'rut'm

il suocero = u su'ækr
la suocera = a s'rouk
vi prego di non prestare orecchio alla corrente di pensiero che vuole, per suocera, il termine a bagash perchè risulta offensivo
mio suocero/mia suocera = so'kr'm
tuo suocero/tua suocera = so'kr't

passiamo ora alle declinazioni del verbo trovare
VERBO TROVARE – VERB AK’JE'

Modo indicativo - Moud ndikateiv Presente – Pr'send
io trovo – ji jak’j
tu trovi – tu jak’j
egli/ella trova – jidd/jedd jak’j
noi troviamo – nu ak’j’m
voi trovate – vu ak’jeit
essi trovano – jour jak’jn

Passato prossimo - Pass’t norm’l
io ho trovato - ji agghj ak’jt
tu hai trovato - tu ie ak’jt
egli/ella ha trovato - jidd/jedd j’v ak’jt
noi abbiamo trovato - nu aveim ak’jt
voi avete trovato - vu aveit ak’jt
essi hanno trovato - jour jav’n ak’jt

Imperfetto - M’berfet
io trovavo – ji ak’j’v
tu trovavi – tu ak’jeiv
egli/ella trovava – jidd/jedd ak’jæv
noi trovavamo – nu ak’jemm
voi trovavate – vu ak’jeit
essi trovavano – jour ak’jev’n

Trapassato prossimo - Trapass’t norm’l
io avevo trovato - ji avæv ak’jt
tu avevi trovato - tu aveiv ak’jt
egli/ella aveva trovato - jidd/jedd avev ak’jt
noi avevamo trovato - nu avev’m ak’jt
voi avevate trovato - vu aviv’v ak’jt
essi avevano trovato - jour avev’n ak’jt

Passato remoto - Pass’t d’assè
io trovai – ji ak’jibb
tu trovasti – tu ak’jist
egli trovò – jidd/jedd ak’jì
noi trovammo – nu ak’jamm
voi trovaste – vu ak’jast
essi trovarono – jour ak’jar’n

Trapassato remoto - Trapass’t d’assè
io ebbi trovato - ji avibb ak’jt
tu avesti trovato - tu avist ak’jt
egli ebbe trovato - jidd/jedd avì ak’jt
noi avemmo trovato - nu avemm ak’jt
voi aveste trovato - vu avist’v ak’jt
essi ebbero trovato - jour aver’n ak’jt

Futuro semplice - Futour norm’l
io troverò – ji ek’jè
tu troverai – tu ak’jè
egli troverà – jidd/jedd avak’jè
noi troveremo – nu amak’jè
voi troverete – vu itak’jè
essi troveranno – jour innak’jè

Futuro anteriore - Futour anderiour
io avrò trovato - ji evè ak’jt
tu avrai trovato – tu avè ak’jt
egli avrà trovato - jidd/jedd avavè ak’jt
noi avremo trovato - nu amavè ak’jt
voi avrete trovato – vu itavè ak’jt
essi avranno trovato – jour innavè ak’jt

Modo congiuntivo - Moud congiundeiv
Presente - Pr’send
che io trovi – ka ji jak’j
che tu trovi – ka tu jak’j
che egli trovi - ka jidd/jedd jak’j
che noi troviamo – ka nu ak’jeim
che voi troviate – ka vu ak’jeii
che essi trovino – ka jour jak’jn

Passato - Pass’t
che io abbia trovato - ka ji ajiv ak’jt
che tu abbia trovato - ka tu ajiv ak’jt
che egli abbia trovato - ka jidd/jedd aj’v ak’jt
che noi abbiamo trovato - ka nu ajiv’m ak’jt
che voi abbiate trovato - ka vu ajiv’v ak’jt
che essi abbiano trovato - ka jour ajav’n ak’jt

Imperfetto - M’berfet
che io trovassi – ka ji ak’jiss
che tu trovassi – ka tu ak’jiss
che egli trovasse - ka jidd/jedd ak’jass
che noi trovassimo – ka nu ak’jass’m
che voi trovaste – ka vu ak’jast’v
che essi trovassero – ka jour ak’jass’r

Trapassato - Trapass’t
che io avessi trovato - ka ji aviss ak'jt
che tu avessi trovato - ka tu aviss ak'jt
che egli avesse trovato - ka jidd/jedd avess ak'jt
che noi avessimo trovato - ka nu aviss’m ak'jt
che voi aveste trovato - ka vu aviss’v ak'jt
che essi avessero trovato - ka jour avess’r ak'jt

Modo condizionale - Moud condizion’l
Presente - Pr'send
io troverei – ji ak'jiss
tu troveresti – tu ak'jass
egli troverebbe – jidd/jedd ak'jass
noi troveremmo – nu ak'jass'm
voi trovereste – vu ak'jass
essi troverebbero – jour ak'jass'r

Passato - Pass't
io avrei trovato – ji avess ak'jt
tu avresti trovato - tu avess ak'jt
egli avrebbe trovato - jidd/jedd avess ak'jt
noi avremmo trovato - nu avess’m ak'jt
voi avreste trovato - vu avess’v ak'jt
essi avrebbero trovato - jour avess’r ak'jt

Presente - Pr'send
trova tu – jak'j tu
trovi egli – ak'jess jidd/jedd
troviamo noi – ak'j'm nu
trovate voi – ak'j't vu
trovino essi – ak'jass'r jour

Futuro - Futour
troverai tu – ak'jè tu
troverà egli – avak'jè jidd/jedd
troveremo noi – amak'jè nu
troverete voi – itak'jè vu
troveranno essi - innak'jè jour

Modo infinito - Moud infineit
Presente - Pr’send
trovare - ak'jè

Passato - Pass’t
avere trovato – avè ak'jt
Modo participio - Moud particeijp
Presente - Pr’send
trovante - ak'jant

Passato - Pass’t
trovato - ak'jt

Modo gerundio - Moud gerundj
Presente - Pr'send
trovando - ak'jann

Passato - Pass’t
avendo trovato - avend ak'jt

Per concludere, come al solito, un po' di fraseologia, questa volta sull'utilizzo del verbo trovare.

Desiderate qualcosa? Cosa cercate? - Ce sceit ak'jann?
Chi cercate? - C sceit ak'jann?
Si capisce che il "Ce" viene utilizzato per le cose e il "C" per le persone.

Come mai da queste parti? - E tu akkoum t j'akj do?
Andavo in giro senza meta e sono capitato da queste parti - Scæv c'ddann e m so ak'jt

Dove hai messo il biglietto? - Do si miss u b'gliett?
L'ho riposto nel cassetto del comò - U so sh'kaff't jind o t'rett du komò
In mezzo a quel casino? Sarà davvero difficile trovarlo - Miezz a kudd kasein? Vall'a'jak'j mo!

Hey, ma dove hai trovato quel cappotto?? Mi sembra un po' vintage. - Auè, do kazz (rafforzativo) u sì ak'jt kudd kappot?? P r'a'v'dè kudd d nono'nn!
Si vede che non capisci niente, questa è "l'ultima moda". - S væt ka na kapisc nudd (o nu kazz), kess je "l'ultima moda".

Da notare l'utilizzo dell'italiano per fare scena, come i molti intercalari inglesi che vengono utilizzati nel linguaggio comune; servono per denotare che si sono fatte tutte le scuole principali e pure qualche secondaria.

Per oggi può bastare, mi raccomando, st'd'jeit! (studiate!)

12 agosto 2010

La saggezza popolare

Jalz't sub't a matein e kh'k a do jak'j*

*Se ti alzi per primo ti scegli il posto migliore per liberarti

22 ottobre 2007

Dialetto per principianti - lezione 2

Non pensavo che questo corso di rutiglianese sarebbe piaciuto così tanto ma comunque, meglio così, finalmente si riesce a rendere giustizia a questa lingua storica, questo nuovo esperanto dei blog. Eccoci quindi, dopo il successo della prima lezione, alla seconda. Oggi tratteremo per prima cosa gli articoli, riporterò l'articolo in italiano, la sua versione in rutiglianese ed una frase come esempio così vi insegno pure qualche parola nuova.

Articoli determinativi
Il - u "il ragazzo" = "u uagnoun"
lo - u "lo scienziato" = "u scienziàt"
la - a "la ragazza" = "a uagnèdd"
i - i "i calciatori" = "i jokatour du palloun" perchè "i calciatour" sono i muratori che mettono la calce.
gli - ji "gli scalatori" = "ji scalatour"
le - i "le ragazze" = "i uagnèdd"

Articoli indeterminativi
Un - nu "un amico" = "nu ameik" anche se esiste la traduzione di amico è preferibile usare il termine compagno, naturalmente non per ragioni politiche ma come rafforzativo dell'amicizia, un vero amico è "nu kmbagn"
Uno - nu "uno stronzo" = "nu strunz"
Una - na "una stronza" = "na stronz"

Ora si passa al secondo verbo da studiare:
VERBO AVERE - VERB AVE'
Il verbo avere in dialetto rutiglianese, a differenza che in italiano, può avere per alcuni tempi come ausiliario anche il verbo essere, tanto per rendere chiare le cose a voi che lo studiate :) Visto che però io sono un professore buono, quando si utilizza l'ausiliare essere ve ne scrivero anche quella versione, così, per completezza (ma quanto sono professionale?)

Modo indicativo Moud ndikateiv
Presente – Pr’send
io ho – ji agghj
tu hai – tu ie
egli/ella ha – jidd/jedd j’v
noi abbiamo – nu aveim
voi avete – vu aveit
essi hanno – jour jav’n

Passato prossimo – Pass’t norm’l (con ausiliare avere)
io ho avuto – ji agghj avout
tu hai avuto – tu ie avout
egli/ella ha avuto – jidd/jedd j’v avout
noi abbiamo avuto – nu aveim avout
voi avete avuto – vu avit avout
essi hanno avuto – jour jav’n avout

Passato prossimo – Pass’t norm’l (con ausiliare essere)
io ho avuto – ji so avout
tu hai avuto – tu si avout
egli/ella ha avuto – jidd/jedd je avout
noi abbiamo avuto – nu seim avout
voi avete avuto – vu seit avout
essi hanno avuto – jour so avout

Imperfetto – M’berfet
io avevo – ji avæv
tu avevi – tu aveiv
egli/jedd aveva – jidd/jedd avev
noi avevamo – nu avev’m
voi avevate – vu aviv’v
essi avevano – jour avev’n

Trapassato prossimo – Trapass’t norm’l (con ausiliare avere)
io avevo avuto – ji avæv avout
tu avevi avuto – tu aveiv avout
egli/ella aveva avuto – jidd/jedd avev avout
noi avevamo avuto – nu avev’m avout
voi avevate avuto – vu aviv’v avout
essi avevano avuto – jour avev’n avout

Trapassato prossimo – Trapass’t norm’l (con ausiliare essere)
io avevo avuto – ji jæv avout
tu avevi avuto – tu jeiv avout
egli/ella aveva avuto – jidd/jedd jev avout
noi avevamo avuto – nu jemm avout
voi avevate avuto – vu jivi’v avout
essi avevano avuto – jour jev’n avout

Passato remoto – Pass’t d’assè
io ebbi – ji avibb
tu avesti – tu avist
egli/ella ebbe – jidd/jedd avì
noi avemmo – nu avemm
voi aveste – vu avist’v
essi ebbero – jour aver’n

Trapassato remoto – Trapass’t d’assè
io ebbi avuto – ji avibb avout
tu avesti avuto – tu avist avout
egli/ella ebbe avuto – jidd/jedd avì avout
noi avemmo avuto – nu avemm avout
voi aveste avuto – vu avist’v avout
essi ebbero avuto – jour aver’n avout

Futuro semplice – Futour norm’l
io avrò – ji evè
tu avrai – tu avè
egli/ella avrà – jidd/jedd avavè
noi avremo – nu amavè
voi avrete – vu itavè
essi avranno – jour innavè

Futuro anteriore – Futour anderiour
io avrò avuto – ji evè avout
tu avrai avuto – tu avè avout
egli/jedd avrà avuto – jidd/jedd avavè avout
noi avremo avuto – nu amavè avout
voi avrete avuto – vu itavè avout
essi avranno avuto – jour innavè avout

Modo congiuntivo – Moud congiundeiv (Come per il verbo essere, anche per il verbo avere, del modo conguntivo si usano solo l'imperfetto e il trapassato, onde avitare di sfiatare troppo sull'interlocutore. Si può notare come noi rutiglianesi, quando parliamo in dialetto abbiamo il massimo rispetto per l'interlocutore)

Presente – Pr’send
che io abbia – ka ji ajiv
che tu abbia – ka tu ajiv
che egli/ella abbia – ka jidd/jedd ajiv
che noi abbiamo – ka nu ajiv’m
che voi abbiate – ka vu ajiv’v
che essi abbiano – ka jour ajiv’n

Passato – Pass’t
che io abbia avuto – ka ji ajiv avout
che tu abbia avuto – ka tu ajiv avout
che egli/ella abbia avuto- ka jidd/jedd ajiv avout
che noi abbiamo avuto – ka nu ajiv’m avout
che voi abbiate avuto – ka vu ajiv’v avout
che essi abbiano avuto – ka jour ajiv’n avout

Imperfetto – M’berfet
che io avessi – ka ji aviss
che tu avessi – ka tu aviss
che egli/ella avesse – ka jidd/jedd avess
che noi avessimo – ka nu aviss’m
che voi aveste – ka vu aviss’v
che essi avessero – ka jour avess’r

Trapassato – Trapass’t (con ausiliare avere)
che io avessi avuto – ka ji aviss avout
che tu avessi avuto – ka tu aviss avout
che egli/ella avesse avuto – ka jidd/jedd avess avout
che noi avessimo avuto – ka nu aviss’m avout
che voi aveste avuto – ka vu aviss’v avout
che essi avessero avuto – ka jour avess’r avout

Trapassato – Trapass’t (con ausiliare essere)
che io avessi avuto – ka ji fuss avout
che tu avessi avuto – ka tu foss avout
che egli/ella avesse avuto – ka jidd/jedd foss avout
che noi avessimo avuto – ka nu foss’m avout
che voi aveste avuto – ka vu foss’v avout
che essi avessero avuto – ka jour foss’r avout

Modo condizionale – Moud condizion’l
Presente - Pr'send
io avrei – ji avess
tu avresti – tu aviss
egli/ella avrebbe – jidd/jedd avess
noi avremmo – nu avess’m
voi avreste – vu avess’v
essi avrebbero – jour avess’r

Passato - Pass't (con ausiliare avere)
io avrei avuto – ji avess avout
tu avresti avuto – tu avess avout
egli/ella avrebbe avuto – jidd/jedd avess avout
noi avremmo avuto – nu avess’m avout
voi avreste avuto – vu avess’v avout
essi avrebbero avuto – jour avess’r avout

Passato - Pass't (con ausiliare essere)
io avrei avuto – ji jæv a jess avout
tu avresti avuto – tu jeiv a jess avout
egli/ella avrebbe avuto – jidd/jedd jiv’a jess avout
noi avremmo avuto – nu jemm a jess avout
voi avreste avuto – vu jiv’v a jess avout
essi avrebbero avuto – jour jev’n a jess avout

Modo imperativo – Moud imberateiv
Presente - Pr'send
abbi tu – jav tu
abbia egli/ella – jav jidd/jedd
abbiamo noi – aveim nu
abbiate voi – aveit vu
abbiano essi – av’n jour

Futuro - Futour
avrai tu – avè tu
avrà egli/ella – avavè jidd/jedd
avremo noi – amavè nu
avrete voi – itavè vu
avranno essi – innavè jour

Modo infinito - Moud infineit
Presente – Pr’send
avere - avè

Passato – Pass’t
avere avuto – avè avout

Modo participio - Moud particeijp
Presente – Pr’send
avente - avent

Passato – Pass’t
avuto – avout

Modo gerundio - Moud gerundj
Presente – Pr'send
avendo - avend

Passato – Pass’t
avendo avuto – avend avout

E adesso, per concludere, un po' di fraseologia che lo so che vi piace tanto. In questa lezione vi insegnerò delle frasi da usare quando si è affamati e si desidera sapere un posto in cui mangiare.

Salve buon uomo mi saprebbe indicare un buon ristorante che siamo veramente affamati? - Skous u mè ma deisc (mi dici) addouv s jakk'j (dove si trova) nu bell r'storand ka stogg veramend affam't?

La traduzione letterale di "u mè" sarebbe "il maestro" inteso però nel senso antico dell'artigiano che insegnava il lavoro all'apprendista; si è soliti, da queste parti, usarlo come modo per richiamare l'attenzione di tutti gli uomini adulti come segno di rispetto anche se, il soggetto a cui si fa la domanda, assomiglia ad una scimmia ammaestrata e non sarebbe capace nemmeno di insegnarci come catturare le formiche con un rametto. Vorrei anche sottolinearvi come, tanto per confondere le idee, "buon ristorante" diventi "bell ristorand" e "molto affamato" diventi "veramend affam't", chiaro segno dell'influenza dell'inglese "very"="molto". Ma se non fossimo molto affamati e volessimo solo qualcosa per attaccare lo stomaco?

Scusa ragazzo, mi sapresti dire dove posso trovare una salumeria che vorrei farmi un panino? - Scous uagliò, m pout desc a douv s jak'j na p'ttæk ka m voghj fè nu panein?
La salumeria è distante però c'è un panificio qui vicino dove potrà prendere un ottimo pezzo di focaccia - A p'ttæk je l'n'dn p'rò ste nu furn (forno) do ræt addouv t pout pghjè nu bell stuozz di f'kazz

Per oggi penso che basti, nella prossima lezione vedremo come chiedere i piatti per non rimanere digiuni. Studiate che da un momento all'altro potrei fare un compito a sorpresa.

18 ottobre 2007

Dialetto per principianti - lezione 1

Proprio per dimostrare che questo blog non è solo luogo di polemiche oppure di stro....upidate, mi accingo a tenere per tutti voi delle lezioni di dialetto rutiglianese, che comunque vi permetteranno di muovervi tranquillamente dentro la stessa città di Bari, ma non solo, potrete tranquillamente entrare in casa dei vostri amici e dire: "Moooo, ce je tutt sta pov'l?! Nan sì m'nn't propr'j jousc!!" con tutto il rispetto che questo porterà nei vostri confronti. Naturalmente questa frase non ve la traduco, sarete voi a farlo dopo poche lezioni di questo corso. Cercherò, con il tempo, di avere la collaborazione dell'esimio professor InTerysta che è l'Asor Rosa del dialetto rutiglianese. Prima di inziare devo farvi delle precisazioni fonetiche: i termini che vedrete scritti durante le lezioni sono già scritti come devono essere letti, per questo motivo, per maggiore certezza userò delle espressioni specifiche, ovvero: per il ch verrà utilizzata la k e per il dittongo ae verrà utilizzato il simbolo æ proprio per maggiore precisione fonetica. Via via che andremo avanti con le lezioni naturalmente, sarà mio dovere dare ulteriori spiegazioni. Come prima lezione vi insegnerò i pronomi soggetto ed il verbo essere.


PRONOMI SOGGETTO - PRONOUM SOGGIETT
io - ji
tu - tu
egli - jidd
ella - jedd
noi - nu
voi - vu
essi - jour

VERBO ESSERE - VERB IESS

Modo indicativo - Moud ndikateiv
Presente - Pr’send
io sono – ji so
tu sei – tu si
egli/ellla è – jidd/jedd je
noi siamo – nu seim
voi siete – vu seit
essi sono – jour so

Passato prossimo – Pass’t norm’l
io sono stato – ji so st’t
tu sei stato – tu a st’t
egli/ella è stato – jidd/jedd e st’t
noi siamo stati – nu sim st’t
voi siete stati – vu seit st’t
essi sono stati – jour so st’t

Imperfetto – M’berfet
io ero – ji jæv
tu eri – tu jeiv
egli/ella era – jidd/jedd jev
noi eravamo – nu jemm
voi eravate – vu jivi’v
essi erano – jour jev’n

Trapassato prossimo – Trapass’t norm’l
io ero stato - ji jæv st’t
tu eri stato - tu jeiv st’t
egli/ella era stato – jidd/jedd jev st’t
noi eravamo stati - nu jemm st’t
voi eravate stati - vu jivi’v st’t
essi erano stati - jour jev’n st’t

Passato remoto – Pass’t d’assè
io fui – ji fubb
tu fosti – tu fust
egli/ella fu – jidd/jedd fu
noi fummo – nu fumm
voi foste – vu fost
essi furono – jour fur’n

Trapassato remoto – Trapass’t d’assè
io fui stato – ji fubb st’t
tu fosti stato – tu fust st’t
egli/ella fu stato – jidd/jedd fu st’t
noi fummo stati – nu fumm st't
voi foste stati – vu fost st’t
essi furono stati – jour fur’n st’t

Futuro semplice – Futour norm’l
io sarò – ji e jess
tu sarai – tu a jess
egli/ella sarà – jidd/jedd va jess
noi saremo – nu ma jess
voi sarete – vu eit a jess
essi saranno – jour inn’a jess

Futuro anteriore – Futour anderiour
io sarò stato – ji e jess st’t
tu sarai stato – tu a jess st’t
egli/ella sarà stato – jidd/jedd va jess st’t
noi saremo stati – nu ma jess st’t
voi sarete stati – vu eit a jess st’t
essi saranno stati – jour inn’a jess st’t

Modo congiuntivo - Moud congiundeiv (Del congiuntivo, nel dialetto vengono utilizzati solo l'imperfetto e il trapassato per evitare di sputare troppo sulla faccia dell'interlocutore)
Presente – Pr’send
che io sia – ka ji sii
che tu sia – ka tu sii
che egli/ellai sia – ka jidd/jedd sii
che noi siamo – ka nu sii’m
che voi siate – ka vu sii’t
che essi siano – ka jour sii’n

Passato – Pass’t
che io sia stato – ka ji sii st’t
che tu sia stato – ka tu sii st’t
che egli/ella sia stato – ka jidd/jedd sii st’t
che noi siamo stati – ka nu sii’m st’t
che voi siate stati – ka vu sii’t st’t
che essi siano stati – ka jour sii’n st’t

Imperfetto – M’berfet
che io fossi – ka ji fuss
che tu fossi – ka tu fuss
che egli/ella fosse – ka jidd/jedd foss
che noi fossimo – ka nu foss’m
che voi foste – ka vu foss’v
che essi fossero – ka jour foss’r

Trapassato – Trapass’t
che io fossi stato – ka ji fuss st’t
che tu fossi stato – ka tu foss st’t
che egli/ella fosse stato – ka jidd/jedd foss st’t
che noi fossimo stati – ka nu foss’m st’t
che voi foste stati – ka vu foss’v st’t
che essi fossero stati – ka jour foss’r st’t

Modo condizionale - Moud condizion'l
Presente – Pr’send
io sarei – ji jæv a jess
tu saresti – tu jeiv a jess
egli/ella sarebbe – jidd/jedd jiv’a jess
noi saremmo – nu jemm a jess
voi sareste – vu jiv’v a jess
essi sarebbero – jour jev’n a jess

Passato - Pass't
io sarei stato – ji jæv a jess st’t
tu saresti stato – tu jeiv a jess st’t
egli/ella sarebbe stato – jidd/jedd jiv’a jess st’t
noi saremmo stati – nu jemm a jess st’t
voi sareste stati – vu jiv’v a jess st’t
essi sarebbero stati – jour jev’n a jess st’t

Modo imperativo - Moud imberateiv
Presente – Pr’send
sii tu – iess tu
sia egli/ella – iess jidd/jedd
siamo noi – seim nu
siate voi – seit vu
siano essi – iess’r jour

Futuro - Futour
sarai tu – a jess tu
sarà egli/ella – a va jess jidd/jedd
saremo noi – a ma jess nu
sarete voi – jit a jess vu
saranno essi – jinn a jess jour

Modo infinito - Moud infineit
Presente – Pr’send
essere - iess

Passato – Pass’t
essere stato – iess st’t

Modo participio - Moud particeijp
Presente – Pr’send
...............
Passato – Pass’t
stato – st’t

Modo gerundio - Moud gerundj
Presente – Pr'send
essendo - jessen

Passato – Pass’t
essendo stato – jessen st’t

Adesso, per concludere, alcuni esempi di fraseologia:

Come ti chiami - Accoum t k'jm? o anche Coum t k'jm?
Io sono Baol e tu chi sei? - Ji so Baol e tu c sì?
Sono il figlio del macellaio - So u fgh'j du vcceir
Ma davvero? - Adavaer? però si può anche usare Sein?
Sì, abito qui dietro - Sein, ji avtæsc do ræt
Non mi importa punto - Tandakazz oppure anche Nam'n fræk nudd

Come prima lezione penso che basti così, se avete domande sono a vostra disposizione, studiate che poi vi interrogo.