13 maggio 2014

Un’alba senza nubi

Mario fissa la fiamma che, a temperatura altissima, sta eliminando pezzi della vita di Beatrice, si mette una mano in tasca e tocca un sacchetto di plastica, ne tasta il contenuto anche se sa bene cosa contiene; pensa che forse sarebbe meglio tornare a dare un’occhiata ai maiali, prima poteva essergli sfuggito qualcosa, potrebbe essere avanzato qualche pezzo del corpo di Beatrice; non ha dubbi, di solito non avanza nulla ma è sempre meglio accertarsene. Una volta fatto il controllo Mario esce nell’aria fredda e umida della notte che sta per finire, con un lieve sorriso sulla faccia si dice che, se fumasse, quello sarebbe un ottimo momento per farsi una sigaretta. Prende lo smartphone, apre skype attraverso una ben precisa applicazione e chiama l’unico numero in rubrica. Il bello della tecnologia, ha reso lo strumento più facilmente intercettabile che esistesse, il cellulare, praticamente irrintracciabile: skype utilizza un protocollo internet e quindi un flusso di dati e l’applicazione specifica fa rimbalzare questi dati in giro per il mondo fino a farne perdere le tracce, non c’è nemmeno troppo ritardo di latenza nella comunicazione. Il capo, come al solito, risponde al secondo squillo, non è mai arrivato al terzo, non ha mai anticipato al primo, in qualsiasi orario Mario lo chiami, sembra quasi che non dorma mai. Il capo è l’unica persona al mondo che mette i brividi a Mario e Mario è l’unico al mondo che mette i brividi al capo, vanno d’accordo per quello.
- Hai finito?
- Sì.
- Hai lasciato tracce?
- Potrei ritenere questa domanda offensiva, ma no, niente tracce.
- Come hai proceduto?
- Prima di cominciare ho portato via un borsone, qualche indumento e il passaporto. Poi ho fatto a pezzi il corpo nella vasca e l’ho messo nelle buste, nel trolley. Ho lavato il sangue con la candeggina ed ho ripulito le tracce che quel coglione di Guido aveva lasciato. Sono venuto qui, il corpo è stato fatto sparire dai maiali, le altre cose dall’inceneritore.
- I denti? Sai che i maiali, a volte, non li digeriscono.
- I denti li ho cavati e ce li ho in tasca in un sacchetto, li farò sparire con l’acido, con calma, nel mio laboratorio.
- Bene. Quanto tempo hai per Guido?
- Poco, in un paio di giorni qualcuno si domanderà di Beatrice, procederò già domani.
- Sai già come?
- Sì.
- Non me lo vuoi dire?
- Non lo vuoi sapere.
Ma rio sa che il capo, in questo momento, ha avuto un brivido come lui lo ha avuto prima, quando ha detto che avrebbe potuto offendersi.
- Mario…
- Sì?
- Mi sembra che questo, per te, sia un lavoro speciale, perché?
- Perché Guido mi ricorda qualcuno.
La telefonata si chiude così; non si aprono e non si chiudono mai con dei convenevoli. Mario guarda il cielo che schiarisce, è un’alba senza nubi.

19 commenti:

MikiMoz ha detto...

Ammazza...
Il dialogo è molto ben ritmato^^

Moz-

Cristina ha detto...

Mario alla riscossa! :D

Bello, bello davvero.

Francesco ha detto...

letto in un battibaleno!

Rabb-it ha detto...

Non posso manco lamentarmi che sia troppo breve.
Se qualcuno tr ai pochi che si leggevano le mie fanfiction quando le pubblicavo a spizzichi e bocconi leggesse la mia critica alla brevità del tuo capitolo mi ricorderebbero certi capitoletti che servivo loro.

Quindi niente. Non mi lamento.

Ah... forse ci ho messo un po' troppo a non lamentarmi. :-P

red ha detto...

si impara sempre qualcosa, qui.
sai mai che serva.
ma la macchina di guido, beh ecco se alla fine non serve a nessuno magari dopo la prendo io.. dimmi quando posso passare, grazie!

amanda ha detto...

ecco che ci levi di torno Guido il bastardo

UnUomo.InCammino ha detto...

Avevo letto, tempo addietro, qualcosa tipo faida o regolamento di conti, in Calabria.
Gli uccisi erano stati dati in pasto a dei maiali.
Qui leggo alcuni particolari come quello dei denti.
Submodalità (iper)realiste che... rendono dal punto di vista evocativo.

Baol ha detto...

@ MikiMoz: Credo molto nei dialoghi, mi ci alleno da tempo ;)

@ Cristina: Grazie :))

@ Francesco: So che ti piace 'sta serie ;)

@ Rabb-it: Ci sono capitoli che vanno scritti brevi ed altri che vanno scritti più lunghi ;)

@ red: C'è qualcosa in programma anche per la macchina di Guido...ma vedo cosa si può fare :D

@ amanda: Oh, sì, è già tutto scritto, sto solo creando la suspance :D

@ UnUomo.InCammino: Semplicemente sono troppo piccoli per essere masticati e sono fatti dallo smalto che ci mette molto a consumarsi con i succhi gastrici, seppure fortissimi, dei maiali e quindi potrebbero finire nelle deiezioni :)

Colomba Mérimée ha detto...

non arrabbiarti.. ma il tuo post va contro il mio codice.. è più lungo di 10 righe,
però
lo leggo (e non dire che non ti sono amica)
poi ti dico che ne penso

stai libero!!! ;-)

dtdc ha detto...

ieri ho comprato un Negronetto. Mica c'è Beatrice lì dentro???!


Mrs Quentin Tarantella ha detto...

A pensarci bene a giugno per l aperitivo sono impegnaterrima ;)
Ma dico davvero, bel pezzo rapido incalzante (però non so se incalzava il pezzo o la nausea da omicidio splatter
Ebbravo te! Avantii cosí ;)

Mrs Quentin Tarantella ha detto...

A pensarci bene a giugno per l aperitivo sono impegnaterrima ;)
Ma dico davvero, bel pezzo rapido incalzante (però non so se incalzava il pezzo o la nausea da omicidio splatter
Ebbravo te! Avantii cosí ;)

zefirina ha detto...

troppo pulp ;-)

Baol ha detto...

@ Colomba Mériméé: Oh ma la conosco la tua regola, se ti va lo leggi. Sto come sto ;)

@ dtdc: No, non è quella la marca del capo :D

@ MrsQT: Ma se dici "omicidio splatter" ora che Mario ha solo ripulito quello che ha fatto quella M.erda di Guido, che cosa dirai quando Mario si occuperà realmente di lui??

@ zefirina: Ma no, non ho ancora dato il meglio :D

franco battaglia ha detto...

Sembra che i maiali non digeriscono neanche il 730...

apepam ha detto...

da commercialista a sceneggiatore...
pensaci! ;)

Baol ha detto...

@ franco battaglia: Hanno aperto un caaf apposito...

@ apepam: Io ci penso apetta, ci penso ;)

Gata da Plar - Mony ha detto...

Aiuto... avrò gli incubi stanotte, sappilo! o.O''''

Baol ha detto...

@ Gata: E, a quanto pare, non hai ancora letto l'ultimo...