31 marzo 2014

Stamattina

Stamattina volevo postare la poesia di Walt Whitman che viene letta nel nuovo spot dell'iPad (e che è ripresa da "L'attimo fuggente), l'ho anche trovata; i suoi versi mi piacciono, mi piace il riferimento alla vita come al "potente spettacolo", al fatto che ci si possa contribuire con un semplice verso che è un po' il senso dello scrivere, secondo me: entrare nella vita, contribuirci. Non sempre è solo questo, magari per qualcuno è anche una specie di "ruota del pavone", il modo per mostrare il proprio incommensurabile ego, il sentirsi soddisfatto di sapere le proprie parole lette, apprezzate, metabolizzate, da altri occhi, da altre persone. Per altri è una cura, la necessità di espellere, attraverso le parole, un dolore, quella tossina che le avvelena dentro; funziona? Non lo so, a volte è catartico, ti fa sentire meglio, magari non dura ma è un momento di quiete durante una vita in balia delle onde. Volevo postare quella poesia, stamattina, poi m'è passata la voglia, non per un motivo in particolare ma perchè va così; a voi non capita? Non vi succede di avere un repentino cambio di volontà? A me succede, forse da sempre, forse da qualche anno, come se la spinta a fare fosse soffocata dall'apatia, dal "tanto a che serve?"; non che duri eh, ma avviene, accade, succede, è come la sensazione che si prova, a volte, uscendo da una stanza, spegnendo la luce e chiudendo la porta alle proprie spalle, c'è, addirittura, chi ci riesce con le vite degli altri, a chiudersele alle spalle. C'è chi ci riesce, io no.

29 commenti:

Francesco ha detto...

ho un approccio laico alla vita, quindi riesco a mettere alle spalle quasi ogni cosa

Luna tica ha detto...

non è peccato non dimenticarsi le persone del passato.
è peccato non farlo e starci male.

Ernest ha detto...

Difficile dire se si riesce a mettere alle spalle una vita... cred che ci siano degli attimi vissuti delle situazioni che ci porteremo sempre con noi, non potremmo mai metterle via... come dei piccoli flash della nostra vita passata che tornano, quelli che ogni tanto fanno partire la risatina automatica oppure l'espressione di disgusto per cose fatte... è un convivere per vivere pienamente il presente.

S. ha detto...

"come se la spinta a fare fosse soffocata dall'apatia, dal "tanto a che serve?";"
eccomi...direi che sia il mio stato quasi costante di questo medio/lungo periodo.

amanda ha detto...

mai riuscita a chiudere le porte, mai.
a volte è una risorsa, non saperle chiudere, a volte è difficile. le poche volte che sono stata obbligata è stato il dolore di una mutilazione senza anestesia

dtdc ha detto...

i miei cambi di volontà repentini affogano nel senso di responsabilità.
scrivere per me è una ruota del pavone, una cura, una catarsi, un modo per condividere e incontrare gli altri. E' un sacco di cose :-)
chiudersi alle spalle la vita degli altri... è una cosa difficile, a volte è sana, salutare, l'unica via di uscita, secondo me, per non impazzire.
Anche se una porta chiusa, per noi esseri umani, non lo è mai per sempre, anche solo nella nostra testa.
Un caro saluto!

io. ha detto...

Puoi troncare i rapporti con un'altra vita, smettere di sentire o vedere qualcuno, di interessarti a ciò che fa, che scrive, che dice, che vive. È chiaro però che non è possibile mettere via i ricordi, belli e brutti che abbiamo di lei.

zefirina ha detto...

proprio oggi al ruggito del coniglio ho sentito una gag di una tipa che ripeteva si vabbè ma poi cosa ho risolto, in effetti a volte ti verrebbe da pensarla così, ma poi ti rendi conto che comunque l'apatia, lo stagnare, il non fare è pericoloso, magari non hai risolto niente ma se fai qualcosa, se ti muovi, ti senti poi vivo!

riguardo ai repentini cambiamenti di idea io sono un asso, come ben sai ;-)

franco battaglia ha detto...

Quel "repentino cambio di volontà che ti attribuisci", a volte è proprio un anche solo socchiudere la porta, allontanarsi piano, sperando che dentro nessuno si accorga di nulla, e si continui a vivere, cosi. Come tra un post e l'altro.

pesa ha detto...

"Doppia v, doppia v. Woodrow Wilson? Willy Wonka? Walter White? Doppia v, doppia v..."

E. ha detto...

Capita moltissime volte :)
Perciò un abbraccio, non sei solo XD

lara m ha detto...

Io sono troppo spesso tenacemente attaccata al passato e questo a volte è deleterio. Non invidio quelli che riescono con superficialità a passare da una vita ad un'altra, a chiudere le porte, come tu dici, senza troppi pensieri, a volte però vorrei essere un po' così, forse si soffre meno.

mr.Hyde ha detto...

Credo di averlo sperimentato: la vita è ciò che ricordi e le persone che hai accanto.Un involucro che si fa sempre più stretto..

silvia ha detto...

the same for me today.
ho pensato di cucinare, nell'ordine: la torta di pane
il pane dolce all'uvetta
il pane salato al latte
la torta di pere e cioccolato
... poi ho pensato che a mio marito ultimamente si è alzata la glicemia e non ho fatto niente

Carolina G. ha detto...

Io, al contrario, a volte non ce la faccio perchè la vita (passata o presente) mi soffoca (in negativo) e come in questo periodo non riesco a scrivere nulla.
Sarebbe bellissimo se ogni tanto riuscissi a chiudermi la porta alle spalle e lasciare andare per sempre i vecchi ricordi...

metiu (scappato di casa) ha detto...

capita, sì. a volte anche solo schiacciare il bottone "pubblica" è una fatica.
ma guarda il lato positivo: il prossimo post è già pronto e sarà una superpoesia.
quanto alle persone, secondo me nessuna la lasciamo davvero per strada. sono tutte salvate nella memoria. ma ogni tanto è necessario fare spazio in quella memoria per andare avanti.
ciao baolone

Caty ha detto...

In fondo la nostra vita è fatta dalla fusione con le vite degli altri , per cui in realtà non possiamo chiuderle fuori da noi stessi....escluse le volte in cui chiudi la porta di casa e poi ti acccorgi di aver lasciato le chiavi sopra il tavolo ( ma in genere si rientra dalla finestra...) abbraccio

stefania ha detto...

Io passo sopra a tante situazioni, ma a volte, nei casi peggiori, sono capace di chiudere le porte a doppia mandata; dopo ho ripensamenti giganteschi, ma il mio orgoglio spesso mi impedisce di rimettere le chiavi nella serratura.
Quanto allo scrivere, secondo me e' una buona pratica a prescindere dal suo fine; male non puo' fare ; )

Baol ha detto...

@ Francesco: Non so se sia dovuto all'approccio laico ma lo trovo un buon pregio (anche se non so se lo accetterei, se me lo offrissero)

@ Luna tica: Sempre detto che sono un peccatore...

@ Ernest: Sì, hai ragione amico mio, solo che, a volte, è proprio il conviverci, il problema...

@ S.: A me si ripropone, ciclico, a volte con ciclicità più ampia, a volte più stretta. Spero ti passi.

@ amanda: Siamo simili, sì...

@ dtdc: Sì, scrivere è un sacco di cose e, sì, credo di essere diretto alla pazzia ;)

Baol ha detto...

@ io.: Ecco, io non riesco a fare nemmeno la prima parte...

@ zefirina: So bene e confido anche nelle retromarce ;)

@ franco battaglia: Il fatto è che so già che quando mi allontano così becco sempre il cumulo di barattoli vuoti che cadono e fanno un casino terribile.

@ pesa: "W W Sant'Eusebio protettore dell'anima miaaaaaaaa" :D

@ E.: Mi prendo l'abbraccio chè fa sempre bene, grazie :)

@ lara m: Forse si soffre meno, forse ci sono persone che riescono a farlo perchè hanno sofferto troppo...non so, io non ce la faccio...

Baol ha detto...

@ mr.Hyde: Sì, l'involucro si stringe ma a me questa cosa non va :(

@ silvia: Se la prossima volta ti va, cucina...al massimo poi spedisci ;)
Un abbraccio a te

@ Carolina G.: Ma è proprio quello, il senso, beati quelli che riescono a chiudere la porta ma, sorry, io no :(

@ metiu: Amico mio, probabilmente io ho la memoria troppo grande, troppo; oppure ci sono persone che lo spazio nella memoria devono occuparlo sempre.
Ma come cazz fai a sapere che ho un post pronto?!?! (anche perchè non è vero)

@ Caty: Io temo sempre di chiudermici le dita, nella porta...

@ stefania: Sullo scrivere sono perfettamente d'accordo, sul chiudere...beh...le volte che l'ho fatto era solo un'illusione, troppa memoria... ;)

Rabb-it ha detto...

Dipende.
A volte si chiude la porta e si aspetta che qualcuno bussi, poi siccome nessuno lo fa ti dici che hai fatto bene a chiuderla.

E ti guardi bene dal riaprirla.

A volte bussi tu e senti la chiave che gira, no... non aprono... stanno danno una mandata in più per sicurezza!

E poi... ci sono quelli che sono lì davanti alla porta aperta e aspettano l'invito in carta bollata per entrare.
Qualcuno apre una finestra fa corrente e la porta sbatte sul loro naso.

Uhm... quasi quasi era da farci un post.
O anche no. ;-)

ale ha detto...

le porte non si chiudono mai completamente. io non credo sia possibile. Rimane sempre uno spiraglio...
la penso così.

Abbraccio! Ale

skip ha detto...

Azzardo un cambio di prospettiva con questo brano tratto dal' "l'eleganza del riccio"
“…ero rimasta affascinata dallo spazio vitale giapponese e dalle porte scorrevoli che rifiutano di fendere lo spazio in due e scivolano dolcemente su guide invisibili.

Giacchè quando noi apriamo una porta, trasformiamo gli ambienti in modo davvero meschino. Offendiamo la loro piena estensione e a forza di proporzioni sbagliate vi introduciamo un’incauta breccia…” A riguardo di una porta aperta “ nella stanza dove si trova, introduce una sorta di rottura… che spezza l’unità dello spazio. Nella stanza contigua provoca una depressione, una ferita aperta e tuttavia stupìda, sperduta su un pezzo di muro che avrebbe preferito essere integro. In entrambi i casi turba i volumi, offrendo in cambio soltanto la libertà di circolare, la quale peraltro si può garantire in molti altri modi. La porta scorrevole, invece evita gli ostacoli e glorifica lo spazio. Senza modificarne l’equilibrio, ne permette la metamorfosi. Quando si apre, due luoghi comunicano senza offendersi. Quando si chiude, ripristina l’integrità di ognuno di essi. Divisione e riunione avvengono senza ingerenze. Lì la vita è una calma passeggiata, mentre da noi è simile a una lunga serie di violazioni.”

Troverai il tuo equilibrio, affacciandoti attraverso la porta scorrevole dei ricordi, senza ingerenze, né traumi, né rimpianti... Ci vuol tempo e la scrittura può aiutare. Ciao,Baol.

Baol ha detto...

@ Rabb-it: Secondo me il post ci stava tutto ;)

@ ale: Anche io la penso così, per me è così, alla fine...

@ skip: Alla fine sono comunque porte, no? Ed anche se lasciano integri gli spazi, una volta aperte creano una commistione di mondi :)

Rabb-it ha detto...

Un giorno forse.
Magari se sento suonare il campanello.

Ora per essere sicura di non sentirlo mi infilo le cuffie. :-P

Baol ha detto...

@ Rabb-it: E se poi è il postino???

Gata da Plar - Mony ha detto...

a voglia se capita... di essere apatici, di lasciare che le cose accadano (o non accadano) per pura pigrizia... ne sono affetta da mesi...
spero che passi prima o poi... ma anche questo sperare che passi senza far nulla perchè passi è noia e apatia...
bleah... non è da me, ma va così...
scusa se ti ho annoiato... XP

Baol ha detto...

@ Gata: Spero che ti passi presto e, no, non mi hai annoiato ;)