24 aprile 2014

Clichè

E niente, è che giusto poco fa, prima di entrare in ufficio, pensavo che, a volte, soffriamo di omologazione; ci convinciamo che sia nostro dovere seguire un copione senza sapere nemmeno bene quale sceneggiatore l'ha scritto. Sì, insomma, magari lo ha scritto un premio Oscar e allora, via, potrebbe essere un ottimo copione, che tu sia protagonista, coprotagonista, antagonista, comprimario o comparsa; ma metti che lo ha scritto uno "scalzacani"? Con tutto il rispetto per i cani, si intende. Metti che questo sceneggiatore sia del tutto privo di fantasia, che non conosca nemmeno le regole base del racconto? Eppure spesso ci convinciamo che una cosa debba andare in un determinato modo perchè è quello che ci si aspetta da noi, come se davvero noi avessimo un ruolo, come se dovessimo rispettare un clichè. Ci convinciamo che la cosa migliore è seguire delle "regole sociali", come il non poggiare i gomiti sul tavolo quando si mangia, come il non rispondere quando non si dovrebbe. Ci facciamo indirizzare la vita da una specie di Monsignor Della Casa che è dentro di noi perchè ci siamo convinti non tanto che sia la cosa giusta per noi quanto quella più confacente ad un Regolamento non scritto. Vorremmo essre sbracati ma rimaniamo compunti, vorremmo essere solitari ma dobbiamo socializzare, e via così alla ricerca di cosa poi? Com'è che la chiamano? Felicità? Tranquillità? Equilibrio? Ma rispetto a cosa? Continuiamo a dire che una cosa ci fa felice perchè abbiamo visto che fa felice qualcun altro e allora pensiamo che debba essere così anche per noi e via a dire sì o dire no sulla base di un preconcetto; e via a sopportare palate di merda perchè, quantomeno, riusciamo ad essere vicini ad un obiettivo. Non è nemmeno più una questione di essere ed apparire, quanto una questione di ricalco; mi viene in mente una cosa che, da piccolo, facevo spesso: prendevo la carta velina e l'appoggiavo su un disegno che mi piaceva molto e poi, con la matita, ne ricalcavo i bordi, poi alzavo la velina e la guardavo controluce, alla fine il disegno poteva essermi venuto meravigliosamente ma non raggiungeva mai l'originale, anche se gli somigliava tantissimo. Ecco, per quanto in molte cose della vita faccia comodo, a me non piace essere carta velina, preferisco essere disegnato fuori dai bordi.

22 commenti:

dtdc ha detto...

il "bello" è che spessissimo conosciamo bene chi scrive la sceneggiatura...
ciao

Mareva ha detto...

Ci penso spesso anche io. A quello che ci si aspetta da me in quanto figlia, donna, fidanzata ed appartenente alla società occidentale. Alcuni tratti sono talmente parte di me da non sentirli come scritti da un altro mentre altri mi stanno così stretti che ho sempre fatto di tutto per deviarne il percorso. Stupendo le persone. Facendole arrabbiare. Perdendone anche. Ma guadagnando una parte di me.

diversamenteintelligente ha detto...

Riconosco i pensieri di chi sta mettendo in discussione moltissime cose nella sua vita, o sbaglio?

franco battaglia ha detto...

Troppo spesso se usciamo dal bordo ce la fanno ingoiare la matita.. non c'hai fatto caso? ;)

Rabb-it ha detto...

E... niente.
Leggerti è sempre un piacere, anche quando passi a prendere il numeretto per la fila a broccolino.

Francesco ha detto...

uhm, a me piace essere uno ed il suo contrario....

amanda ha detto...

una "sbracata" quando ce vole ce vo'!

Maura ha detto...

Sottoscrivo in pieno quanto ho letto, dovremmo ricordarci che ogni essere è UNICO, per quanti miliardi di persone esistano sulla faccia della terra...
Ogni persona è regista ed interprete della propria vita, anche se nella nostra umana fragilità siamo spesso preda della suggestione.
Buona festa della liberazione!

Caty ha detto...

....:-) ci vorrebbero tutte le pagine dell'enciclopedia per rispondere sull'argomento :::.....

stefania ha detto...

Monsignor Della Casa, in segreto, era un gran cafone: l'hanno visto scaccolarsi in carrozza ;)

Zion ha detto...

mi sono sentita molto spesso anche io così, ma ho trovato il mio antidoto personale: pormi nuovi obbiettivi ogni volta, concreti e a medio termine, per aggiustare le vele lungo il viaggio e non perdermi anche se sto interpretando il ruolo che ci si aspetta da me.
Non siamo marionette, se sappiamo dove stiamo andando (e abbiamo scelto noi dove vogliamo andare).

Lisa ha detto...

Post con risentimento ma che fa riflettere! In genere non ho l'impressione di scegliere di fare quello che ci si aspetta da me, ma ci penserò su! Grazie per avermi donato una nuova pippa mentale :P

Cristina ha detto...

Eri un genio fin da bambino e nessuno lo sapeva!
Post bellissimo!

Miss Artemisia ha detto...

Ciao, a dispetto del nickname sono Artemisia1984 dei blog In my dreams e Oggi cosa cucino?. Spero tu abbia trascorso una serena Pasqua, io ahimè subito dopo Pasqua ho subito la violazione dell'account di posta da parte di un hacker, che mi ha chiuso l'account dopo aver inviato email a mio nome a tutti i miei contatti, email che probabilmente avrai ricevuto anche tu. Insieme all'account sono stati cancellati anche i miei blog. Ora, dato che possedevo delle copie di backup sono riuscita a recuperare i post e caricarli su un nuovo blog, ma essendo l'indirizzo cambiato praticamente per gli amici blogger che mi seguivano sono scomparsa.... Vorrei chiederti la cortesia, innanzitutto di riaggiungerti ai miei followers e se puoi di pubblicare un avviso sul tuo blog (nella speranza di avere lettori in comune) che spieghi la mia situazione e comunichi i miei nuovi indirizzi di blog che ti riporto qui :

http://inmydreamsartemisia1984.blogspot.it/

http://oggicosacucinoartemisia1984.blogspot.it/

Grazie,

Artemisia1984 da oggi Miss Artemisia!

Ernest ha detto...

Fuori dai bordi o dentro la cosa importante è che la scelta fatta sia originale e non conformista, una decisione nostra e non dettata da altri per far piacere altri.
buona liberazione amico

Baol ha detto...

@ dtdc: Già, hai perfettamente ragione...

@ Mareva: Alla fine, comportandoti come hai fatto tu, il bilancio è positivo, no? :)

@ diversamenteintelligente: Mah, io 'sta cosa di mettere in discussione me stesso e criticarmi lo faccio da tanto tempo, a volte cerco semplicemente di portare il mio punto di vista anche a gli altri :)

@ franco battaglia: Assolutamente vero...ma questo è proprio il segno che vogliono tarparci le ali :)

@ Rabb-it: Che vuole, signora mia, quando si fa la fila bisogna chiacchierare per passare il tempo ;)

Baol ha detto...

@ Francesco: A me piace anche essere "uno, nessuno e centomila" se è per questo ;)

@ amanda: La penso esattamente come te ;)

@ Maura: Ecco e la cosa peggiore è che, spesso, c'è chi approfitta di quella fragilità...

@ Caty: Ma anche tre puntini, a volte, dicono molto...

@ stefania: Questa cosa l'ho sentita anche io, che zozzone!

Baol ha detto...

@ Zion: Mi piace molto questo tuo approccio, io cercavo di far arrivare il mio a chi mi legge :)

@ Lisa: Hahahahaha ma, sai, alla fine il risentimento è sempre collegato a cose importanti della nostra vita, no?

@ Cristina: Vero, spesso cercavo di infilarmi nelle lampade! ;)
Grazie!!

@ Miss Artemisia: Ciao! Sì, ho ricevuto la mail ed era uguale alla mail ricevuta da un altro contatto che ha subito la stessa sfortunata sorte. Adesso ti metto nella blogroll come "Miss Artemisia ex Artemisia1984" così da essere chiaro ;)

@ Ernest: Sapevo che avresti colto perfettamente quello che intendevo!

la volpe ha detto...

Avere dei tratti comuni con altri ha anche una sua valenza positiva, il cosiddetto senso di appartenenza che ci fa riconoscere in mezzo a tanti altri... Non sono i modi o i costumi simili a imprigionarci ma solo omologare le idee... Se il tuo pensiero rimane libero, tu sarai sempre un essere unico.
baci

Baol ha detto...

@ la volpe: Il tuo discorso è giustissimo Ilaria, il mio voleva essere un invito non tanto a non seguire il "senso di appartenenza" quanto al capire le cose che realmente fanno per noi, a seguirle, anche se non sono quello che il "senso normale" ritiene giuste ;)

Gata da Plar - Mony ha detto...

condivido in pieno il tuo post...

Baol ha detto...

@ Gata: Grazie :)