09 novembre 2012

Malessereumano

Qualche giorno fa mi sono interrogato sulla natura dell'essere umano, probabilmente aver terminato un libro di Roth mi ha un po' predisposto a questa cosa ma, tant'è, mi è venuto in mente che l'essere umano è l'esatta rappresentazione della relatività, che può essere tranquillamente spiegata con una battuta che ho letto tempo fa su un libro: "La lunghezza di un minuto dipende dal lato della porta del bagno da cui ci si trova". Per quanto ci sforziamo di essere oggettivi non ce la faremo mai ad esserlo totalmente; ci viene naturale avere la lancetta del nostro credere orientata nel verso a noi più consono. Tanto per fare un esempio, se c'è qualcosa in cui crediamo, che ci è affine, siamo propensi a credere anche alla singola voce fuori dal coro e non alle mille che la smentiscono, di solito, in quel caso, le mille voci sono "una lobby", "una congiura", "una comunità chiusa", siamo propensi a credere alla più classica delle "voci da bar" senza nemmeno andare a constatare se la cosa è vera o falsa; ci sforziamo, studiamo, ci informiamo ma, dentro, saremo sempre più propensi verso le nostre convinzioni che verso quelle contrarie, non c'è nulla di male, è nell'essere umano, è naturale. La differenza, al massimo, sta nella gradazione; per fortuna non siamo tutti uguali, fa parte della bellezza della vita, la varietà, e questa varietà differenzia chi si pone dei dubbi e chi invece accetta le cose come verità apodittiche. A me 'sta cosa, tutto sommato, non mi dispiace; certo, preferirei che si analizzasse un po' di più quello che abbiamo di fronte ma capisco quando non ci riusciamo, se lo scrivo è perchè tante volte mi sono accusato, ex post, di non obiettività e discernimento. Fatto sta che, secondo me, la civiltà di un discussione è direttamente proporzionale alla voglia che ha l'interlocutore di convenire con noi qualcosa e inversamente proporzionale a quanto sentiamo nostro l'argomento della discussione; praticamente un'equazione. Vale anche per le persone eh, anzi, soprattutto per le persone; se una affermazione proviene da qualcuno con cui ci sentiamo affini, per cui proviamo simpatia, che sappiamo la pensa come noi, che ammiriamo, siamo più propensi ad accettarla, se non proprio a condividerla, ci viene quasi inconsciamente un moto di affinità. Mettiamo che una persona che sta ai nostri antipodi, un soggetto che ci sta antipatico, affermi: "Io sono il migliore e quelli che non lo hanno capito sbagliano", la prima cosa che pensiamo, forse l'unica, è: "Che persona presuntuosa". Se a fare una affermazione che abbia, bene o male, lo stesso senso della precedente viene fatta da una persona a noi affine, un sodale, qualcuno che, per un qualsiasi motivo, stimiamo, allora saremo meno categorici, ci penseremo su, magari saremo anche d'accordo e se qualcuno ci farà notare che, forse, in tale affermazione c'è un po' di presunzione magari risponderemo "E' una persona limpida, non è un ipocrita, dice le cose in cui crede"; quasi automaticamente saremo portati a giustificare la cosa sottolineando come non abbia un altro difetto, anche se sappiamo che presunzione e ipocrisia non sono comportamenti in antitesi. Vale per le affermazioni come per i comportamenti e come tutte le cose che riguardano l'essere umano, come ho detto prima, va anche in gradazioni, varia da persona a persona (e meno male), ci sono gli estremi che portano l'apprezzamento ai livelli della piaggeria e ci sono, la maggioranza, quelli che cercano l'oggettività ma, per la stessa natura umana, sono portati a preferire la parte verso cui pende la propria bilancia. Non credo che ci sia nulla di male in tutto ciò, semplicemente, magari, saperlo mi può aiutare nel tentativo, a volte da parte mia poco riuscito, di essere un po' meno partigiano; a pensare qualche attimo in più prima di dire "Ha torto" o "Ha ragione", "Ha fatto bene" o "Ha fatto male", ad applaudire qualcuno o a fischiarlo.

52 commenti:

Debora ha detto...

In alcuni passi del tuo post ho riletto la saggezza di Gandalf, credo che tu sappia chi sia..
Il tuo ragionamento non fa una grinza, di mio posso dire che essendo una persona molto istintiva traggo spesso, forse troppo, delle conclusioni affrettate, che poi, a volte si rivelano esatte, e a volte invece devo ricredermi e rimangiarmi il boccone appena sentenziato..
Ma hai detto bene tu, fa tutto parte delle sfumature che, per fortuna, esistono, ed esistono per mitigare le persone come me che per istinto credono che sia tutto bianco o tutto nero..
Per fortuna in mezzo ci sono tante sfumature di grigio (non solo 50 come qualche pseudo scrittore ha scritto ultimamente), e sono quelle sfumature che rendono variegato il mondo e che ci permettono sia di trovare le persone affini a noi, che anche, purtroppo, prendere degli abbagli madornali con persone che prima si dimostrano aiche salvo poi usarti e tirarti nel cestino quando non gli servi più, o quando ritengono che tu non sia abbastanza in per loro...
Ipocrisia e presunzione, secondo me vanno a braccetto (si scrive così?) con egocentrismo.. E di egocentrici purtroppo ne è pieno il mondo, sia esso reale che virtuale.. Ma ci sono anche loro, e se si impara a gestirli, o ignorarli, alla fine va bene anche così, no?
Bel post, "mio saggio amico".. Gandalf docet..

mr.Hyde ha detto...

Sono d’accordo su quello dici, specie riguardo alla civiltà della discussione, proporzionale al grado di coinvolgimento sul tema ed alla buona predisposizione o all’antipatia verso l’interlocutore. Ed ovviamente al carattere di ognuno che determina reazioni diverse. Dopo avere letto queste sensate considerazioni, ho pensato alle discussioni alle quali assisto sui vari palinsesti, durante i quali gli intervenuti si parlano l’uno sopra l’altro, magari urlando e soprattutto, quando c’è qualcuno che sta esprimendo un pensiero compiuto il conduttore/moderatore taglia corto…
Insomma non parlano per esprimere concetti, ma per impedire agli altri di farlo!!
Sicchè ti passa la voglia anche di stare a sentire..

Ady ha detto...

...un libro di roth lascia il segno, anzi ogni libro che amiamo lascia il segno, nel modo in cui pensiamo in cui scriviamo....la frase che hai citato è molto efficace "La lunghezza di un minuto dipende dal lato della porta del bagno da cui ci si trova", ed è certo vero che siamo esseri viziati da pensieri precostituiti, ma credo che bisogna sforzarsi semper di essere obbiettivi, e ti assicuro che io lo faccio..sarò stata obiettiva?
baci ady

chaillrun ha detto...

si bhé una persona è presuntuosa quando sono le altre persone a tacciarla, creando un circolo vizioso , stile cane-morde-coda.

una persona cara cara a me, che in un mio periodo di tanti anni fa, non equamente retto, un po' variegato, un cis ribelle (oh baol ricordati che sono l'egocentrismo dinamico)mi disse "puoi essere come un cane legato alla catena: avvicinabile ma non troppo... ma se permetti di sciogliere la catena.." (c'entra na mazza lo so, ma ho parlato di cane prima e m'è venuto di scriverlo)
buon we :)

nonno enio ha detto...

ogni uomo e solo su questa terra trafitto da un raggio di sole (non riscaldato, trafitto...)

silvia ha detto...

la storia della porta del bagno non l'ho tanto capita, ma mi piacerebbe sapere quale libro di Roth ti ha stimolato questo post filo-psico-socio-e quant'altro- logico ...
butto lì, d'istinto: la macchia umana?

albafucens ha detto...

un post molto bello e nobile... e belle considerazioni,

è vero, per fortuna non siamo tutti uguali, anche perché se le similitudini ci avvicinano, le diversità dovrebbero altresì incuriosirci, arricchirci, consentirci di vedere e magari apprezzare tante altre sfaccettature...

le gradazioni... sono quelle che fanno la differenza, forse quello che a volte viene a mancare, è la capacità, ad andare oltre, ascoltare, concedere e concedersi altre possibilità, prima di fare delle considerazioni, anche perché non sempre, ma a volte, forse, l'ipocrisia e la presunzione, sono sinonimo in realtà di insicurezza, e non di superiorità.

Mrs Quentin Tarantella ha detto...

e si, adesso sparaci il Roth-titolo però...Pastorale Americana?!

skip ha detto...

Mi hai fatto venire in mente un vecchio post e l’immagine della porta scorrevole che, a mio parere, può rendere l’idea dell’equilibrata apertura verso le varie forme di diversità o divergenza.


"Giacche', quando noi apriamo una porta, trasformiamo gli ambienti in modo davvero meschino. Offendiamo la loro piena estensione e a forza di proporzioni sbagliate vi introduciamo un'incauta breccia. A pensarci bene, non c’ è niente di più brutto di una porta aperta. Nella stanza dove si trova, introduce una sorta di rottura che spezza l'unità dello spazio. Nella stanza contigua provoca una depressione, una ferita aperta e tuttavia stupida, sperduta su un pezzo di muro che avrebbe preferito essere integro. In entrambi i casi turba i volumi, offrendo in cambio soltanto la libertà di circolare, la quale peraltro si può garantire in molti altri modi. La porta scorrevole , invece, evita gli ostacoli e glorifica lo spazio. Senza modificare l'equilibrio, ne permette la metamorfosi. Quando si apre, due luoghi comunicano senza offendersi. Quando si chiude, ripristina l'integrità di ognuno di essi. Divisione e riunione avvengono senza ingerenze. Lì la vita è una calma passeggiata, mentre da noi è simile ad una lunga serie di violazioni." ( da "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery)

Pier(ef)fect ha detto...

il post è molto interessante e veritiero... non esiste l'oggettività nella natura umana, che essendo fatta in buona parte di sentimenti, si lascia trasportare da questi.
personalmente ho sempre un occhio critico su tutto, Pirandello mi ha insegnato a non guardare solo dalla mia ottica, quindi cerco di smontare la soggettività per essere quanto più oggettivo possibile. Ci riesco?! boh, so solo che detesto chi si chiude nella propria convinzione perchè porta a farmi chiudere a mia volta...

MarKino ha detto...

ma se ora dico che sono d'accordo, pensi che lo faccia perché siamo amici?

Ele ha detto...

Ah..ma allora Roth fa di questi effetti...meno male (ho appena letto un suo libro):-) Oggettivi,no,mai.Non possiamo,non è nella natura umana esserlo.Siamo fatti di sentimenti,di emozioni e di esperienze pregresse.Impastati,quindi,di preconcetti e pregiudizi.Ed esseri che vanno come i cani (chiedo scusa a chi li ha già citati) " a naso". Se qualcuno ci piace,qualsiasi cosa dirà,in linea di massima, la leggeremo con indulgente positività.Ma non è detto.Molto dipende dal nostro bagaglio di esperienze e molto dipende da quel che sentiamo,da cosa dice.M'è capitato,molto più raramente ma m'è capitato,di dover ammettere che una persona antipatica e ormai "bollata" da me, avesse detto qualcosa di giusto,forte,ma giusto,corretto,limpido,schietto,duro ma giusto.E per quanto mi desse fastidio ammetterlo, non potevo non farlo. Però sì, tutto è relativo...d'altronde..non siam robot..

Francesca Garrisi ha detto...

infatti quando mi capita - ultimamente con una frequenza un po' inquietante - che GGGente che arroterei serenamente con la macchina più o meno consapevolmente mi porti a riflettere su parti di me poco simpatiche, ammetto che mi girano un po' le ovaie, ecco :)

Anna Maria ha detto...

Qualcosa mi dice che questo è un post ineccepibile e che Wow non ti basta. Te l'ho detto. Buona serata!

Mauro ha detto...

Credo di essere abbastanza d'accordo con qunto scrivi, anche se non condivido quando dici che la civiltà di una discussione è relativa al consenso tra chi parla. Di mio penso che la civiltà sia relativa alla volontà di ascoltare e capire l'interlocutore, le sue posizioni e la diversità dlle sue posizioni. In generale la mia esperienza per ora mi ha portato a non fidarmi della ricerca dell'oggettività. Gli storici che più ammiro sono quelli che hanno provato a contestualizzare il fatto storico, rendendo persino la storia una disciplina che interpreta la realtà più che ricostruirla. La coscienza della relatività è una grande ricchezza umana, anche se portata all'estremo capisco che potrebbe minacciare l'ordine sociale.
Bellissima la frase sulla lunghezza del minuto:)

Adriano Maini ha detto...

Non é facile essere oggettivi, ma credo vada tentato sempre e in ogni caso!

Silvia... ha detto...

... spesso contano i modi e le maniere, più spesso la fretta d'incasellare le persone per semplificarci vita e pensiero ... io seguo la via lenta : quella del " perchè " ... :)

Alessandra ha detto...

la relatività (o meglio, il relativismo) è quello che ci permette di vivere in una "società aperta", come diceva un famoso filosofo. finché dura, penso che sia questa la nostra salvezza. ciao baol :-)

Marica Bersan ha detto...

Io sono convinta che il "non dare mai nulla per scontato" aiuti a vedere le cose più obiettivamente un po' in tutti i campi.

Caty ha detto...

Per fortuna siamo umani e la nostra imperfezione ci rende ancora più affascinanti :-)

Baol ha detto...

@ Debora: Dici che devo farmi chiamare "Baol il grigio"? :D
Mi piace la tua analisi, gli amici, si sa, ogni tanto danno delle grosse fregature ma non invito a non credere nell'amicizia, la mia era solo una analisi sul nostro modo di reagire alle cose, sul tendere a perdonare gli affini ed essere più duri nei confronti di chi non ci è affine; ti è mai capitato?

@ mr.Hyde: Ah, beh, amico mio, non avevo nemmeno pensato ai talk show o alle tribune politiche, non le guardo, credo siano sterili e servano solo ad inasprire gli animi; facevo solo un'analisi, nel mio piccolo, di quello che vedo intorno a me, anche nel mondo virtuale.

@ Ady: Già il fatto di sforzarsi è un gesto ottimo ed intelligente, come ho anche scritto, non saremo mai perfetti ma almeno ci tentiamo, no?
Mi è piaciuta molto la frase che hai scritto sui libri in genere.

@ chaillrun: Io credo ci dovrebbe essere un po' di raziocinio nel riconoscere quando anche uno che apprezziamo si tende un attimo verso la presunzione :)

Baol ha detto...

@ nonno enio: Ed è subito sera? :)

@ Silvia: Beh, se sei già in bagno e qualcuno bussa tu rispondi, magari, "un minuto" perché per te è solo un minuto ma se stai dall'altra parte e sei tu a bussare e non ce la fai più, sei quasi in ginocchio, beh, per te è addirittura un minuto. :D
Il libro è "Il teatro di Sabbath"

@ albafucens: Ecco, a volte ci manca la capacità ascoltare ma, soprattutto, di analizzare gli altri.
Vero che, molto spesso, presunzione e ipocrisia sono sintomi di insicurezza ma, credimi, a volte c'è gente davvero convinta e gente ancora più convinta che li incensa.

@ Mrs QT: No no, "Il teatro di Sabbath" :)

Baol ha detto...

@ skip: Finirà che lo leggerò quel libro :)

@ Pier(ef)fect: Grazie per il tuo commento praticamente perfetto a cui non ho davvero altro da aggiungere :)

@ MarKino: Sono orgoglioso dell'amicizia ma so che se non fossi d'accordo me lo diresti tranquillamente :)

@ Ele: Anche il tuo commento rappresenta molto quanto ho scritto e concordo sul fatto che ci sono casi in cui ammettiamo lo sbaglio ma non sempre e non tutti lo fanno, la ricerca (magari inutile) dell'oggettività non tutti la praticano. Se è per questo ci sono anche quelli che fingono di praticarla e si vestono di superiorità per questo.
Ma che libro hai letto?

Baol ha detto...

@ Franceca Garrisi: Non sai quanti ne arroterei io, sta tranquilla...

@ Anna Maria: Hai fatto bene a dirlo, grazie! :)

@ Mauro: In fondo, quello che dici è un po' quello che ho detto io: metti che una persona che la pensa diversamente da te non ha realmente intenzione di ascoltarti ma sta lì solo e semplicemente per perorare un suo punto di vista (giusto o sbagliato che sia), cosa pensi avverrà alla discussione?

@ Adriano Maini: Sacrosante parole Adriano ma, spesso, non ce ne accorgiamo nemmeno di questa benevolenza in cui perdoniamo, ad alcuni, anche la presunzione.

Baol ha detto...

@ Silvia...: E' un ottima via quella del "perchè?", solo che, a volte, certi meccanismi sono quasi automatici. :)

@ Alessandra: Certo ma la ricerca dell'oggettività è quello che ci porta avanti sul serio, ci fa fare un passo avanti :)

@ Marica Bersan: Perfettamente d'accordo con te, solo che quella è una pratica che si applica a se stessi in relazione a gli altri e al mondo ma l'automatismo delle preferenze, a volte, è proprio inconscio :)

@ Caty: Sicuramente ma sarebbe più gradevole mettere un po' di senso critico anche riguardo alle affermazioni di chi ci piace ;)

Silvia - Magnolia Wedding Planner ha detto...

anche tu però che ti metti a leggere Roth! :D
hai ragione comunque..(vedi come si fa presto a dare ragione?)
Non è facile giudicare, soprattutto quando non si conosce da che lato della porta del bagno siamo

Ci sono vissuta nel mezzo per molto a tutto questo ragionamento e tutt'ora trovo difficile far capire il messaggio anche ad altri. Bah

Silvia

Melinda ha detto...

Post profondo e condivisibile...a volte la chiusura mentale dell'essere umano mi fa paura...

chaillrun ha detto...

ho sentito l'oste della tavola calda in fondo all'angolo a destra: hanno finito il raziocinio da un bel po'.

Baol ha detto...

@ Silvia: Ma qual'è il lato giusto della porta del bagno?

@ Melinda: A me fa anche incazzare, a volte.

@ chaillrun: Con la partita iva vado dal grossista ad acquistarlo.

Debora ha detto...

Baol il grigio... Si, può andare, anche se mi sembri già pronto per essere Baol il bianco....
Si, certo che mi è capitato, mi capita anche che ci siano affini che per un motivo o per un altro passìno dall'altra parte della barricata, ed è qui che il mio senso di amicizia si sente enormemente ferito.... Come quando tu hai un gioco preferito, ma non appena ne arriva uno nuovo, quello vecchio finisce nel dimenticatoio, mentre quello nuovo è il preferito...
Poi va da sé, quando un torto, grande o piccolo che sia, uno screzio, una mancanza, ma anche solo una turbativa viene da un'affine, è chiaro, si tende a minimizzare, quasi a giustificare e poi a perdonare... Diverso se arriva da chi è già o è passato dall'altra parte della barricata: non c'è giustificazione che tenga, e la durezza della reazione va in base alla gravità del gesto compiuto...
Leggevo ieri nel blog di una ragazza che ha una bimba di tre anni, che fino a poco tempo fa, la bimba non riusciva a concepire come qualcuno potesse essere cattivo, la cattiveria non rientrava nei suoi canoni, beh, certo a tre anni c'è ancora un universo di cose da imparare, ma mi ha lasciata pensierosa, questa cosa, perché vuol dire che non è insita in noi, è una cosa che si sviluppa e cresce e si impadronisce di noi col tempo. Si può diventare cattivi per mille milioni di motivi, forse anche come autodifesa verso qualcosa che ci è mancato o ci è stato negato, ma credo che bisognerebbe imparare a dominarla e a non farne la nostra padrona, o mezzo risolutivo di tutto.
Poi va bene, l'amicizia è un sentimento grande e vasto come l'amore, ci si può e deve aspettare di tutto, solo che fa male, molto male, specie quando si sa di non meritare certi comportamenti e invece sistematicamente se ne è vittima...
Ma non per questo bisogna smettere di crederci o pensare che alla fine non esista: gli amici veri, come il vero amore, arrivano inaspettati, e non necessariamente sono quelli che hai frequentato per 15 anni, possono anche arrivare all'improvviso: te ne accorgi perché l'affinità è forte e il bisogno di condivisione è come un mantra... Ed è così, il cerchio si chiude, a loro si perdona tutto, e si diventa duri con tutti quelli che sono dall'altra parte, e che minano noi, o loro....

Stefania ha detto...

mi fai sempre riflettere...

chaillrun ha detto...

ma perché? guarda che troppo raziocinio uccide la follia

Ettore ha detto...

Non fa una piega, Baol. Sei un uomo da sposare.
Non farlo.

Jeannette E. Spaghetti ha detto...

Meow.

metiu (casalingo disperato) ha detto...

per il post 501 hai scavato in profondità, mon amì. io vivo di gradazioni e a volte vorrei essere un po' più tranchant, pensa te.
molto bello "il teatro di sabbath".
a presto

Ele ha detto...

Cercare l'oggettività è un errore che commettiamo tutti..Smetti quando comprendi che è praticamente impossibile.Il libro? "Il professore di desiderio".Devo leggere anche "il teatro di Sabbath":-)

Silvia Pareschi ha detto...

Non si può mica ascoltare tutti, è proprio una questione di tempo. Bisogna solo decidere che tipo di selezione si vuole fare. Io personalmente elimino tutti quelli che non hanno senso dell'umorismo.

Patalice ha detto...

non per banalizzare, ma... bel post!
ciò detto, io sono un essere la cui ragione prevale sull'impulsività del sentimento... inutile aggiungere che questa cosa mi fotte quando sono in circolo le "cose che non posso decidere"...

Baol ha detto...

@ Debora: Ci sono alcuni miei capelli e peli della barba che sono d'accordo con te su Baol il bianco O___o

@ Stefania: Ne sono contento perché è una cosa buona.

@ chaillrun: La mia follia è viva e vegeta, non preoccuparti ;)

@ Ettore: Arrivi tardi Ettore, arrivi tardi...

Baol ha detto...

@ Jeannette: Woof :)

@ metiu: Beh, questo mio punto di vista mi sa che era trapelato anche davanti alla nostra pizza, a Milano ;)

@ Ele: Non credo che cercare l'oggettività sia sbaglito, sono convinto che, in molte cose della vita, sia sacrosanto e sia nostro dovere cercare di avvicinarsi il più possibile. Poi ci sono altre cose invece in cui è sconsigliata

@ Silvia Pareschi: Questa del senso dell'umorismo è una scelta che condivido :)

@ Patalice: Le cose che non si possono decidere, alla fine, ci fottono sempre :-/

Debora ha detto...

E' segno di saggezza e maturità.. anche mio marito sta entrando nella fase della saggezza..
Vintage è bello!!

Granduca di Moletania ha detto...

Cucù. Bubusettete.

Ho letto attentamente il tuo post. Non ho capito niente, ma sono d'accordo con te a prescindere, perchè ti considero affine. :))

Non è vero, scherzo. Sono fondamentalmente d'accordo con te, anche se ormai l'esperienza mi ha porta fortunatamente a valutare molto più approfonditamente le persone che mi trovo di fronte.
Sia nella vita quotidiana che in quella professionale.

La lunghezza di un minuto non dipende esclusivamente dal lato della porta del bagno da cui ci si trova, ma anche dalla distanza che intercorrere tra te e il bagno, quando proprio ti scappa forte forte. In quel caso un minuto potrebbe essere lunghissimo.

Ciao affine. Ti abbraccio.

Mrs Quentin Tarantella ha detto...

A dirla tutta avevo pensato anche a Il teatro di Sabbath...è stato tale l'impatto di questo libro dentro di me che manco se Hulk l'avesse lanciato con tutta la sua forza sulla cristalleria che sta dalle parti del mio cuore...Tu però ti sei soffermato su altre riflessioni che hanno fatto pendere la bilancia su Pastorale Americana e su quello che appare ma non è o forse si perchè abbiamo voglia di vederlo in un certo modo...
Su Roth potremmo parlare ore Mimmuzzo, quando torni a Milano ;-)

Baol ha detto...

@ Debora: Anche io dico che sono più saggio (ma non è che lo dimostri poi molto :D )

@ Granduca: Che siamo affini s'era capito e, sì, anche io cerco di capire al meglio quelli che mi si parano davanti (anche nel lavoro...)

@ Mrs QT: Per ora, di Roth, ho letto solo quello ma mi par di capire che devo leggere almeno Pastorale Americana...quando vuoi chiacchieriamo :)

metiu (casalingo disperato) ha detto...

era trapelato sì!
alla prossima :)

Baol ha detto...

@ metiu: Speriamo presto! :)

zefirina ha detto...

"tendere a perdonare gli affini ed essere più duri nei confronti di chi non ci è affine", perdonando chi ci è affine probabilmente perdoniamo anche noi stessi

io in genere sono poco giudicante, probabilmente anche perchè non mi piace essere giudicata e tendo sempre ad esseree indulgente e a cercare di vedere il lato "buono" delle persone, certo è che a volte ultimamente mi riesce proprio difficile!

Baol ha detto...

@ zefirina: Va anche detto che, con alcuni, l'indulgenza è veramente uno spreco di energie...

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

Roth ha dichiarato alla stampa che ha smesso di scrivere, se ti interessa.
Il torto e la ragione, poi, non si possono dividere con un taglio netto. Manzoni l'ha detto. E neanche le persone, le opinioni, aggiungerei. Ciao!

Baol ha detto...

@ Il Ballo dei Flamenchi: Beh, visto che, per ora, ho letto solo quel libro di Roth, mi sa che posso godermelo ancora per un po' (sempre che decida di leggerlo ancora:) )

Infatti non ho mai parlato di taglio netto su torto, ragione, persone ed opinioni; ho solo detto che se immaginiamo una specie di bilancia meccanica, quella con l'ago che va a destra e sinistra, la freccia, per una affermazione simile tenderà verso il positivo se a dirla è una persona a noi più affine (o simpatica) e verso il negativo se, invece, è al nostro opposto (o antipatica).
Sono sempre stato convinto che non esistano solo bianco e nero ma, in mezzo, ci siano tantissime sfumature.
Ciao ;)

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

si si, infatti era per dare sostegno soprattutto all'ultima frase che hai scritto nel post. Mi è venuta in mente quella di Manzoni :)

Baol ha detto...

@ Il Ballo dei Flamenchi: Grazie! :)))