05 ottobre 2011

scripta manent

"Scrivi!" mi dico, "una frase, un rigo appena", parafrasando il titolo di un libro che non ho letto ma il cui titolo mi ha sempre fatto innamorare. Perché ci si innamora di un titolo e lo si gusta come una caramella, come il boccone di un pasto prelibato che hai sempre paura di finire, per quanto è buono. Mi incito a scrivere, mi farei violenza, se potessi, per tirare giù le frasi, per avere l'impalcatura del racconto, anche un fondale di cartapesta, una scenografia completa per il balletto; metterei le parole in tutù, quelle che finiscono con la "a", ed in tuta nera quella che finiscono con la "o"; perché le parole sono viziate ballerine, come etoile di prima grandezza hanno bisogno di un palco e se non glielo dai prima possibile iniziano ad entrare in sciopero, ad occupare il teatro che hai in testa ed allora mi dico "Scrivi!", perché il palco deve essere fatto di assi di legno buono ed il sipario di stoffa pesante e pensante; le quinte devono essere spaziose perché le parole ballano in frasi e non smettono quando il sipario è chiuso ma continuano dietro, e nel retropalco, e nel vicolo scuro dietro il teatro e poi sotto i lampioni, fino alla piazza. Allora cerco le assi giuste, un gioco di luci, un occhio di bue. Il resto del bue lo mangio arrosto perché ci vuole energia quando si scrive; le parole hanno la loro vita e delle regole, solo che le stanno sempre a cambiare, sono anarchiche e realiste, anche quando sognano. "Scrivi!", mi sobillo allora, perché le parole sono sovversive, dicono quello che pare a loro anche se credi che sia quello che vuoi sentire, e ti entrano tra le dita quando ti tappi le orecchie per evitarle; come un carbonaro scrivo in codice per dire qualcosa e in chiaro per non dire nulla, e faccio il viceversa ed il contrario. Mi punto una luce in faccia e dico "Scrivi!", come se dovessi confessare il reato che ha commesso un altro, ed io con lui, a fargli da palo; oppure la verità sulle bugie e le menzogne su tutto il resto. Faccio il poliziotto buono e quello cattivo, faccio il piantone, pure, e quello che dattiloscrive il verbale, errori grammaticali inclusi. Le frasi non è mica così facile stanarle, invidio chi scrive con dita veloci, senza aspettare il fiume. Io lo chiamo così, "il fiume", perché, per quanto mi ingegni a trovar scuse, se scrivo, di solito, mi arriva tutto insieme. Invidio chi scrive parole su parole, come se le mani fossero loro a decidere dove andare a parare, chi si inventa uno stile ed ha la forza di rimanere su quello; io non ce la faccio, ho troppi universi da far combaciare, troppi registri da far suonare, non mi va di rinunciare a qualcuno, sono figli miei, sono tutti uguali. "Scrivi!" mi faccio ronzare nelle orecchie come una mosca cavallina, affamata, nella canicola delle due del pomeriggio, ad agosto; perché le parole, spesso, sono un tarlo, un parassita buono della corteccia prefrontale, della materia bianca sotto la materia grigia, si cura solo sputandolo fuori come uno sbocco di tisi, un nevrotico cachinno; o un sorriso inarrestabile. E mi ricordo una vecchia canzone che parla di un mondo nel cuore senza parole per poterlo esprimere e mi dico che è così, che il mondo ha troppi colori e suoni e profumi che se li elenchi tutti non ce la fai, non bastano le parole e ti devi inventare un altro alfabeto, una grammatica personale; ti devi scavare sotto la pelle, perché le parole sono epidermiche, sono nei della carta, efelidi sulla pagina, lentiggini di pensiero. Mi guardo dentro gli occhi e cerco le parole, stringo i pugni sul bordo del lavandino e impongo allo specchio di scrivere una frase, un nastro di partenza di una storia, così da dipanare un rotolo di avventure; come il rotolo della pubblicità ché, spesso e volentieri, si leggono parole che sarebbero utili come quella carta lì, ed a volte parole che sono come ciò a cui quella carta lì, serve. Provo a prendere al mercato un gomitolo di vocaboli di seconda mano e farne un maglione di prima, una sciarpa per l'inverno, due guanti per evitare i geloni e scrivere ancora, un cappello per non far scappare le idee, qualcosa, una coperta per tutte le stagioni; prendo i ferri e conto i punti, ed anche le virgole e tutta l'altra punteggiatura. "Scrivi!", mi imploro, genuflesso a me stesso per intercessione, per la necessità di dare alle parole la collocazione nella nicchia di un'edicola votiva, dentro un'icona in corpo 12, nei chiaroscuri del Calibri. Rovisto e rimesto cumuli di macerie letterarie, dentro spunti lasciati andare, incipit platealmente rubati da rivendere al mercato nero, a collezionisti della parola dissociata da se stessa, quella che, a forza di ripeterla all'infinito, inizia a diventare un suono sordo, un bordo opaco. Come in uno slum di Nuova Delhi, caccio gabbiani affamati spinti fin nell'entroterra dei significati e lotto per un brandello di lemma trovato per caso, con un'ombra dagli occhi vuoti con una penna al collo pesante come un masso; perché scrivere è lottare, principalmente contro se stessi. "Scrivi!", mi impongo duramente, perché so bene che le parole inaridiscono, si spengono a stare ferme, piantate lì tra le pieghe di storie assurde, come motori che si sbiellano per la noia; le "o" si allargano negli sbadigli fino a diventare grossi ovali stretti, come gli zeri, le "T" abbassano le braccia ed iniziano a somigliare paurosamente alle "I" e ti ritrovi che vuoi scrivere "ITTITI", perché una parola strana ci sta bene, come un fiore arancione su una tovaglia bianca, e ti ritrovi che è diventata "IIIIII", codice a barre col prezzo del tuo cervello, in svendita al bancone dei formaggi. Le parole vogliono stare all'aria ma tutte insieme, come dicono loro; vogliono stare vicine a quelle che dicono loro, hanno le loro simpatie e antipatie; a volte metti una parola vicina a quella che odia e nascono delle risse ossimorose che, per sedarle, non basta il dizionario. Le parole sono rissose, sono delle primedonne da salotto televisivo che, se non ascoltate, iniziano ad urlare senza senso, ad offendersi tra loro. "Scrivi!", mi sussurro liquido, le parole sono una droga e me la vendo nell'angolo più buio della mia coscienza oppure nel bagno di un locale nel sottotetto del mio cranio; l'ho affittato ad equo canone ad un'idea insistente ed adesso che è in mora non vuole andare via; si può andare in crisi d'astinenza da concetti e poi vomitare flussi d'incoscienza e ritrovarsi a far parlare le cose e a far tacere le persone dentro mondi da elefanti rosa o da squali in grisaglia. E mi canzono dicendomi di scrivere e finire in mezzo agli scrittori, a tutti quanti però, quelli con la penna intinta nel cuore e quelli convinti di saper scrivere quando invece sanno solo usare la carta copiativa, quelli che ce l'hanno con il mondo per partito preso e quelli con il partito e quelli senza; mi prendo in giro per farmi finire a sentire quelli che la colpa non è loro, che tutto quanto puzza, sulla carta; lo faccio per stancarmi e stancare le parole, lasciarle lì, da sole, a farsi il bagno separate: i verbi distanti dai sostantivi, gli aggettivi accanto agli avverbi e le congiunzioni a stare insieme a tutti. Cerco di stancare le emozioni che stanno lì ad alimentare le parole, a renderle importanti, una insieme all'altra ma non ce la faccio ed allora mi sorrido "Scrivi!" e lascio a loro, alle parole, il compito di raccontare.

52 commenti:

Maraptica ha detto...

Innanzitutto la violenza se proprio vuoi te la faccio IO, e pure "aggratiss", ma solo per te eh... :)
Poi vorrei aggiungere che "meno male che le parole non ti vengono, che se ti venivano qua facevamo notte".
Statti sereno scrittore in crisi di prestazione, che qua siamo tutti ad aspettare i tuoi post, corti o lunghi che siano, ricchi in egual maniera.
Dimenticavo... coccodè ;)*

chaillrun ha detto...

Caspita, ma dire "scrivi" a te è..
Perché tu puoi andare anche dal più strambo rigattiere e prendere le parole più inusuali che ti offre e tu ne farai sempre una perla.
Se il canzonarti t'ha portato a scrivere post così, bé scusami allora mi ci metterei pure io simpaticamente a far beffe di te, perché di post così ne vorrei vedere ancora :)

Charlie68g ha detto...

dai che quando ci troviamo avrai nuovi spunti di cui prenderti gioco ;-)

pOpale ha detto...

Per te scrivere è come respirare e si vede... e induci anche negli altri il respiro o la violenza nel caso di Maraptica ;-)

Ernest ha detto...

Scrivi perchè respiri e respiri per scrivere e farci respirare parole...

chaillrun ha detto...

cosa significa "dialogo tra Citroen"

azie :)

vitty ha detto...

Mi chiedo cosa scriverai quando ti verrà l'ispirazione!!!

Talvolta le parole possono diventare pietre,le tue al contrario,sono leggere come farfalle che mano a mano si leggono,ci sfarfallano intorno. Buona giornata!

zefirina ha detto...

e meno male che hai seguito il tuo stesso imperativo categorico direi, altrimenti noi come faremmo a leggerti????
baci

GIO...ILLUSION ha detto...

"le parole sono una droga"... posso amarti? :-)

Costantino ha detto...

Scrivere non è semplice,se ne è persa l'abitudine.Altri mezzi l'hanno soppiantato.
Ma soprattutto scrivere non interessa più a molti...non a tutti(per fortuna).

Adriano Maini ha detto...

Scrivi, perché di cose da scrivere ne hai veramente tante, come in questo post, dove secondo me hai spaziato dalla ricerca stilistica alla satira sociale e a immagini salienti della nostra tormentata epoca.

Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

Ho gli occhi lucidi. Mi sono emozionata, davvero!
Se me lo permetti Baol salvo questo tuo pezzo in un mio file. Se non me lo permetti, però,ti comunico che lo faccio lo stesso.
Un omaggio alle parole IMMENSO, una lettura che fa venire i brividi per quanto è bella!
Sei tra i miei scrittori preferiti, insieme al tuo amico Benni.
Ma tu Stefano lo batti..di molto..e NON STO SCHERZANDO!
Almeno nella mia classifica personale!
Fraga niente?
Importa a me :)

petrolio-muso ha detto...

… … … * ché basta che parli uno tra i due!

Viviana B. ha detto...

E meno male che devi farti violenza per scrivere, perchè se ti venisse naturale chissà che facevi... :-)

ale ha detto...

reazioni: WOW

DAVVEEERO :-)

come istantanee, tutte in fila, una dietro l'altra, non fanno un film. Di più.

skip ha detto...

Che bello! Questo post non è solo un esercizio di scrittura ma un modo di sentire e di sentirti.

Continua a scrivere, perchè è davvero un piacere leggerti.

Maz ha detto...

Quanta bellezza! Me le sono gustate tutte le tue parole. Prima una ad una, poi tutte in una volta.

GIALLOSANMARINO ha detto...

...sai cosa hai fatto?
hai "deSCRITTO" la sensazione dell'onirico poema che mi frulla in testa da quando sono nata.
E' uguale per tutti!
tutti si ritrovano nella vomitata di parole che ci hai buttato addddoooossssoooo,con la differenza che tu sai "scrivere" le idee,le parole,i punti e le virgole!
BRIVIDI! _marì

Caty ha detto...

oh davvero non ti vedo a cercar parole , che in realtà vengon loro a cercarti per sentirsi espresse nella loro migliore forma :-)

Debora ha detto...

Lo si sono ripetitiva e scarsamente originale, ma se non lo vuoi fare te, lo faccio io per te, salvo tutti i tuoi post in un file e li mando ad un editore, uno a caso, quello che ha pubblicato il primo harry potter, a occhio è uno di quelli che ha naso e ha fatto diventare una casalinga disperata nella donna più ricca della regina Elisabetta.. Mica che tu da commercialista disperato mi diventi il più ricco del popolo italiano? (qua non si fanno nomi...)... Insomma, geniale come sempre, e se hai bisogno di violenza, ci stiamo Maraptica, Io, Grace, Chaill.... Tranquillo ce n'è in abbondanza, magari vengono pure pOpale e Charlie....

Baol ha detto...

@ Maraptica: E se facevi notte a leggere cosa succedeva?! Mi menavi di più?? :*
Grazie di esserci sempre!

@ chaillrun: A trovarlo, un righattiere strambo! :D

@ Charlie68g: Sei pieno di buone intenzioni, a quanto vedo, amico mio :D

@ pOpale: Lei mi mena in apnea infatti :D
Grazie per le tue parole :)

@ Ernest: Grazie, spero sempre che le parole scivolino bene e non si blocchino da qualche parte.

Baol ha detto...

@ chaillrun: C1 e C2 sono due macchine della citroen.

@ vitty: Beh, le parole dure come pietre le conosco, conosco il potere dirompente della parola. Se volano in giro le lascio sempre volare, non mi va di fermarle con uno spillo :)

@ zefirina: Hehehehehehehe andreste a rileggere i vecchi post intanto che scrivo i nuovi, no? :)

@ Gio...Illusion: Sì, ma non in senso fisico eh!!! :D

@ Costantino: Non a tutti, hai detto bene! Molte grazie!!!

Baol ha detto...

@ Adriano Maini: Il brutto è che, a scrivere della nostra tormentata epoca, ahinoi, c'è un sacco da scrivere!
Grazie per quello che mi scrivi :)

@ Grace: Beh, mettermi addirittura prima del mio amato Benni mi lusinga e mi imbarazza. Mi fa piacere che le mie parole abbiano fatto pensare e quindi non mi oppongo al salvataggio del file (anche perchè, a quanto ho capito non è che opporsi sarebbe servito :P )
Grazie!

@ petrolio-muso: A me, spesso, dicono che parlo troppo :)

@ Viviana B: Ehehehehehe sarebbe terribile no? :)

@ ale: Addirittura? Grazie, spero sempre che le parole siano anche immagini.

Baol ha detto...

@ skip: Ti ringrazio per le parole, scrivere mi piace, altrimenti questo blog non starebbe qui da più di 5 anni; quando le parole vengono cerco solo di acchiapparle, anche se, a volte, è difficile :)

@ Maz: Spero tu non ne faccia indigestione :)))

@ GIALLOSANMARINO: Mary, grazie, mi fa piacere tu ti sia ritrovata in quelle parole lì :)

@ Caty: Qualche volta temo che vengano a cercarmi per menarmi! :D

@ Debora: C'è la fila per menarmi, quanta felicità! Sembra di stare al bancone salumeria, con i numeretti adesso facciamo menare il...; prendete il numero, non vi accalcate, Maraptica ha il numero uno, mi spiace per voi, dopo non credo che ci sarà molto altro da menare! :)))
Grazie per le tue parole di complimento ed incoraggiamento!

Maraptica ha detto...

Ora non fare che scrivi na cosa ancora più lunga sperando che ti picchi a sangue... non fare il masochista!!! ;)
Io presente? Ma quando mai... praticamente ci vivo dentro a sto blog -.-
p.s. Potete cestinare tranquillamente tutti i numeretti, lo finisco io a Baol! :)))

Irene ha detto...

Continua a scrivere.
ciao
irene

elena ha detto...

e... scrivi, senza troppe seghe mentali!!! ;) a parte gli scherzi... bel flusso di pensiero con le parole che si raccontano! ciao

Lila ha detto...

"scrivi"! allora :)
come una cascata, una cometa, un inseguimento immaginario di pensieri e parole. COme sempre belle.

tizi ha detto...

l`importante e` non scrivere mai parole vuote e avere sempre la voglia di raccontare qualcosa.Continua a "violentare" biro piuttosto che farti violenza!

Baol ha detto...

@ Maraptica: Non mi fai paura! Scriverò un post ancora più lungo, ci metterai due ore per leggerlo, voglio proprio vedere fino a che punto mi meni!
Sei sempre la benvenuta qui, lo sai, non mangi nemmeno la carne che compro per me, quella che tengo nel frigorifero del blog per le occasioni speciali, tipo quando ho fame, tipo sempre :D
Mi sa che lo hanno capito che i numerini sono inutili e che, dopo, non ci sarà nemmeno l'ospedale per me, solo l'oblio :D*

@ Irene: Mi sforzo di farlo sempre :)

@ elena: Le parole devono sempre raccontarsi, come il mondo tramite le immagini, no? :)

@ Lila: Non si può dire che non abbia scritto, no? :)

Daniel ha detto...

Mi piace questo feroce scambio dialettico fra te e te stesso! Credo che le parole vengano sempre meno agevolmente quando le si aspetta troppo ;-)
Un saluto
D

Dual ha detto...

Un saluto per augurarti una serena notte:)
Gio'
http://remenberphoto.blogspot.com/

elena ha detto...

si, baol, hai ragione! :)

albafucens ha detto...

.. come è vero quel che dici ci si innamora a volte di un titolo.. una parola alcuni dei libri che ho letto li ho comprati per questo, per una parola letta sulla copertina o sfogliando le pagine..

le parole in tutù sono splendide e non hai bisogno di incitarti a scrivere, le parole ti sono amiche e tu le sai tessere assai bene insieme, creando delle trame delicate e raffinate, come quel
sipario che deve essere di "stoffa pesante e pensante"

quindi continua pure a cospirare nelle vesti di carbonaro,sussurrati,implorati.. perché se il risultato è questo io direi che è eccellente

un caro saluto

Baol ha detto...

@ Daniel: A volte faccio delle discussioni con le mie molte personalità che, a confronto, un'assemblea condominiale sembra una messa in gregoriano.

Concordo sul fatto che le parole non vanno aspettate troppo, sono pigre :-)

@ Dual: Grazie dell'augurio che, devo dire, è andato a buon fine :)

@ elena: :)

@ albafucens: Intanto grazie per le tue parole e per le tue analisi dei miei post, le apprezzo molto.
Quanto ai titoli dei libri, anche io mi lascio trasportare da quelli quando acquisto un libro, o da una copertina, o da una sensazione :)
Non smetto di cospirare, spero di farlo per tanto tanto tempo ancora.

Il Gabbrio ha detto...

Ciao Baol! Scusami, una cosa al volo, ma il tuo indirizzo mail è quello sul profilo blogger? Ho cancellato le email che mi hai mandato e non so se venivano da quell'indirizzo! (appena posso leggo il post con calma!) Ciao!!!

Baol ha detto...

@ Il Gabbrio: Ciao Gabriele! Nessun problema, ti ho appena mandato una mail :)

Alligatore ha detto...

Ma quando comincia la storia? ;)

TuristadiMestiere ha detto...

dispettose queste parole che vogliono restare nell'aria tutte insieme e non si vogliono far afferrare da te...ma mi pare che ne hai "spiaccicate" parecchie sul foglio...no??? ^.^

nonno enio ha detto...

"una frase un rigo appena"... ma non era una canzone di guccini ? Comunque è la stessa esortazione che mi faccio io ogni giorno, sperando di non scrivere mai banalità

neeeeit ha detto...

Come sempre arrivo trecentesima.
Dimmi, Meim, quante canne ti fai?
A me, in effetti, il vino non basta più. ;)
Un bacio.

chaillrun ha detto...

ehm.. mica mi ci vedo nella tua blogroll ;)))) mbé? mi ci metti ora?
chissà che direbbe grace che io nn ci sono ...

sese.. papparappapà :)

buon we :)

Baol ha detto...

@ Alligatore: Charlie Chaplin una volta partecipò ad una gara di sosia di Charlie Chaplin ed arrivò terzo.

Ecco la storia

Come direbbe Pennac ;)

@ TuristadiMestiere: Ho utilizzato un picchietto speciale :)

@ nonno enio: Io so che è un libro di Manuel Puig, non so se anche il mitico Guccio l'abbia utilizzata, non ricordo bene.
Anche io mi esorto spesso, non solo a scrivere :D

@ neeeeit: Tutta roba naturale di produzione propria...dovrei iniziare a sintetizzare qualcosa, magari tiro su qualche euro :D

@ chaillrun: Il mio blogroll è un'entità che vive di vita propria, vecchia millenni...devo dare una spolverata, hai ragione.

nico ha detto...

Omonimo!!! Ce l'ho fatta, sia a passarti di diritto in "Piedi dal vivo", sia a leggere finalmente questo post! Non faccio in tempo a leggere ora i due post gemelli di te e Sarah, ma pensavo che era giusto almeno riuscire leggere questo! E mi fa piacere commentarti ora, perché sono sicuro che questo commento lo leggeremo solo io e te :) Quindi... solo un commento... meno male che ti sei chiesto "Scrivi!"... pensa se non te lo fossi chiesto :-))) Qui direi che ci sta bene una canzone di Guccini, direi proprio questa!
E' stata un'emozione grande poter stare in tua compagnia anche se solo per un quarto d'ora, ed è stata un'emozione ancora più grande il fatto che la prima cosa che mi hai detto è stata "evvai, ora passo in piedi dal vivo"! Penso che tu, da buon Domenico, possa capirmi!
Alla prossima, un abbraccio

Baol ha detto...

@ nico: Omonimo!!! Grazie per le tue parole e per la canzone (che conoscevo e che mi piace un sacco). Per me è stato un onore incontrarti e un dispiacere che l'incontro sia durato così poco; sono felicissimo di essere nei "piedi dal vivo"!
Un abbraccio!

ps
Attendo allora di sapere cosa ne pensi del post doppio :)

Gata da Plar - Mony ha detto...

anche dal blocco dello scrittore tiri fuori una meraviglia da leggere... :)
Un abbraccio!

Baol ha detto...

@ Gata: Il ho il blocchetto dello scrittore, quello dove scrivo...anche se questo post è nato direttamente sullo schermo :)

chatapoche.com ha detto...

Scrivi divinamente. Alla fine mi risulta difficile lasciare un commento, forse dovrei mandarti una email (magari di duecento pagine). Ti annoierei?

Baol ha detto...

@ chatapoche.com: Beh, devo dire che già dirmi che scrivo divinamente è un bellissimo ed esauriente commento :)

Unknown ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Fabiola Menon ha detto...

Come la fai lunga.

Baol ha detto...

@ Fabiola Menon: Hai ragione, però se leggi un rigo sì e due no magari dura di meno.