31 dicembre 2013

Sei Uno Zero

Post 610, di fine anno; avrei voluto tanto utilizzarlo per togliermi i sassolini dalle scarpe, per dire ad un uomo di merda che sarà sempre e soltanto un uomo di merda, una nullità pericolosa, un essere spregevole e nauseante. Avrei voluto tanto utilizzarlo per dire ad una persona che non ha davvero capito un benemerito cazzo della vita, con quella filosofia da accatto da Liala, con tutti gli anni in più di esperienza che non sono serviti a praticamente nulla. Avrei tanto, ma tanto, voluto utilizzarlo per dire all'espertone di turno che era, è e sempre sarà, solo un grandissimo coglione viscido. Avrei tanto, tantissimo, voluto dire alla bella penna che, sì, sa mettere quelle due o tre parole in fila saccheggiando anni di letteratura americana ma rimane la presunzione personificata, lui, le canottiere e le bandane. Avrei tanto voluto dire queste cose, nel post di fine anno, per mettere sul groppone di questo 2013 tutto il fiele che c'ho dentro, così da cominciare il 2014 con pensieri migliori, più positivi, perché alle persone a cui voglio bene, ho detto "ti voglio bene" e questo basta, dovrebbe bastare. Avrei voluto cominciare con il piede giusto perchè le cose vanno cominciate così ma, una buona volta, diciamocela la verità: non esistono ricette per partire con il piede giusto, almeno, non esistono quelle universale e quindi, parlando direttamente a te, fattela una domanda, chieditelo in che momento hai avuto la serenità, che giorno era, che tempo faceva, chi c'era lì. Me ne fotto dei buoni propositi, la bontà, la verità, la sincerità, sono sopravvalutate; chiudete questo anno come lo chiuderò io, sapendo che domani è solo un altro giorno uguale ad oggi e che è con se stessi che si fanno i conti.

Chiudete il 2013 sentendo i muscoli della vostra anima farsi forti, siate quello che volete essere, anche una finzione, se vi va così; siate felici e vivi che io vi auguro tutto il meglio per ogni giorno del prossimo anno, vi auguro di sorridere come minimo ogni giorno un minuto di più, vi auguro che non vi basti una vita per tanto starete bene ma, scusate, io mi auguro quello che desidero io e se si scontra con la vostra volontà, beh, mi dispiace, dovrete cambiare desiderio, perché io non cambio, sono così.

30 dicembre 2013

Acquerello

La mia cucina si affaccia su una rotonda fatta male, ai piedi di un cavalcavia, in mezzo a due strade larghe e veloci, leggermente inclinata forma punti ciechi. La percorrono tutti come fosse un rettilineo, non fosse invece curva abbastanza da dimostrare in pratica la forza centrifuga. Sento costantemente stridio di freni, sempre imprecazioni, spesso schianti, a volte sirene; con qualsiasi tempo, con qualsiasi luce. Il mio balcone ha piante in fiore, piegate a guardare la strada; gerani multicolori, fresie screziate, un vaso di tulipani, rossi, una dichiarazione d'amore. Dopo una pioggia piena di urti e sirene, i tulipani macchiati di gocce brillanti, i calici lievemente piegati, un'ape in sovrappeso si appoggia lieve e brinda al calice piegandolo quel tanto che basta a versare la pioggia appena passata sulle foglie sotto. Bevevo vino.


(mi sono inventato tutto)

26 dicembre 2013

Regalo di Santo Stefano

Visto che a Natale sono tutti più buoni, vi regalo la serie completa dei post di Anna&Mario che magari vi fanno fare due risate, quelle non fanno mai male e ce n'è sempre bisogno...








Ancora tanti tanti auguri a tutti voi: DIVERTITEVI!!

24 dicembre 2013

Quasi Natale

Mario: Anna?
Anna: Che c'è?
M.: Stai bene? Tutto ok?
A.: Certo, perchè me lo chiedi?
M.: Perchè siamo quasi a Natale e sul nostro balcone ci sono solo lucine; niente babbi natale arrampicatori, niente set di renne tiraslitta; che cosa sta accadendo?! Sei stata sostituita dagli alieni come nella "Invasione degli ultracorpi"?! Dov'è il baccellone??
A.: Ma sei scemo? Che poi è una domanda retorica, la risposta la so già. Quest'anno non ho messo nulla visto che tu, ogni volta, ne approfitti per creare spettacoli porno con i pupazzi.
M.: Sono cene eleganti!!!
A.: Mia madre lo ha sempre detto che sei un cretino.
M.: Vabbè, tua madre dice anche che è cibo quello che cucina, quindi non mi preoccupo. Insomma, mi spieghi perché niente addobbi pacchiani? Quest'anno speravo ci fosse un pupazzo gonfiabile, avevo già prenotato una bambola gonfiabile da mettergli vicino.
A.: Ecco, poi ti chiedi perché non ho messo nulla, ti rischi di distorcere la sessualità dei figli della Marchetti!
M.: Mah, visto quello che faceva ieri sera il grande, sulla panchina in cortile, con la figlia della portiera, non mi pareva ci fosse nulla di distorto.
A.: Ma chi, la biondina? Ma se avrà sì e no sedici anni?!
M.: Io in te le chiederei se fa corsi di recupero.
A.: Faccio finta di non aver sentito. Comunque ho deciso che quest'anno facciamo il presepe.
M.: Bello, quando cominciamo?
A.: Ho ordinato il muschio, dovrebbero portarlo a momenti.
Driiiiin
M.: Sì? Chi è?
Voce al citofono: Siamo della Muschi&Licheni, abbiamo portato il muschio ordinato.
M.: Ok, terzo piano.
A.: Scendi a dargli una mano.
M.: Come "scendi a dargli una mano"?! Ma quanto ne hai preso??
A.: Tre rotoli da dodici metri.
M.: Ma facciamo il presepe o dobbiamo rifare il manto di San Siro?
A.: Scendi ad aiutarli, muoviti.
...
M.: Ora mi devi spiegare come intendi usare tutto 'sto muschio.
A.: Pensavo di utilizzarne due per ricoprire i divani ad angolo e farci le montagne e con il terzo farci la pianura qui, al centro del salone, levando il tavolo, naturalmente.
M.: Naturalmente...
A.: La grotta, poi, la ricaviamo lì a destra, nella parete attrezzata, basta levare uno dei pannelli in legno.
M.: Pensavo mettessimo un blocco di roccia naturale e lo scavassimo noi con dei martelli da geologi.
A.: Ci avevo pensato ma la cava aveva finito i blocchi.
M.: Che peccato...
A.: Al centro della pianura ci mettiamo un laghetto con il fiume che scende dalla montagna.
M.: Lo facciamo con la carta stagnola?
A.: Cosa?! No, no, ho già pensato di fare una pedana rialzata, in legno, qui al centro della stanza, ricavarne una nicchia in cui mettere la vasca e attraverso uno scivolo ed una pompa per il riciclo dell'acqua, farla scorrere.
M.: Scusa, scemo io a domandare.
A.: Pensavo di mettere i magi qui, al limitare della prima montagna e spostarli giorno per giorno fino a fagli raggiungere la grotta il sei gennaio.
M.: Ma la regia a chi la fai fare, a Mel Gibson?
A.: Perchè?
M.: No, no, così, chiedevo...chiamo la rosticceria all'angolo.
A.: La rosticceria?
M.: Certo, devo organizzare il catering per le maestranze.
A.: Ma quali maestranze? Facciamo tutto noi!
M.: Tu devi smetterla di guardare "Paint your life".
A.: Dai, cominciamo.
M.: Prima fammi chiamare in ufficio che gli dico che per il prossimo mese non mi vedono.

Questi due sono i personaggi più longevi del mio blog, dal 2006 appaiono, ogni tanto ad allietarmi e, spero, vi. Tanti auguri di Buon Natale a tutti dal vostro Baol!!!

13 dicembre 2013

Beneaugurante

Stamattina camminavo per strada...vabbè, non proprio per strada, sul marciapiede ché con voi bisogna essere precisi su 'ste cose che altrimenti pensate che mi ero messo lì a fermare il traffico come un forcone qualsiasi non sapendo che io, il forcone, a quei fascisti di merda glielo ficcherei al culo. Come al solito ho divagato, dicevo che stamattina camminavo per strada e m'è tornato in mente un vecchio episodio dei Simpson, ok, non così vecchio tipo prima o seconda serie ma più tipo tredicesima o quattordicesima che però sono più di dieci anni fa visto che sono arrivati alla ventisettesima serie e le ultime nemmeno le ho viste. A questa notizia la cara persona che mi prendeva per il culo perchè sapevo a memoria tutte le puntate sarà trasalità e a me non piace far trasalire le persone, soprattutto quelle care, che se trasalgono poi gli piglia l'ansia o, peggio, l'angina pectoris e non sia mai, oh, se è cara è cara, 'sta persona e tu non è che vuoi che alle persone care venga un'angina no? Che stavo dicendo che ho nuovamente divagato? (Mi sa che tempo fa l'ho scritto che mi piace divagare e che mi dovrebbero chiamare il Dottor Divago (ecco che ora ricomincio con le parentesi (parentesi e divagazioni: siete finiti!))). Ah, sì, dicevo che camminavo per strada senza bloccare il traffico che a me...etc etc... e mi è tornato in mente un episodio dei Simpson in cui Homer ha una specie di crisi esistenziale in cui non sa chi gli è amico, ed allora mentre è al bar di Boe (ma voi lo sapete che in originale si chiama Moe? Ma secondo voi perchè lo hanno cambiato? (Tipo il robottino di Star Wars, quello che sembra Brunetta ma è più simpatico ed intelligente, massì, quello che aiuta Luke a lanciare i missili (altro che La Forza, tutto culo, vabbè), no, non C3-PO, quello è quello magro e alto che sembra Fassino; no, quello piccolino. Ecco, quello, si è sempre chiamato RD-D2 ma nella prima trilogia lo avevano trasformato, nel doppiaggio in C1-P8 e ammetterete che C1-P8 sembra una cosa tipo "Gianni&Pinotto", non è serio per un robottino così. Vabbè, insomma hanno cambiato il nome anche a quello) Non mi spiego perché hanno cambiato il nome da Moe a Boe. Che dicevo? A sì che Homer c'ha questa crisi esistenziale e chiede nel bar se loro, gli altri avventori, quelli che stanno sempre lì, oh, avete capito dai, gli alcolizzati; insomma se 'sti tizi sono suoi amici e loro, tutti, gli dicono che non si definirebbero amici ma chi "compagno", chi "sodale", etc. etc. ma il massimo lo raggiunge Boe (o Moe?(Boh?)) che dice che lui è un "beneaugurante", nel senso che non è un amico ma che nemmeno gli augura qualcosa di male; e sì, insomma, stamattina mentre camminavo per strada sentra intralciare il traffico con i pugni chiusi in tasca m'è venuta in mente questa cosa ed ho pensato che anche io, alla fine, per molte persone sono un beneaugurante, anche per molti di voi sono un beneaugurante (poi, vabbè, c'è anche a chi sono proprio amico, più che sodale o compagno (c'è anche a chi non so più che cazzo sono e questa cosa, va da sè, mi lascia alquanto rattristato, a volte incazzato, spesso spiazzato (ma questa è un'altra storia (e dallì con le parentesi)))). Che dicevo? Ah ecco, che sono spesso un beneaugurante, quasi sempre, tranne alcune volte che non lo sono e, ad alcuni, ristretta cerchia, sono un "malaugurante" e non vi dico che cosa auguro, magari una volta lo scrivo ma oggi no. Insomma, perché tutta questa pappardella che ho pure perso il filo? Fatemici pensare...ecco, sì, tutto questo per augurarvi una buona giornata eh!

11 dicembre 2013

04 dicembre 2013

Con questa pioggia battente

"È notte alta e sono sveglio...". Il mio vicino è in revival anni '80 oggi, la butta sul malinconico. Sarà il tempo, con questa pioggia battente che mette un filtro opaco a tutto non è facile essere allegri. Ormai conosce perfettamente i suoi stati d'animo, le pareti di questi appartamenti sono così sottili che si sentono i respiri, figurarsi i sospiri. Se non sbaglio fa il consulente, sembra simpatico, dovrebbe avere poco meno di quarant'anni, a volte sembra ne abbia poco più del doppio. Credo abbia l'hobby della lettura, spesso lo incrocio con buste della Feltrinelli, piene. Bello avere un hobby, anche io ne ho uno, ogni volta che ho tempo pulisco per bene tutte le mie armi, come oggi che sto qui, tra odore di solvente e di cordite. Certo, non è solo questione di hobby ma, direi, grammaticale; un'arma efficiente può cambiarti anche i verbi, che detta così sembra una cosa stupida ma, credetemi, c'è una bella differenza tra aver colpito ed essere colpito. Non che le usi spesso, le armi; di solito nel mio lavoro di ripulitore arrivo sempre dopo che qualcun altro le ha usate ma non è detto che, a volte, non mi chiamino per ripulire prima. Nell'immaginario comune, lo so, adesso mi si figurerebbe qui al tavolo, magari al buio, solo con la luce tecnica accesa e puntata sul piano di lavoro, magari con una sigaretta, accesa, appoggiata al bordo che, ogni tanto, prendo con il pollice e l'indice e porto alle labbra per un lungo tiro. In realtà non fumo e non per salutismo ma perchè non devo avere addosso nessun odore particolare, devo passare inosservato come un'immagine sfocata, devo essere poco ricordabile. Anche il mio vicino, in realtà, se mi incontrasse per strada non so se mi riconoscerebbe, nonostante ci siamo incrociati per le scale e ci siamo anche parlati, a volte. Sto pensando a queste cose quando mi squilla il cellulare; è Lui.
- Dimmi.
- Ho un lavoro per te, Mario.
- Chi?
- Guido...
- Sì.
- Peccato, mi piaceva, Beatrice, era una brava persona.
- Lo so.
- Che le ha fatto?
- Strangolata.
- Dove?
- L'ha seguita fino a casa sua.
- Lo sai che quello è una merda pericolosa, vero?
- Lo so.
- Mandami l'indirizzo via sms, vado subito. Devo occuparmi anche di lui?
- Sì.
CLICK
Era quello che volevo sentire.

02 dicembre 2013

Quattro anni che sto qui

No, non è il compleanno del blog, quello è stato a settembre ed erano comunque sette anni. No, questo è un post che, verso la fine di novembre, scrivo tutti gli anni. Quest'anno, come in molte cose della mia vita, sono in ritardo. Il post serve a ricordarmi da quanti anni non sto più a Milano, da quanti anni ho preso la coraggiosa (?) decisione di tornare in Puglia, in provincia. Credo di avervi fracassato le palle abbastanza, con Milano, con quanto mi manca, con cosa significa e blablabla...e vi assicuro che non vi ho raccontato tutto. In realtà è un post che uso per tirare un po' le somme, per raccontare, anzi, raccontarMI un po', visto che sto sempre ad inventare storie, questo, invece, è uno di quei post che servono per mettere giù un po' di punti di vista. Quest'anno però sono stanco, più stanco del solito, me ne accorgo da alcuni gesti, da alcune epifanie, da alcune attese, da alcune insonnie. Me ne accorgo dai miei stessi pensieri, nemmeno troppo positivi, dai bandoli non trovati, dai pezzi sempre più piccoli di puzzle che, alla fine, sarebbero davvero semplici, di quelli a cubotti di quando ero piccolissimo. Me ne ricordo uno, di nove pezzi, dentro una valigetta rossa, credo fosse di Goldrake. Mi ricordo che mi sedevo per terra, sul tappeto, e ci giocavo, impilavo i cubotti, componevo l'immagine, era facile. Alla fine le cose non sono tutte complicate, a volte sono facili, di una facilità disarmante: Tutto è meglio di poco, poco è meglio di nulla. Ho speso gli ultimi quattro anni, oltre che a cazzeggiare, a cercare una motivazione nel lavoro, nel saper fare bene le cose e vi dico una cosa, a fine novembre del 2009 ero all'apice, avevo la consapevolezza, non dico al 100% ma quasi, di quanto fossi capace di fare, di quanto fossi capace di imparare ancora; solo che abbiamo vizi atavici, noi italiani, e non la butto in politica perché, sinceramente, sono stanco anche di quello; abbiamo vizi atavici che tolgono il respiro e la voglia, tolgono la spinta e l'illusione, tolgono. E dolgono. Quindi mi perdonerete se, questa volta, non sto a fare l'elenco di quanto sono stato stupido a tornare indietro, di come mi manchi la casa che avevo in via Biancardi, al numero sei; se non sto a raccontarmi che quella scelta ha comunque portato altre cose bellissime, dopo. No, sinceramente, non faccio nessun elenco. Alla fine, sono sicuro, dalle parole che ho scritto, c'è chi capira molto ma molto di più. Vi abbraccio e prometto che tornerò ai racconti quanto prima.